Testimonianze Incontro Annuale 2006

TESTIMONIANZE

 

BARBARA E GIANLUCA: Io sono Barbara lui è Gianluca e questo piccolino si chiama Filippo, ed è uno degli ultimi iscritti della famiglia di Maria.

Ha sei mesi e mezzo ed è venuto qui perché ha detto che vi voleva dire una cosa, non sa ancora parlare, però si capisce bene quello che vuole dire. Vuole dire grazie insieme a noi al Signore, alla Madonna per tutto quello che hanno donato a questa famiglia.

Deve dire grazie anche a voi, perché se è qui lo deve a tutte le vostre preghiere.

Ha una storia un po’ particolare. È stato adottato quando aveva soltanto 12 giorni, era uno scricciolo minuscolo. Siamo stati invitati ad andare a prenderlo in ospedale, e siamo diventati la sua mamma e il suo papà.

È una sensazione meravigliosa !.

 

LUCIA E MARINO: Io aspettavo di essere l’ultima e invece il Signore ha disposto di essere diversamente. Voglio ringraziare Dio per questa catena di preghiera che ci ha donato, per  questo movimento nato a Medugorje. Con questa catena possiamo riparare alle offese al Cuore Immacolato.

Questo è il terzo anno che vengo. Il primo anno è stata una sorpresa, una gioia, il secondo anno era una richiesta, e il terzo anno è un ringraziamento per Giovanni Maria che vedete qui vicino a me.

Questo bambino è stato concepito il giorno del convegno dell’anno scorso.

Era il I sabato del mese, festa del Cuore Immacolato di Maria. È nato il 20 febbraio, giorno della beatificazione di Francesco e Giacinta, quindi ha proprio la firma di Maria.

Era un anno e mezzo che cercavamo un fratellino per l’altro bambino, che ha tre anni, e tutti ci dicevano che eravamo egoisti, che io rischiavo la vita. Ho chiesto ha Dio se fosse la sua volontà, e la Madonna ci ha risposto con Giovanni Maria.

Ringrazio anche tutti voi per le vostre preghiere, perché a settembre ho rischiato di perderlo, e sono stata da settembre a febbraio sul letto e sul divano. Mi sono sentita sostenuta da tutte le vostre preghiere.

Ringraziamo Dio insieme, e chiedo a voi di continuare questa forza del Rosario per rimanere uniti, e come riparazione tutti i primi sabato del mese.

Solo due parole per confermare quello che ha detto mia moglie. Ringrazio Dio per il dono della vita dei nostri figli, della nostra famiglia, e con essi Dio ci ha insegnato una strada, e tutto è dono Suo, certo non lo meritiamo.

È un po’ come la storia di Giobbe che capisce alla fine che tutto è un dono di Dio e Lui sa perché. Ognuno ha la sua strada ma ciò che ci unisce è proprio questo amore di Dio, presente nella storia di ciascuno. Ringrazio Dio e insieme a voi andiamo avanti in questo cammino a cui Dio ci ha chiamato.

 

BARBARA E PIETRO. Io (Barbara) devo ringraziare prima di tutto il Signore perché se non era per Lui non ci sarebbero state tutte le cose che ho adesso, anche tutte le persone che hanno pregato, alle quali ho chiesto preghiere, perché se non ci fossero state queste preghiere non avrei avuto la vita che ho adesso.

Quando incontri il Signore Lui ti sconvolge, e anche chi ti sta intorno non accetta subito e bene tutti i cambiamenti che tu fai. E all’inizio, il mio fidanzato, oggi mio marito, ha avuto problemi ad accettare questa nuova vita.

Abbiamo avuto un po’ di contrasti. Avevamo progettato di andare a convivere, poi invece piano piano mi hanno fatto capire che non era la soluzione giusta.

E quindi Pietro è rimasto un po’ contrariato, e quindi pensava che fossi impazzita. Per fortuna non ero impazzita, ma avevo preso la giusta via, e piano piano le cose si sono appianate, perché io penso che con l’aiuto della preghiera si è avvicinato anche lui.

