Notiziario Aprile 2009

Notiziario | Aprile 2009 | Anno 3 | Numero 14

Carissimi,

nell’incontro del primo venerdì di Marzo, dopo aver riflettuto su alcuni  messaggi pervenuti da varie parti d’Italia, dai quali emergeva, in chi scriveva, una gran sete del Signore, un gran desiderio di crescere nella fede,  Don Francesco ci ha fatto riflettere sulla santità.

Tutti siamo chiamati a diventare “santi”!

La santità è un cammino  personale di risposta a Dio, che  porta ad un’armonia con gli altri e con il creato.

Non possiamo farci santi da soli.

La nostra vita è intessuta in una trama di relazioni. Essere santi significa essere in armonia con Dio,  con sé, con tutti e con tutto!

Pensiamo a San Francesco. Perché ha ammansito il lupo e perché gli uccelli lo ascoltavano? Perché aveva un fuoco d’amore talmente grande, da essere in pace anche con gli animali feroci e con elementi della natura piuttosto ostili, come le spine, sulle quali si buttava per fare penitenza.

Il santo è una persona  serena nel proprio cuore, se stessa, libera e pienamente umana. Egli risponde con naturalezza e semplicità all’amore di Dio e, rispondendo a quest’amore, sviluppa tutte le potenzialità che ha dentro di sé.

Nella mentalità comune, si dice che i santi siano quelli che fanno cose eccezionali o che sopportano grandi sofferenze, come Padre  Pio.

Perché Padre Pio, ci ha chiesto Don Francesco, è stato come crocifisso per tanti anni? Perché, lui amava tanto Dio, che, alla richiesta di portare con Lui la croce, con convinzione  ha risposto il suo “sì”. Ciascuno, però,  ha una sua strada particolare di santità.  Basta essere semplici, basta fidarsi di Dio come un bambino può fidarsi del padre che lo ama e rispondere con la stessa sua autenticità.

Prendiamo ad esempio Maria. Che cosa ha fatto lei all’annuncio dell’angelo? Ha detto il suo “Sì”, senza mettere minimamente in dubbio quello che le veniva annunciato; è corsa dalla cugina Elisabetta con la spontanea convinzione che di Dio ci si può fidare ed

ha accolto l’invito a diventare la mamma del Salvatore, pur sapendo quanta sofferenza avrebbe dovuto incontrare.

Siamo nel tempo di quaresima ed è il tempo migliore per mirare alla santità, intensificando la preghiera, il digiuno e la carità.

La crisi economica, che sta investendo il mondo, ci obbliga ancor di più a guardarci intorno per essere attenti ai bisogni dei nostri fratelli.

Ci potrebbero essere intorno a noi, o anche tra di noi, fratelli bisognosi: credo che tutti possiamo fare un po’ di bene e tutti possiamo donare qualche cosa agli altri.

In molte diocesi si sta organizzando un fondo di solidarietà per aiutare le famiglie in difficoltà, al quale, secondo le proprie possibilità, ciascuno può partecipare.

Desidero condividere con voi l’iniziativa di una nostra associata.

Aveva chiuso il suo negozio ed aveva degli oggetti di cui poteva disfarsi. Non erano di gran valore, ma li ha messi in vendita in un mercatino dell’usato, per iniziare a riempire, con il ricavato, un salvadanaio da destinare alla beneficienza.

Ha dato l’idea ad un’altra amica che, a sua volta,  ha tolto dalla propria casa delle cose non del tutto indispensabili, le ha portate al mercatino, per destinare i piccoli proventi a fratelli bisognosi.

E’ solo un piccolo esempio, che, spero, serva  a noi come  stimolo per mettere in moto la nostra fantasia ed aumentare in qualche modo  la  carità.

Togliersi qualche cosa per darlo agli altri, è come darlo a Gesù: “Qualunque cosa avrete fatto per il più piccolo dei miei fratelli, lo avrete fatto a me”.

Sentiremmo che c’è più gioia nel dare che nel ricevere e scopriremmo che in  fondo siamo legati a tante cose, che, a pensarci bene, sono superflue e non fanno altro che appesantire il nostro spirito.

Buon cammino verso la Pasqua di resurrezione e…

Santa Pasqua 2009

Graziella

AGENDA

OGNI MARTEDÌ

S. Rosario nelle famiglie

OGNI PRIMO VENERDÌ DEL MESE

Chiesa di S. Pietro Apostolo – Terni

Ore 21,00: incontro di preghiera e catechesi,  S. Messa, con le famiglie, per  tutte le famiglie.

NOTIZIE

Siamo già nel mese di Aprile e si avvicina il nostro appuntamento annuale, il convegno che siamo soliti organizzare per l’anniversario, nei primi di Giugno.

E’ un avvenimento molto importante per l’Associazione, perché serve a fare il punto sul nostro cammino insieme e  ripartire, con Maria, con più entusiasmo.

E’ anche un’occasione per incontrarci e stringere ancora di più l’unione spirituale che si è formata tra di noi. Sia chi potrà venire, sia chi, per motivi plausibili, non potrà venire a Terni, è impegnato a preparare questo evento, innanzi tutto con la preghiera.

