Incontro Mensile Novembre 2003

INCONTRO NOVEMBRE

 

 

Il giorno 11  Novembre abbiamo iniziato l’incontro invocando lo Spirito Santo, perché ci doni tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Don Francesco ci ha invitati a metterci all’ascolto di Maria, che sicuramente ci invita a fare tutto quello che Gesù ci dice, come disse ai servi alle nozze di Cana.

“Siamo qui una volta al mese,- ha continuato la nostra guida spirituale, – per riprendere il senso di quello che stiamo facendo, per non lasciarci andare, per mettere insieme le nostre esperienze, per riprendere il programma.”

E’ stata  posta accanto all’altare la statua spagnola di Maria “Virgen de las familias”,

Tiene in mano due colombi, che rappresentano i coniugi, cioè la famiglia, per invitare anche noi, con le nostre famiglie, a metterci nelle mani, nel cuore di Maria.

 

 

Abbiamo pregato il Santo Rosario, contemplando e meditando i misteri gaudiosi.

Poi  Don Francesco ha tenuto la catechesi incentrata su Novembre e sul significato che questo mese ha per noi cristiani.

Ecco alcuni stralci tratti dalla registrazione audio:

“Per molti, questo è il mese dei morti; per noi, invece, è il mese dei vivi.

Dobbiamo dare testimonianza che questo è il mese che dà senso alla nostra esistenza, soprattutto quando c’è il lutto, quando c’è la morte.

 

Che cosa dobbiamo fare come famiglie? Quale messaggio dovremmo portare come famiglie del Signore?

 

Primo punto: Dio non è il Dio dei morti, ma il Dio dei vivi.

E’ un Dio vivo, a cui batte il cuore; ha preso un cuore di carne, perché anche noi potessimo vederlo battere. E questo cuore è il cuore del Padre, è il cuore dello Spirito Santo, è un cuore d’amore infinito. E’ la fonte, da cui traiamo tutta la nostra vitalità.

Dovremmo essere superconvinti di questo, ma basta un niente per dimenticarcene.

 

Secondo punto: noi cristiani siamo chiamati a testimoniare il culto del Dio Vivente.

Per vivere il mese di Novembre come mese dei vivi e non dei morti, le nostre famiglie cristiane riprendano l’entusiasmo di essere unite la Domenica nella celebrazione eucaristica, dove il cuore di Dio pulsa con tutta la sua forza semplice, chiara, umana.

Il cuore di Dio continuerà a battere in ciascuno di noi, una volta che abbiamo ricevuto Gesù Eucarestia, nella Santa Divina Parola: – Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue, questo è il mio cuore per te.-

 

Il cuore di Dio va alimentato nella preghiera quotidiana della famiglia

Noi siamo qui per essere portatori di speranza, che non dobbiamo tenere solo per noi.

Dobbiamo portarla con più certezza, con più vigore, con più credenza; dobbiamo essere le punte di diamante, come ci ha detto il Vescovo.

Per le nostre famiglie, l’abitudine del Rosario e delle altre preghiere deve essere il nutrimento continuo ed il dialogo familiare che apre e chiude il cammino di ogni giorno, nel quale i coniugi si dicono il cammino da fare, anche con le difficoltà che quotidianamente incontrano.

Naturalmente il discorso va poi esteso anche agli altri familiari, ai figli, agli anziani…

Dobbiamo passarci voce, per essere questa punta di diamante.

Non deve passare neanche un giorno, senza che il cuore non abbia battuto con la Parola di Dio.

Noi non stiamo facendo un cammino strano, un cammino inventato da noi.

Seguendo la liturgia domenicale, il Signore ci fa fare i passi giusti, per noi e per le nostre famiglie.

Se invece  fossimo noi ad inventarci quello che dobbiamo fare, diventeremmo tutti esauriti. La nostra forza non  basterebbe: conviene unirci a Lui, che non si stanca mai e da Lui prendiamo energia, con Lui ricominciamo da capo, tutti i giorni.

 

Le prove non ci devono fermare: ogni prova ci deve aiutare a fare un salto di qualità.

Questo avviene se  noi, dal cammino liturgico, dall’ascolto della Parola di Dio, dal Santo Rosario, sentiamo la  forza del cuore paterno, materno di Dio.

 

Non vi scandalizzate se dico cose normali, non eclatanti.

Dio non è un esoterista. La Famiglia di Nazareth aveva problemi normali come tutte le nostre famiglie. In quell’atmosfera di semplicità e di normalità il Figlio di Dio, Gesù, è cresciuto, è vissuto e insegna a vivere anche a noi.”

(Ciro)