Testimonianze Incontro Annuale 2008

 TESTIMONIANZE

TESTIMONIANZA DI LORETTA

L’anno scorso abbiamo meditato Ef 6,18 “Pregate inoltre incessantemente, con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti…

La preghiera incessante, per me e per mio marito, di giorno e di notte, i sacramenti della Riconciliazione e la Fonte Eucaristica, ci hanno fatto risorgere con Gesù a vita nuova.

Ringraziamo Dio e la mamma celeste per questo cammino di adesione, condivisione e desiderio di “AMARE” Lui in noi e noi in Lui.

Maria ci ha guidati, prendendoci per mano in tutta la nostra vita, fino ad oggi.

Nelle prove, nei dolori, i lutti ed ora, con la separazione di nostro figlio dalla moglie: è il dramma più duro e ancora difficile da superare, perché per noi il matrimonio e la famiglia sono la strada per la nostra santificazione.

 

Io e Roberto siamo uniti nel Sacramento del Matrimonio da 47 anni, avvenuto nella Basilica di S: Rita a Cascia.

E’ stata una cerimonia semplice, ma profondamente sentita, in quanto, pur venendo da due cammini spirituali diversi, i nostri principi religiosi, morali  ed etici erano gli stessi: amarci, unirci per formare una famiglia con al centro Dio Padre .

Per me il cammino è stato più facile, avendo avuto un’iniziazione cristiana dalla mia famiglia (facevo parte dell’Azione Cattolica) nella Parrocchia di Sant’Antonio.

Per mio marito, orfano di padre all’età di 14 anni, la Parrocchia di Borgo Rivo era sì la S: Messa domenicale, ma principalmente il campetto per le partite di pallone.

Ci siamo trasferiti a Priolo (SR), dove mio marito lavorava.

La nascita del nostro primo figlio (ne abbiamo due) ha coronato la nostra felicità e quella delle nostre famiglie di origine.

 

La nota dolente è qui: io andavo alla messa la domenica e Roberto non veniva.

Questo mi faceva soffrire tanto e, quando ero sola,  o con mio figlio, entravo  in qualunque chiesa aperta e inginocchiata piangevo silenziosamente e parlavo con Gesù e Maria, che mi facessero la grazia, affinchè Roberto , almeno la domenica, partecipasse alla S. Messa.

Con il tempo il nostro rapporto spirituale è cambiato: parlavamo sempre più di Gesù, Maria e i Santi.

La preghiera e i sacramenti mi hanno resa più libera e ardita, a quei tempi…, ed ho frequentato per 24 anni il gruppo di preghiera del Rinnovamento nello Spirito.

Roberto mi accompagnava ai Convegni di Rimini ed era molto attento durante le catechesi e la S. Messa.

Il viso si trasformava, pregava ed era gioioso.

 

E gli anni passano e… gli eventi dolorosi riappaiono.

E’ sempre Maria che un pomeriggio di tre anni fa, mentre camminavamo per le strade di Terni senza avere una meta precisa, addolorati e sfiniti anche nel corpo (nostro figlio da pochi mesi era tornato a casa nostra), siamo entrati qui dentro (Chiesa di S: Pietro, nella quale avviene il Convegno), dove inaspettatamente c’erano tante persone: le famiglie di Maria- Movimento per la santificazione della famiglia.

Ci siamo seduti ed abbiamo ascoltato e pregato con tutti: una pace da tampo perduta, ci ha fatto sentire fisicamente e spiritualmente tanto bene.

Ci siamo detti: torneremo.

Al termine del convegno un signore si è avvicinato a noi, dicendo se volevamo adrire all’Associazione per la santificazione della famiglia e noi abbiamo firmato il foglio che ci proponeva.

 

Da quel giorno la nostra vita spirituale si è di nuovo trasformata: è naturale pregfare insieme, recitare il S. Rosario tutti i giorni, benedirci con il segno della croce al mattino e alla sera (questo ce lo ha insegnato Don Francesco e tante altre cose), catechesi, adorazione, S. Messa feriale e qualche pellegrinaggio.

