Incontro Annuale 7 Giugno 2003

Sabato 7 Giugno si è tenuto nella Cattedrale di Terni l’incontro delle “Famiglie di Maria” con Sua Ecc. Mons. Vincenzo Paglia. E’ stato un dono grande, che il nostro Vescovo ci ha voluto fare, dono che ci ha riempito l’animo di gioia e che ci ha incoraggiato ad andare avanti.

INCONTRO DELLE FAMIGLIE CON SUA ECC.  MONS. VINCENZO PAGLIA,
NELLA CATTEDRALE DI TERNI, IL 07/06/2003

Il calore paterno con il quale siamo stati accolti dal nostro pastore e la collaborazione di tante persone nel preparare l’incontro hanno reso l’esperienza veramente bella.

E’ iniziato alle ore 16,45  con una relazione di Graziella Rasile, che ha riproposto i motivi di fondo del Movimento ed ha fatto una panoramica delle esperienze di questi primi tre anni.

Successivamente Rosy Bizzarri ha presentato delle persone, che hanno offerto ai presenti una loro testimonianza legata alle “Famiglie di Maria: hanno parlato Claudia, Ciro, Alessandra, Elena e Goliardo.

Terminate le testimonianze, è cominciato il Santo Rosario , meditato dal nostro Vescovo e arricchito da  bei canti, che hanno accompagnato tutta la serata.

Intensa è stata la partecipazione alla Santa Messa, concelebrata da Mons. Vescovo, da Don Francesco Vaccarini, nostro assistente spirituale, da  Don Alessandro Rossini, partecipe del Movimento, e da altri sacerdoti.

All’omelia il nostro Vescovo ha rivolto alle famiglie delle bellissime parole, che presentiamo qui di seguito.

Oltre ad aver detto che lui è molto contento della nostra esperienza, ci ha offerto un dono, che non avremmo mai osato sperare: CI HA INVITATO A CELEBRARE LA MESSA DI OGNI PRIMO SABATO DEL MESE IN CATTEDRALE. Anzi, sottovoce ci ha detto che la celebrerebbe volentieri lui, naturalmente , ci rendiamo conto, nei limiti delle possibilità offerte dai suoi impegni.

Ha aggiunto che ha già molte idee per noi.

Tutto questo ci onora e ci dà tanta gioia.

Da parte nostra, metteremo a disposizione tutte le nostre povere forze.

Ringraziamo il Signore che ci ha dato un Pastore che sa apprezzare anche piccoli come noi, e cantiamo con la nostra Madre Celeste:

“L’anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio, mio  salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva”.

OMELIA DI SUA ECC. MONS. VESCOVO VINCENZO PAGLIA

Erano passati cinquanta giorni dalla Pasqua e centoventi seguaci di Gesù (i Dodici con il gruppo dei discepoli assieme a Maria e alle altre donne) stavano radunati, come abitualmente facevano, nel cenacolo. Dalla Pasqua in poi, infatti, non avevano smesso di ritrovarsi assieme per pregare, ascoltare le Scritture e vivere in fraternità. Potremmo dire che anche voi, da tre anni, continuate a raccogliervi spiritualmente per pregare il Signore in compagnia di Maria. Sì, “Le famiglie di Maria” formano come un cenacolo spirituale, un cenacolo fatto di cuori di carne non di mattoni; e in questo cenacolo, voi tutti e voi tutte, con Maria invocate assieme il Signore perché mandi il suo Spirito a proteggere le vostre famiglie. Sono rimasto contento quando ho saputo di questa iniziativa. E ho voluto che questa sera, come a ricordare i primi giorni di giungo del 2000, quando iniziò questa recita del rosario, ci ritrovassimo in cattedrale qui a Terni. Perché? E’ l’anno della preghiera con il rosario per la pace. Giovanni Paolo II ha invitato l’intera Chiesa cattolica a pregare con questa santa catena perché la pace scenda sulla terra, purché terminino le guerre, perché l’amore finalmente prevalga sull’odio e sull’indifferenza. Il mondo intero, a partire da ciascuno di noi e delle nostre famiglie, ha bisogno della Pentecoste, ha bisogno di una grande effusione d’amore.