Sarà poi compito degli associati di Terni predisporre l’accoglienza ed organizzare la giornata.

L’Angelo disse alle donne:

“Non abbiate paura, voi!

So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui.

E’ risorto come aveva detto”. (Mt 28,5-6)

LA FAMIGLIA IN CAMMINO CON LA CHIESA

Carissimi,inizia il mese di Aprile, mese carico della ricchezza pasquale, che continua ad alimentare in noi quelle certezze e quelle grandi e durature speranze, di cui ha assoluta necessità ogni cuore umano.

Le situazioni familiari, nazionali, mondiali ci invitano a verifiche di vita e conversione cristiana, sia individuale che comunitaria. Il Santo Padre, col suo ultimo viaggio in Africa, ci spinge a ritrovare l’essenza della fede cristiana e del senso umano del vivere.

Ci sproni S. Paolo nel suo anno giubilare: “Vi proclamiamo poi, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano! A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici”. (1 Cor 15, 1 – 6).

ITINERARIO PASQUALE 2009

Abbiamo più che mai bisogno della Pasqua, che dia senso a tutte le situazioni della vita, con speranze di grande respiro, certezze solide, capacità di amore. Già dal mese di Marzo, abbiamo vissuto un buon tratto del TEMPO DI QUARESIMA. Abbiamo ripercorso l’esperienza vissuta da Gesù e dai suoi discepoli, non solo per prepararci alla Pasqua, ma per rivivere di già il mistero di Gesù nel suo primo versante di passione. Dietro la guida della Parola di Dio, stiamo salendo con Cristo a Gerusalemme per condividere il suo mistero pasquale. Abbiamo partecipato all’esperienza degli Apostoli che faticano a comprendere e che Gesù va gradualmente iniziando al mistero della croce. Stiamo ripercorrendo un nuovo Esodo, come ritorno dall’esilio verso Gerusalemme, alla Pasqua di Cristo, che ci edifica come Chiesa. Ora, con la Domenica delle Palme e della Passione del Signore si apre quella che chiamiamo SETTIMANA SANTA, o “grande settimana”, che ci ripresenta, passo dopo passo, gli ultimi eventi della vicenda terrena di Gesù, fin dal suo ingresso messianico in Gerusalemme, con al suo interno il TRIDUO PASQUALE, culmine di tutto l’anno liturgico, cuore pulsante dei misteri della nostra salvezza, che sfocia nella PASQUA e nei cinquanta giorni del TEMPO PASQUALE. Porteremo così a compimento la salvezza di Gesù morto per nostro amore  e “veramente risorto”, esperienza decisiva della nostra vita in Cristo. La Liturgia di questi giorni “dovrebbe trovarci tutti compresi, attenti, solleciti e uniti per una partecipazione quanto mai piena, degna, pia, amorosa.

Il mistero pasquale…trova nella settimana santa la più alta e commossa celebrazione, non è semplicemente un momento dell’anno liturgico; … .è la sorgente di tutte le altre celebrazioni dell’anno liturgico stesso …”

(Paolo VI), a cui tutte vi si riferiscono.

ITINERARIO PASQUALE CON LA PAROLA DI DIO NELL’EUCARISTIA

La Parola di Dio della Settimana Santa e del tempo di Pasqua è elemento fondamentale per comprendere il senso cristiano delle celebrazioni, della gioia e vita cristiana. Se nel mese scorso, abbiamo ricordato il valore dei Riti di introduzione, che ci dispongono come comunità ad ascoltare con fede la Parola di Dio e a celebrare degnamente l’Eucaristia e ci siamo dati l’impegno che la Messa inizia prima (prove di canto, ambientale…), ora ci ripromettiamo di vivere una corretta e fruttuosa celebrazione della Liturgia della Parola, la prima parte dell’Eucaristia, che deve suscitare il fascino nel cuore dei fedeli. Il Concilio Vaticano II ci ha aperto più largamente i tesori della Bibbia con la ricca e articolata proclamazione liturgica della parola di Dio, che però ha bisogno della nostra cooperazione orante e dignitosa. I tempi infatti diventano lunghi e insopportabili quando non si vede l’ora di finire! I gesti e le parole sono tutte soppesate ed educanti: benedizione dei lettori, seduti in ascolto della prima e seconda lettura, con la risposta di preghiera del salmo responsoriale, poi in piedi per l’acclamazione e la proclamazione solenne del Vangelo, l’omelia perché la parola diventi viva e incisiva oggi, qui per noi, poi la professione di fede, e infine la preghiera universale in cui l’assemblea dei fedeli risponde alla parola di Dio, pregando per tutte le necessità della Chiesa, della comunità locale, per la salvezza di tutto il mondo, per i sofferenti. Tutto ciò va vissuto con interiorità e verità. La salvezza di Dio raggiunge l’uomo attraverso la nostra umanità.

