Lettera Natale 2004

Natale  2004

Carissimi,

eccoci vicini al Natale e, come di consueto, desideriamo scambiarci gli auguri.

Provvidenzialmente, “Le Famiglie di Maria” stanno diventando sempre più numerose.

Abbiamo superato le 2500 iscrizioni, tra famiglie, comunità religiose, seminari, gruppi di preghiera.

Siamo presenti in tante città e paesi italiani ed anche all’estero. Proprio in questi ultimi mesi ci sono giunte adesioni da Manila, dagli Stati Uniti e dalla Polonia, e ci è stata confermata la nostra unione spirituale con la “Comunità delle Sorelle Missionarie della Famiglia Ferita”, un orfanotrofio  di Vionica, Citluc (Bosnia).

Tutto ciò ci dà gioia e ci riempie di stupore, perché non è certo opera nostra!

Finché ce la possiamo fare, cerchiamo di scrivere a tutti, con la speranza che si rinsaldi il patto di preghiera anche in chi l’avesse un po’ trascurato.

Siamo sempre più convinti che il pregare gli uni per gli altri rinforzi e moltiplichi la potenza della nostra preghiera.

Ci conferma in questo nostro pensiero la tradizione della Chiesa.

Già Sant’Ambrogio, nel trattato “Caino e Abele” scriveva:

“Ti si insegna che devi pregare in maniera tutta speciale per il popolo….: sta in questo il segno della carità vicendevole.

Se, infatti, preghi per te, pregherai soltanto per il tuo interesse…e la grazia è solo in proporzione della preghiera di ognuno…Se invece i singoli pregano per tutti, tutti pregano per i singoli, il vantaggio è maggiore, perché le preghiere dei singoli messe insieme ottengono a ognuno quanto chiede tutto il popolo.”

Un discorso  sostanzialmente simile ha rivolto a noi, “Famiglie di Maria”, il Vescovo della diocesi di Terni, Mons. Vincenzo Paglia, in occasione del convegno annuale svoltosi il 5 Giugno scorso.

Ne riportiamo alcuni stralci

“Essere perseveranti nella preghiera è il vostro compito …

Seppure separati, a volte anche una persona sola, spesso in gruppetti, siete tutti uniti, come in una cattedrale ideale, come in un cenacolo ideale, perché la preghiera abbatte le mura, abbatte le distanze, abbatte i burroni…

…La preghiera ci unisce tutti.

Quando la Chiesa si raduna in preghiera, è il momento della discesa dello Spirito Santo. Ecco perchè quello che voi fate risponde pienamente alla  volontà di Gesù, alla volontà della  Chiesa.

La preghiera che voi fate ha una forza assoluta.

Nessuno può resistere alla vostra preghiera, alla nostra preghiera.

Per cui noi chiediamo tutto a Dio. Voi dovete chiedere tutto, tutto.

Dovete pregare  certo, come lo fate, per voi, per le vostre famiglie…, ma allargate, perché siete potentissime e potentissimi, dovete pregare per la fine della guerra, dovete pregare perché la gente abbia pane in Africa, dovunque…

Voi non avete nessun confine, nessuno.  E siete più forti di tutti.

Ecco perché questa “Famiglia di Maria” è benedetta. E’ benedetta certamente dai vostri cari, che sono come la prima frontiera della  preghiera, dentro casa: i mariti, i figli, le nuore, i suoceri, le suocere, mettiamo tutti. Questa è la nostra prima frontiera e fate bene.

Ma di frontiera in frontiera, voi dovete raggiungere gli estremi confini della terra, perché questo è quello che Dio disse, che Gesù disse agli apostoli: – Andate fino agli estremi confini della terra.

Questa è la vostra missione, è il compito che Dio vi affida, perché, se avete fede come un granello di senape, potete dire a questo monte: – Spostati – e quello si sposterà.”

 

Facciamo nostro l’augurio che Sua Eccellenza Mons. Vincenzo Paglia ci ha rivolto:

 

“Io vi auguro che il vostro rosario, questa preghiera che sgorga dal  vostro cuore, diventi davvero come una catena d’amore che lega tutti.

L’apostolo Paolo diceva: -Voi siete liberi da tutto, per essere schiavi di una cosa sola: dell’Amore.

Il Rosario sia la catena, l’unica, che ci lega a Dio e a tutti.

Ecco perché la vostra opera, la vostra preghiera è preziosissima per la chiesa di oggi, per il mondo di oggi e il  Signore gioisce  nel vedere che i suoi discepoli,  le sue discepole, che i suoi figli, continuano a pregare, continuano a stare insieme, pur stando lontani; continuano a sentirsi tanto vicini pur tanto distanti, perché l’amore crea il miracolo della fraternità, che è il miracolo di un pezzo di paradiso che comincia già qui sulla terra.”

 

BUON NATALE 2004

E

FELICE ANNO NUOVO 2005

 

 

Don Francesco, Graziella, Rosy,Ciro e Comitato Organizzativo