Alla vigila di questa memoria così importante ci siamo raccolti insieme per recitare il rosario e celebrare questa santa liturgia eucaristica. Vogliamo prepararci a vivere con cuore aperto la festa della Pentecoste, la festa dell’effusione dello Spirito. Sentiamo vere le parole che Gesù aveva detto ai discepoli nel giorno dell’Ascensione: “voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto”(Lc 24,49); e durante l’ultima cena: “E’ meglio per voi che io me ne vada; poiché se non me ne vado, il Consolatore non verrà a voi”(Gv 16,7). I discepoli avevano bisogno di un Consolatore. E chi di noi, care sorelle e cari fratelli, non ne ha bisogno? E non ne hanno bisogno i nostri figli, i nostri mariti, i nostri genitori, i nostri nipoti, questa nostra chiesa diocesana e l’intero mondo? Scrive Paolo: “Tutta la creazione geme e soffre fino alle doglie del parto”. Sì, il mondo aspetta la pace, e geme finché non arriva. C’è troppo poco amore in giro, c’è troppo egoismo nel mondo e dentro i cuori degli uomini e delle donne. E noi tutti lo sappiamo bene. Abbiamo ascoltato il racconto della Torre di Babele. Gli uomini volevano costruire una torre alta che avrebbe dovuto raggiungere sino al cielo. Insomma volevano essere padroni anche del cielo, anche di Dio. Era il loro orgoglio. Era come se dicessero: non abbiamo più bisogno di Dio, ce la facciamo da noi! Ma cosa accadde? Ben presto l’egoismo di ciascuno prevalse. E, come ben sappiamo per esperienza, quando ciascuno lavora solo per sé, immediatamente vede l’altro come concorrente, come nemico. L’orgoglio che li univa, subito li travolse. Non si compresero e si dispersero (Gn 11,1-9). La dispersione della Torre di Babele è un racconto antico; ma in esso si descrive la vita ordinaria dei popoli sulla terra, spesso divisi tra loro e in lotta. Ma è anche la storia vicina a noi: spesso si vive ciascuno per proprio conto, ciascuno pensando solo a sé, e nessuno bada al bene comune, al bene della famiglia, al bene della comunità, al bene di tutti gli uomini. E così termina la pace e inizia la guerra.

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Mi raccomando, care “Famiglie di Maria”, praticate con frequenza questa lingua del Vangelo! Sapete bene che se uno non parla diventa muto. Ebbene, recitate il rosario e saprete parlare anche voi. E tutti vi comprenderanno. Non è accaduto così per voi? Avete iniziato in pochi ed ora siete in molti, e non solo a Terni, ma anche in altre città d’Italia. E’ quel che accadde a Pentecoste: Pietro iniziò a parlare e tanti lo ascoltavano parlare nella loro lingua. Insomma davvero il Vangelo è di fuoco, appunto come quelle lingue come di fuoco che scendevano sul capo dei discepoli riuniti nel cenacolo con Maria. Del resto Gesù cosa ci ha detto? “Chi ha sete venga a me e beva…e fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo cuore”. Care sorelle e cari fratelli, il rosario ci fa bere l’acqua pura dalla fonte. Beviamola tutti i giorni, beviamola sempre. E noi stessi diventeremo sorgenti di misericordia, di amore, di bontà, di fraternità. Insomma la “lingua” del Vangelo è come una fontana zampillante, è come una fiamma di fuoco. Tutti vengono dissetati, tutti vengono bruciati di amore. E’ quel che accadde quel giorno a Pentecoste. E’ quel che mi auguro continui ad accadere qui a Terni e in altre città italiane e, perché no, anche del mondo.

RELAZIONE DI GRAZIELLA RASILE

Saluto iniziale e presentazione del Movimento

Siamo radunati qui oggi, come famiglie che hanno accolto l’invito del Santo Padre, in questo anno del Rosario, famiglie che già da tempo avevano iniziato un cammino sotto la guida e la protezione di Maria.

Ringraziamo il nostro Vescovo, che ha voluto questo incontro assembleare di preghiera e di sostegno reciproco e lo ringraziamo anche per la data che ha scelto: è, infatti la vigilia di Pentecoste, il primo sabato del mese, nel quale siamo soliti celebrare la Santa Messa per le famiglie; è il primo sabato di giugno, giorno nel quale festeggiamo l’anniversario della nascita delle “Famiglie di Maria”.

Abbiamo cominciato ad unirci in un patto di preghiera reciproca tre anni fa, nel giugno del 2000.L’ispirazione è nata nel cuore di due persone, che desideravano tanto avere una famiglia che camminasse unita nella fede, ma si è poi diffusa provvidenzialmente a tante altre famiglie, residenti in varie località, che oggi sono unite nella preghiera, nello spirito, anche se non fisicamente vicine.

Ci proponiamo come fine specifico, di promuovere la santificazione della famiglia, sul modello di Dio, Famiglia Trinitaria, della Sacra Famiglia di Nazareth e di esempi di famiglie sante.

Il nostro impegno specifico è la recita del Santo Rosario ogni martedì, come affidamento delle famiglie a Maria e come sostegno spirituale reciproco. Contemporaneamente invitiamo le famiglie, o le singole persone, già avviate in un cammino di fede, a vivere il proprio Cristianesimo secondo gli insegnamenti della Chiesa Cattolica, in particolare curando la normale vita quotidiana.

Un grazie sentito va anche a Don Francesco Vaccarini, che ha saputo fin dall’inizio riconoscere questa ispirazione, ci ha aiutato ad accoglierla ed a mantenerla nella sua semplicità, accompagnandoci in un cammino di fede, che speriamo di proseguire con la sua guida.