Ci siamo sposati un anno fa, adesso aspettiamo un bimbo. Veniamo alla catechesi del lunedì qui in chiesa, seguiamo gli incontri mensili insieme. Il cammino è da fare a lungo ma qualcosa insieme facciamo.

Pregate ancora per noi, gli aiuti servono sempre. Grazie!.

 

ROSY. Quando nel 2001 e famiglie che si erano impegnate con il rosario del martedì erano qualche decina, alcuni sentirono il desiderio di allargare la preghiera ad altri, recandosi a pregare nelle case.

Io e Graziella iniziammo ad andare presso una persona anziana che conoscevamo. Da giovane faceva il maestro, perciò lo chiamiamo il maestro Filadelfo. Aveva fatto parte con me delle Lampade Viventi, ed aveva fatto il catechismo in parrocchia. Con il passare degli anni erano sopraggiunti problemi di salute, per cui i suoi movimenti non erano più del tutto autonomi, ma il suo cuore era aperto alla preghiera, come sempre.

Con il suo permesso e quello dei figli, invitammo altre persone del quartiere. Si formò un gruppetto di circa 10 persone, che da allora ininterrottamente tutti i martedì, si ritrova insieme, per pregare con il rosario, affidare tutte le famiglie a Maria, meditare la parola di Dio, approfondire la fede, vivere una bella amicizia.

Filadelfo ora ha 93 anni, doveva essere qui con noi, ma non è stato possibile. Avremmo voluto presentarlo al Vescovo. Ora non può esercitare molto la parola, non parla, ma il sorriso largo e i suoi occhi parlano per lui. Certo noi facciamo un po’ di compagnia a pregare con lui, ma ciò che lui dona a noi, è certamente molto di più.

Sento che Dio, facendomi vivere quest’esperienza, abbia voluto farmi un grande dono, e che sia un dono è rimarcato anche dal fatto che i miei familiari che borbottano per i miei impegni fuori casa, il martedì però si ricordano che devo andare dal maestro, e accolgono questo mio impegno con il sorriso.

In questa giornata speciale, ….. oh che bello ecco Filadelfo!!! Si è commosso!.

Che bel regalo avere Filadelfo qui!.

Oggi desidero ricordare nelle nostre preghiere  due persone: Iolanda e Diamante che pregavano con noi il martedì, e che ora sono tornate alla casa del Padre.

Questa preghiera del martedì fatta gli uni per gli altri, ci aiuta ad affrontare le prove, a volte pesanti, che ognuno di noi ha nella propria famiglia. Ci aiuta proseguire il nostro cammino con coraggio e a non sentirci soli nella sofferenza. Il Signore ci ama e ci ha dato Maria per accompagnarci e sostenerci, affidiamoci a Lei con fede, e non avremo più nulla di cui temere.

 

MARINA. Mi chiamo Marina. Ho da dire che la mia prima conversione è avvenuta tanti anni fa, ho avuto un brutto incidente, e da quello sono entrata in una chiesa e li sono rimasta.

Ero in un momento molto difficile con la mia coppia, e grazie a questo è stato possibile il recupero. Quindi la preghiera, quindi la preghiera dei fratelli.

Ogni volta che andavo in preghiera, mi si sedeva accanto una donna che gli era morto il marito. Questo è stato un grosso insegnamento.

Sono molto emozionata.

Maria quando vuole ci aiuta se noi chiediamo, e se i fratelli chiedono per noi. In qualche modo da quel momento, si è disegnato per me un cammino con le famiglie. Io lavoro con le famiglie, e capitando qui a Terni ed entrando qui a san Pietro, ho visto nella bacheca la locandina del movimento. Ho chiamato e mi ha risposto Graziella ci siamo viste e si è creato un bel contatto.

Io girando per il mio lavoro porto il messaggio, di quello che può essere questo gruppo, di quello che può dare questo gruppo, della preghiera dei fratelli, e io ho scritto le stesse cose, che non sapevo che erano scritte qua, ho scritto:”è come avere una grande famiglia dove tu preghi per i tuoi fratelli e loro per te la madre di tutti Maria intercede per noi.