Grazie  Maria Santissima, intercedi per noi tutti presso il Tuo Figlio Gesù,, perché facciamo il passaggio dalla PAURA di abbracciare la croce e seguire Gesù, all’ABBANDONO totale a Dio, per vivere in ETERNO la GIOIA vera.

Amen

 

TESTIMONIANZA DI ANTONIETTA

Con questa testimonianza desidero ringraziare e dare gloria al Signore per le cose belle e grandi che ha operato nella mia vita.

Per ben 27 anni ho messo Dio all’ultimo posto, in fondo a tutte le cose, proprio come una tovaglia ricamata, che si tira fuori dal baule di corredo solo nelle grandi occasioni, poi, finito l’uso, si lava e  si ripone fino alla prossima occasione.

A me bastavano mio marito e i miei figli, il nostro lavoro, i nostri problemi.

Dio al suo Posto

Mi sentivo a posto con la coscienza, in fin dei conti non facevamo nulla di male: non peccavo, impazzivo d’amore per i miei figli e per mio marito, quindi per le cose di Dio non c’era tempo, avevamo troppo da fare.

Andavo alla messa nelle occasioni forzate: battesimo- cresima, a volte Natale-Pasqua, ma alla domenica non c’era tempo e neanche la voglia, per essere sincera.

Dimenticavo, nel corso di questi 27 anni, in diverse occasioni, per urgenze, correvo dai ministri di Dio, per avere consigli, per risolvere diverse situazioni disperate; ottenuto quanto desideravo, di nuovo come prima.

Dio sta al suo posto e io al mio

Poi, nel 2001, la catastrofe: mio marito andò via di casa e, siccome si lavorava insieme, la situazione diventò ancora più difficile.

Ho vissuto nell’angoscia, nella disperazione, non potevo accettare la mia famiglia sfasciata.

Pensavo che queste cose potessero capitare agli altri, ero sicura che a me  non sarebbero mai capitate; quindi ero pronta a morire, piuttosto che avere la famiglia distrutta.

Dio era al suo posto, non si muoveva!

Ero caduta ormai in una fossa.

Ho vissuto  un lutto vero e proprio.

Ho incominciato a chiedere a destra e a sinistra, ad andare a messa mattino e sera, aspettandomi il miracolo di far ritornare mio marito a casa.

Dentro il mio cuore c’era solo quella speranza, il ritorno di mio marito.

Una suora mi scriveva nelle sue bellissime lettere: “A Dio nulla è impossibile, Lui è nostro Padre”. Altre voci mi dicevano: “Ringrazia della soffernza, perché attraverso la sofferenza Gesù si fa sentire”. Mi dicevano: “Prega con il cuore!”, ma il mio cuore  amava solo mio marito e i miei figli.

La Messa cominciava a diventare non più un dovere, ma una necessità.

La “Parola di Dio” incominciava a darmi tranquillità e sicurezza, fino a che una mattina ascolto l’episodio della “Tempesta sedata”: lì, proprio lì, ho incominciato ad aprire il mio cuore a Dio.

Suor Clementina mi aveva spedito, insieme alla sua lettera, una copia della narrazione “La tempesta sedata” e, quando avevo paura, leggevo: Non abbiate paura, uomini di poca fede! “

Era rivolta proprio a me.

La mia sete di Dio aumentava sempre di più.

Ascoltando il S. Rosario su Radio Maria, ho conosciuto il “Movimento delle Famiglie di Maria”, ho cercato, tramite Don Francesco, il numero della responsabile, che veramente mi ha aperto il cuore,  ricordandomi sempre che tutto il gruppo prega  per la mia famiglia e che la Mamma Celeste non ci lascia mai soli.

Se la Madonna si  è servita di questo per farmi andare avanti come una bambina sostenuta dalla propria mamma,  mi ha proprio guidato attraverso le “Famiglie di Maria” a Gesù vivo e vero.