La parola di Dio del tempo pasquale è particolarmente efficace: l’esempio e la testimonianza della Chiesa delle origini con la 1° lettura  dagli Atti degli Apostoli, la 2° lettura semicontinua ci orienta a quel senso di fede gioiosa e di ferma speranza, proprio del tempo pasquale. Il suo vertice nel Vangelo con le apparizioni del Risorto e la lettura semicontinua di Giovanni con sensibilità pasquale, in completamento delle letture quaresimali, un accento particolare è dato al discorso e preghiera di Gesù dopo l’ultima cena.

Auguri di un buon cammino cristiano per vivere intensamente il mese di Aprile, con la settimana Santa e la Santa Pasqua, e auguri di una riscoperta della bellezza della fede cristiana con le celebrazioni più importanti di tutto l’Anno liturgico!

A TUTTI, BUONA E SANTA PASQUA!!!

Don Francesco Paolo Vaccarini

LA SANTITA’ VOCAZIONE DELLA FAMIGLIA

Vita di Santi – esempi per ogni sposo e genitore 

ERMANNO, IL MONACO CHE SCRISSE LA SALVE REGINA

Nello scorso mese , trattando il tema della vita e del mistero che la avvolge, avevamo riportato il caso di un ragazzo, ora ventenne, al quale, nei primi mesi di vita,era stato diagnosticato un forte  e handicap  fisico e mentale e poi invece cresciuto e sviluppatosi come persona intelligente , colta e ricca di capacità espressive.  La  nostra amica Maria Pia ci ha fatto conoscere la vita di un santo, Sant’Ermanno lo storpio, vissuto tra il 1013 e il 1054, che , mille anni fa, ha avuto una storia molto simile.

Ve ne diamo alcune notizie, necessariamente brevi per motivi di spazio. Visto che il problema etico riguardante la vita, nella nostra società, è ancora al centro delle discussioni, vorremmo aiutarci a riflettere sul fatto che la vita stessa  è un dono di Dio e che solo Lui ne può decidere la durata e lo sviluppo. Il 18 luglio dell’anno 1013 Eltrude, sposa di Goffredo, conte di Altshausen in Svevia, diede alla luce un figlio maschio. Gli sposi appartenevano entrambi a nobilissime famiglie e nomi di gentiluomini, di crociati e di alti prelati si ripetono continuamente nei loro alberi genealogici. Eppure di nessuno di costoro si è serbata durevole memoria, salvo che del piccolo essere che venne al mondo orribilmente deforme. Fu soprannominato ‘il Rattrappito’, tanto era storto e contratto: non poteva star ritto, tanto meno camminare; stentava perfino a star seduto nella sedia che era stata fatta appositamente per lui; le sue dita stesse erano troppo deboli e rattratte  per scrivere; le labbra e il palato erano deformati al punto che le sue parole uscivano stentate e difficili ad intendersi.

In un mondo pagano, egli sarebbe stato, senza esitazione di sorta, lasciato morire all’atto stesso della nascita, tanto più che fu dichiarato anche deficiente.  I suoi genitori , invece, lo mandarono nel monastero di Reeichenau, una deliziosa isoletta nel lago di Costanza. Considerata con occhi superficiali, questa decisione sembrerebbe assurda, ma dobbiamo intanto tener presente che erano stati i monasteri a raccogliere e a sviluppare tutto quanto era stato possibile dell’antica cultura. Qui il ragazzo crebbe. Qui il ragazzo che poteva a mala pena biascicare poche parole con la sua lingua inceppata, trovò, chissà in virtù di quale psicoterapia religiosa, che la sua mente si apriva. Neppure per un solo istante, durante tutta la sua vita, egli può essersi sentito ‘comodo’ o, per lo meno, liberato da ogni dolore. Tuttavia gli antichi cronisti parlano di lui come  persona piacevole, amichevole, conversevole, sempre ridente, tollerante,  gaia,  che si  sforzava  in ogni occasione di essere galantuomo con tutti, con il risultato che tutti gli volevano bene. E, lo credereste, con quelle sue dita tutte rattrappite, l’indomabile giovane riuscì a fare astrolabi, e orologi e strumenti musicali. Mai vinto, mai ozioso!

È inoltre quasi certo che egli fu il compositore dello stupendo inno “Salve Regina” e  dell’ “Alma Redemptoris”.

LE SUE PREGHIERE SONO DIVENTATE PATRIMONIO DELLA CHIESA UNIVERSALE

Alma Redemptoris Mater

O santa Madre del Redentore,
porta del cielo sempre aperta,
stella del mare,
soccorri un popolo decaduto,
che desidera risorgere,
tu, che nello stupore della natura,
generasti il tuo Genitore,
tu, vergine prima e dopo,
che dalla bocca di Gabriele
udisti quell’Ave,
abbi pietà dei peccatori.

Salve Regina

Salve, o Regina, Madre di misericordia;
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, noi esuli figli d’Eva;
a te sospiriamo gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.

Orsù, dunque, Avvocata nostra,
rivolgi a noi quegli occhi
tuoi misericordiosi.
E mostraci dopo questo esilio Gesù,

il frutto benedetto del ventre tuo,
o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.