 

CIRO. Sono Ciro e vengo da Roma. Porto il saluto delle famiglie romane, e d hanno garantito la loro preghiera. In particolare porto il saluto di due gruppi, uno della parrocchia di san Marco Evangelista, è formato da una ventina di famiglie, assidue al rosario del martedì. Molte di queste hanno intrapreso un cammino di fede che ha il suo fulcro principale nella messa della domenica, giorno di grande testimonianza. A volte alcune di loro hanno l’abitudine della frequenza giornaliera alla messa e ala liturgia delle lodi.

Un altro gruppo invece è della zona del Tuscolano, dove la Madonna , penso proprio Lei, scelse un’anima umile, pia e semplice, che si chiamava Pina, e ci ha lasciato l’anno scorso.

Lei è stata in grado di portare alla nostra iniziativa più di 400 famiglie. Andavo a trovarla ogni tanto, per pregare insieme. Ho poi voluto riprendere i contatti con questa piccola comunità, rintracciando un sacerdote, don Pietro Ferrari, che era rientrato dalle Filippine, e che era stato a noi presentato da Pina, all’epoca, e che con il suo seminario nelle Filippine pregava il martedì, per la santificazione elle famiglie.

Rintracciato a Roma, ho partecipato con mia moglie al giovedì di preghiera che lui fa in una piccola chiesa, della zona del tuscolano.

Questo mi ha permesso di riprendere i contatti con alcune famiglie, che fanno parte della nostra associazione.

Quello che mi faceva riflettere è come in tutti questi incontri  riscontravo una grande fede, nella potenza della preghiera. C’era questo senso di solidarietà, di sostegno, che era sempre basato sulla preghiera e che permetteva di fare anche un cammino di fede.

A tal proposito ho una lettere che testimonia proprio questo. È la lettera di una mia amica carissima, che fa parte della mia parrocchia. È una lettera di ringraziamento per la consolazione ricevuta dopo la perdita di una figlia.

Voglio concludere  dicendo che quando ci incontriamo il nostro saluto è diventato questo: uniti sempre nella preghiera, ispirati a quanto il vescovo ebbe a dirci nel 2004, e questo per essere come è scritto lì: essere tra coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica. Vi abbraccio tutti e vi ringrazio.

 

LETTERA DI ANTONIETTA DI CUNEO. Carissimi fratelli e sorelle vorrei essere qui oggi con tutti voi a pregare e a testimoniare la mia fede, ho uno famiglia spezzata, un marito che mi ha lasciata 5 anni fa, dolore, sofferenza, rabbia, tutto questo ha condito la mia vita, ma non avrei mai immaginato di arrivare ad avere una fede così grande, così profonda, da mettere al primo posto nella mia giornata Dio.

Dentro di me c’è sempre stata una luce, quella luce che mi da chiarezza e speranza, non illusione, Dio non illude. So che prima o poi la mia famiglia si riunirà per sempre. Ho due figli sposati con due bambine, io prego per le loro famiglie, perché trovino la gioia nel Signore, perché è quella che non finisce mai, nonostante tutti i problemi che il mondo ci presenta. Lavoro insieme a mio marito nonostante la separazione. Lui ha la guerra nel cuore, contro tutti e contro tutto, compresi i figli.

Il Signore mi dà la forza di perseverare, di andare avanti e di pregare  per la sua conversione. Quanto è bella questa amicizia con il Signore!, questa complicità che nessuno al mondo mi può dare.

Si sono certa che Gesù farà questo dono della conversione a mio marito, altrimenti non avrei fatta tutta questa strada, è Maria che mi ha guidata fin qui, è lei la mia  complice nella mia gioia, in tutte le mie tribolazioni, e mi risolleva come una mamma premurosa.

Grazie Maria, io ti prego tutte le mattine e tutti i momenti della mia giornata. Così io prego in ogni istante:”Maria madre di Gesù e madre mia alla mia famiglia pensaci tu.

Graziella ti abbraccio e abbraccio tutti, sempre uniti nella preghiera, Antonietta.