Io non comprendevo ancora, perché quando mi collegavo telefonicamente con Terni, nel mio cuore c’era tanta pace e serenità.

Con il cuore chiedevo a Gesù di non nascondermi il Suo Volto e di far risplendere il Suo Volto su di me.

Poco per volta Gesù mi ha trasformata; la Sua tenerezza mi ha donato pace, amore, serenità, gioia, al punto da sentirmi innamorata di quel Gesù che era prima astratto, assente; invece adesso è vivo, dentro di me, sempre, in ogni istante della mia giornata.

Una grande sorpresa mi ha preparato il Signore: sul pullman per Medjugorje ho incontrato una sorella del gruppo “Rinnovamento nello Spirito”, che mi ha invitata a pregare con loro a Villanova e subito ho avuto la consapevolezza di non essere più sola, di sentirmi in una grande famiglia, dove veramente si condivide l’amore di Dio e per gli altri, l’amore vero, quello che solo Gesù sa donare.

A tutti quelli che sono nella sofferenza dico: – Abbandonatevi a quel Dio d’amore che non delude mai, ma trasforma fino al punto da non poter tacere la gioia e l’amore, perché ci si sente desiderosi di testimoniarla per trasmetterla ai fratelli.

Grazie Gesù! Grazie Maria!

Lode e gloria al Tuo Santo Nome.

 

TESTIMONIANZA  DI UNA GIOVANE PER I GIOVANI

 

“Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori” (dal Salmo 127)

La costruzione dell’opera della nostra vita è un progetto di Dio.

E’ Lui il capo-cantiere e l’esecutore dei lavori, Lui che progetta, Lui che costruisce e veglia sull’andamento del progetto.

Un buon capo-cantiere osserva che l’opera iniziata non si discosti dal progetto iniziale, perché, se l’opera risulta difforme dall’originale, il committente si lamenterà e rifiuterà un’opera che non è conforme al proprio disegno.

Così il costruttore inesperto, il quale non conosce i problemi inerenti all’esecuzione dei lavori, affida tutto a un capo-cantiere ignaro del progetto e questi compie l’opera come egli pensa sia corretto eseguirla, senza tener conto del disegno.

Inutile dire che in ambedue i casi chi realizza l’opera non è colui che l’ha anche progettata e quindi l’esito è insoddisfacente.

Ma quando colui che progetta un’opera la compie anche, allora tutti sono soddisfatti, perché tutti (capo-cantiere, costruttore, operai) lavorano e faticano lietamente, sapendo che l’opera andrà a buon fine.

 

Dio progetta e compie l’opera della nostra vita.

 

Per questo chi in Lui opera, non resta deluso, perché realizza le attese del cuore e crea magistralmente l’edificio della nostra esistenza.

Come un abile costruttore sa qual è l’ampiezza e l’altezza dell’edificio e getta le fondamenta,  affinchè  la casa non sia mai scossa.

Ecco quindi che se Dio decide di compiere una casa, nessuna paura ci può essere per chi questa casa andrà ad abitare.

 

Quando Dio è con noi, chi è contro di noi? Nessuno può vincere Dio.

 

L’Onnipotente, Signore del cielo e della terra non ha e non avrà mai dei rivali. Perciò chi combatte con Lui sarà vittorioso senza dubbio, perché chiunque soccomberà di fronte alla Sua potenza.

Pertanto chi pensa di essere scelto da Dio come pietra angolare di un Suo progetto, non tema di non riuscire. Le nostre certezze si fondino su di Lui, perché niente su questa terra è stabile senza di Lui.

Al contrario , ogni cosa limitata, se vista alla luce della Sua presenza, diventa fonte di un rinnovamento spirituale per le nostre anime, perché tutto concorre al bene di coloro che amano Dio.

Non preoccupiamoci dunque, cari ragazzi e ragazze di non farcela, di restare delusi, di prendere un granchio, perché di fronte alle proposte di Dio, nulla può sovrastare alla Sua potenza.

Nulla è impossibile a Dio. D’altra parte, se credi, nessuna meta è irraggiungibile.

Pertanto, chi ha deciso di consacrarsi per chiamata di Dio, non tema, porterà a compimento quell’opera; chi ha deciso di sposarsi non pensi a problemi economici o oggettivi: Dio stesso ci penserà, in virtù della Sua Provvidenza e nella misura dell’abbandono ai suoi disegni; chi è nelle tempeste di un matrimonio naufragato, prenda in mano il Rosario e la Santissima Vergine verrà a salvarlo, avvolgendolo con la Sua mistica corona.

Sia il Rosario la nostra ancora di salvezza nelle tempeste della vita, sia la fede il fondamento della nostra esistenza, la speranza ci sostenga e la carità illumini i rapporti.

Se non ci staccheremo mai dal nostro Signore Gesù, nulla di grave ci potrà accadere.

Allora a Lui la nostra lode e gloria nei secoli dei secoli, a Lui il nostro pensiero, a Lui le primizie della nostra offerta, a Lui si diriga il nostro cuore e il nostro sguardo, a Lui vada il nostro desiderio, che cerchi Lui la nostra mente, sempre e solo Lui, Lui che era che è e che vince, che regna e che impera, Lui il nostro tutto nei secoli dei secoli. Amen

Grazie Gesù.

 

TESTIMONIANZA DI ANNA

 

Carissima Graziella, solo oggi sono riuscita a prendere una penna ed un foglio per scriverti, un po’ per il tempo…un po’…

Con gioia ho deciso di farlo.

Non potrò venire a Terni, perché, come ti ho detto, il 31 si conclude la nostra festa parrocchiale.

Questo mese è stato intenso di emozioni, il Santo Rosario nelle famiglie davanti all’immagine della Madonna e questa settimana dedicata a Lei e S. Bernardino, piena di incontri.

Pensa , questa sera avrò a cena una coppia di sposi, professori dell’Università di Chieti, che vengono per un incontro sulla famiglia: figli, coppia, insieme a Don Giuliano.

Il bello è che Romeo, mio  marito, è contento, non ha fatto nessun diniego; a me non sembra possibile, Grazie a Dio e a Maria, qualche anno fa ciò non sarebbe successo.

Come già ti ho detto altre volte, stiamo vivendo un cammino diverso da prima, pieno di comprensione reciproca, di gioia.

Non che prima non c’era unione o c’era disaccordo tra di noi, ma era diverso.

Credo sinceramente che le preghiere per lui, e  Maria soprattutto ci abbia messo le sue mani.

Proprio ieri dicevo a lui, mio marito, quanto sarebbe stato bello per tutta la nostra famiglia vivere in un clima  sereno già da tempo, soprattutto per i figli.

Ma ringrazio Gesù e Sua Madre di quello che viviamo oggi.

Ancora non è vicino, ma credo pure che sia tanto vicino…ma non è giunta l’ora, spero proprio che avvenga, ma solo quando Dio vorrà.

Come già parlavo, mia figlia ancora non lavora, ma proprio oggi si è aperto uno spiraglio. Tu sai però che lei è serena ed io pure, non mi angoscio, sono serena , perché l’ho affidata a Loro: Gesù e Maria, quindi sono certa che ci penseranno con il Loro amore.

Ho le lacrime agli occhi e sono emozionata, ma veramente credo fermamente nella Loro presenza nella mia famiglia.

Mio figlio, spero presto, cambierà lavoro e spero in meglio.

E’ tranquillo e come giovane vive la sua gioventù nell’allegria, ma è anche responsabile per le cose serie.

Del resto non dimentico nelle preghiere gli amici dei miei figli e i figli delle amiche. Le preghiere di tanti insieme ci uniscono e fanno crescere l’Amore.

(…)

Un saluto a voi tutti di buon lavoro per il bene, la pace, l’Amore di tutti, soprattutto per i giovani di oggi, che tanto hanno bisogno dell’aiuto di noi grandi.

Ringrazio Maria santissima che ci ha fatto conoscere.

Ciao Anna

 

TESTIMONIANZA  DI  CIRO RASILE

Succedeva, nel Marzo del 2002 , a due anni circa dal primo pellegrinaggio a Mediugorie, quando come Consiglio Pastorale  fummo invitati a riflettere sul valore e sul  significato della preghiera al fine di proporre una serie di incontri per la nostra Comunità.  Fu allora che, anche per testimoniare che cosa stava diventando  per me la preghiera, preparai  questa  breve nota:

La Preghiera     E’ il mio filo conduttore che mi unisce a Dio.   Il mio cuore è come un motore e non  può marciare se non viene alimentato.   Se  voglio che non si fermi mai, la mia spina deve essere sempre innestata a quella presa che mi dà energia.                                                                                          Questo vuol dire che devo essere in un  costante atteggiamento di preghiera.                                                                                                   Così appena apro gli occhi, anche se è ancora notte fonda,cerco di ringraziare il Signore, gli offro me stesso e gli consegno la lista di tutti i miei problemi , di tutte le mie preoccupazioni e gli raccomando tutti:  i mie cari,  quelli che si affidano alle mie preghiere, quelli che stanno nella sofferenza, il Condominio,  il Consiglio Pastorale, il Parroco  perché,  Lui, il Signore,  Lui solo  sa che  cosa deve fare per me e per  loro.                                                                                                   Poi nel corso della giornata controllo che il mio  filo conduttore sia sempre  in ordine ed in buono stato, cioè ringrazio prego e offro o almeno cerco di farlo, qualunque cosa stia facendo e cosi fino a tarda  sera quando,  prima di addormentarmi,  faccio l’ultima verifica perche’ il mio cuore rimanga sempre  connesso anche di notte:  cioè ringrazio ancora Dio, e mi affido a Lui perché mi custodisca fino a quando, se Lui vorrà, riapriro’ gli occhi al nuovo giorno

Ancora oggi mi chiedo come sia stato possibile che accadesse tutto questo e in modo così radicale!  Ma la risposta è semplice: siamo stati presi per mano da una Madre tenerissima, che  docilmente ci ha chiesto di seguirla per  mettere al primo posto Gesù,  anche nella nostra famiglia e diventarne testimoni per tutte le altre.

Ho detto siamo perché da allora, ci siamo messi in due, insieme, a pregare, io e Giuliana, perché abbiamo capito che prima di tutto c’era  la nostra conversione personale, poi tutto il resto.

Oggi nella nostra giornata,  diversi sono i momenti in cui, con gioia, ci ritroviamo per incontrare il Signore: al mattino con il Rosario e la S.Messa ascoltati da Radio Maria o quando possibile in chiesa, a pranzo e a cena per ringraziarlo e alla sera con la recita dei  Vespri e per ricordarci che non siamo mai soli, ma che in mezzo a noi c’è sempre Lui presente, quando preghiamo, accendiamo una candelina,  per sentirci  più cenacolo, più chiesa domestica.

Il Martedì c’è l’appuntamento con il Rosario.

Per circa un anno, fin quando è stato possibile, l’abbiamo detto in casa accogliendo alcuni amici, poi siamo andati noi a casa di un’amica disabile, in un periodo molto difficile per lei, ed è stata una grande consolazione.

Attualmente, c’ incontriamo in Chiesa per partecipare in gruppo alla S. Messa e al S. Rosario per affidare a Maria,tutte le nostre famiglie e quanti di volta in volta si raccomandano alle nostre preghiere, e non sono pochi. Poi ci salutiamo in grande armonia ringraziandoci a vicenda contenti di aver  pregato gli uni per gli altri, ma soprattutto ringraziando Maria.

E quando  arriva la Domenica cerchiamo di spalancare  il nostro cuore per accogliere Lui, Gesù Eucaristia, nostra sentinella e chiediamo a Maria di tenerne la chiave perché ci aiuti a mantenerlo  sempre aperto!

Cosi equipaggiati affrontiamo la vita di tutti i giorni con fiducia e abbandono anche quando abbiamo il cuore lacerato dalle tribolazioni.

Ma  oggi per noi è  giorno di grande gioia, perché siamo insieme e e ci sentiamo una sola famiglia, capace di condividere gioie e speranze, legati da sentimenti di profondo amore fraterno, cementati dal grande dono della preghiera reciproca, umilmente consapevoli di essere stati chiamati, con tutti i nostri limiti e le nostre fragilità, a dare una mano a Maria perché si realizzi questo grande progetto di santificazione e di salvezza voluto  da Dio per ciascuno di noi e per tutte le nostre Famiglie.

 

Con il cuore pieno di gratitudine, insieme a voi, di tutto questo  vogliamo  ringraziarti o Signore.

Maria, Regina e Madre di  tutte le Famiglie Prega per Noi !

 

TESTIMONIANZA DI GIANNI

 

L’ACCOGLIENZA

 

“Quotquot autem receperunt eum, dedit eis potestatem filios Dei fieri…

(Prologo Vangelo secondo Giovanni

“A quanti, però, lo hanno accolto, ha dato la potestà di diventare figli di Dio…”

 

 

Per anni questa frase mi è affiorata alla memoria, quasi un ossessivo ritornello, nei momenti più impensati. Tanto che oggi ho preso il coraggio a due mani ed eccomi qui, senza alcuna autorevolezza, data la mia ignoranza, a cercare di capire perché quel qualcosa “ che è in me”, per parafrasare un noto salmo, ha tanto colpito la mia anima.

“A quanti, però, lo hanno accolto, ha dato la potestà di diventare figli di Dio…”

Ecco, dunque, come la conseguenza di aver accolto Cristo nei nostri cuori,  automaticamente fa sì che si abbia non il potere, come è tradotto dalla CEI, ma la potestà( come ha tradotto s. Girolamo), ovvero: il potere legalmente giustificato e, quindi, al tempo stesso quasi un diritto, di divenire “figli di Dio”

 

E’ questo il primo dono che il Signore ci offre, subito, contestualmente alla nostra accoglienza: diventare figli di Dio.

 

A leggere queste parole che sto scrivendo mi viene un nodo alla gola: la commozione cresce nel comprendere, forse in minima parte, ma, per la prima volta, la grandezza di questo dono.

Quante volte da fanciulli ci siamo fatti grandi del nome di nostro padre: mio padre qua, mio padre là, perché il propagandare la nostra appartenenza ci faceva crescere la stima  della società. Quello è figlio di…

Ma, all’epoca, come dice  s. Paolo, eravamo piccoli; ora, da  adulti, dovremmo ragionare da adulti.
Perché, dunque, ci resta difficile comprendere la incommensurabile dignità che proviene dal dichiararci, e a buon diritto, figli di Dio?

Ora che abbiamo un Padre onnipotente, omniscente, ci comportiamo quasi avessimo vergogna di Lui?

Come è strana la natura umana!

Ma i doni non terminano qui.

Oltre ad aver scoperto cosa siamo diventati nell’accogliere Cristo, sempre automaticamente entriamo a far parte  del popolo di Dio, cioè di quella comunità che si riconosce nella figliolanza divina.

Eccolo, il rospo è uscito fuori. L’ho detto! Siamo figliolanza divina.

Era questa, dunque, la presa di coscienza che temevo, perché mi fa battere i polsi, sia per la sua enormità, sia  per la gioia che mi reca, ma anche e soprattutto per la responsabilità che questo dono comporta.

Infatti il mio pensiero corre  ai versetti 31 e seguenti del capitolo 8 di San Giovanni.

 

Comprendo, quindi, e solo ora lo ritengo giustificato, quando ci veniva detto che noi figli di Dio dobbiamo aspirare alla santità,  altrimenti questa figliolanza non avrebbe senso, sarebbe solo un inutile orpello.