Salutiamo e ringraziamo tutti i presenti e portiamo anche il saluto di tante persone lontane, che con rammarico non sono potute venire, ma che per telefono ci hanno raggiunto assicurandoci la loro unione spirituale con noi. Purtroppo siamo in un periodo di conclusione di tante attività, periodo di pellegrinaggi precedentemente programmati o di sacramenti.

Salutiamo anche coloro che sono qui senza conoscerci, o persone di altri gruppi, come “La famiglia del Cuore Immacolato di Maria”.

Pensiamo sia bene, in un occasione come questa fare una piccola panoramica della realtà che ci accomuna, a tre anni dall’inizio dell’ esperienza .

Il Movimento, se così si può chiamare, tocca tante città d’Italia ed anche qualche località estera. Comprende, ad oggi, 1235 famiglie iscritte, più tante altre  che non ci hanno fatto pervenire il loro nome, ma che attraverso nostri aderenti, hanno conosciuto l’impegno che ci siamo dati e si uniscono alla nostra preghiera del martedì.

Ci siamo resi conto, attraverso l’esperienza diretta, che molti di quelli che aderiscono al Movimento hanno un gran desiderio di conversione di sé e della propria famiglia:

  • credono che Gesù è il bene più grande, l’unica salvezza che si può donare ai propri cari;
  • sono coscienti che da soli sono troppo deboli per trasmettere questo dono, perciò si affidano a Maria, che può condurci tutti a Gesù;
  • pur non sapendo come e quando ciò accadrà, sono convinti che, se affidano la propria famiglia a Maria, pregando gli uni per gli altri, in particolare con il Santo Rosario, Ella stessa si farà guida e maestra di ciascuno in un cammino di santità.

Aderenti al Movimento

 Nel Movimento sono presenti:

  • famiglie che camminano già unite nella fede;
  • coppie che pregano insieme, ma hanno i figli un po’ indifferenti, se non proprio contrari ad essa;
  • un gran numero di persone singole (in maggioranza donne).

Dall’esperienza che stiamo vivendo, ci rendiamo conto che, in genere, l’uomo che scopre il Signore è più radicale, per cui, quando ciò accade,ma non è frequente, è lui che trascina la famiglia, specialmente la moglie.

Nella famiglia in cui marito e moglie camminano insieme, per i figli è più facile seguire i genitori, anche se non sempre ciò è scontato.

Di solito è la donna che arriva per prima alla fede e la desidera per la sua famiglia.

Quando in una famiglia  soltanto la donna vive la fede, questa quasi sempre trova grosse difficoltà..

bbiamo conosciuto donne denigrate dal marito, umiliate come stupide e bigotte, ricattate per il loro credo.

Alcune ci hanno raccontato con quante piccole astuzie e con quanti sacrifici riescano a ritagliarsi momenti di preghiera o uscite per partecipare ad incontri con gruppi ecclesiali e succede che debbano pagare la loro fedeltà al Signore a caro prezzo.

Chi non crede spesso è convinto che la donna sia proprietà della famiglia e che, per prima cosa, ella debba servire a quello che è considerato l’interesse primario della famiglia stessa,in particolare quello materiale immediato, se non ai capricci del marito o dei figli.

Eppure, nonostante tutto questo, esse sopportano con pazienza, offrendo i sacrifici al Signore per le persone che amano, usano tanti piccoli espedienti per mantenere la calma in tutti, pregano la Mamma Celeste e sperano nel suo aiuto.

All’interno delle famiglie esistono purtroppo tante situazioni  di disordine e di sofferenza: molte di queste riguardano i rapporti tra i coniugi.

Ci sono, tra gli aderenti, mogli abbandonate dal marito per un’altra donna.

Si sono unite a noi, perché desiderano pregare con più forza per la salvezza dell’anima del consorte, prima che per il suo ritorno.

Anche quando lui si è formato un’altra famiglia, seguitano a pregare per lui, convinte che davanti a Dio il vincolo del sacramento del matrimonio non si cancelli.

Succede che alcune mogli seguitino ad accogliere in casa il consorte che ha l’amante e che continuino a cucinare,lavare, stirare per lui.

Abbiamo chiesto ad alcune di queste perché continuassero a fargli i servizi e come facessero a trovare la forza per andare avanti così.

Ci hanno risposto che diversamente non vivrebbero secondo l’esempio di Amore che Gesù ci ha dato.

Molte coppie pregano perché vedono i loro figli fondare la loro esistenza esclusivamente su interessi effimeri, che li portano ad una vita disordinata.

Sappiamo quanto sia problematica la realtà dei giovani oggi, specialmente per quanto riguarda il formarsi una loro famiglia: molti non se la formano proprio, alcuni si sposano e si separano presto, altri convivono o si sposano civilmente con persone divorziate.

Da genitori che conoscono ed amano il progetto di famiglia proposto dalla Chiesa, queste ultime situazioni sono vissute con tanto dolore.

Ci sono anche alcuni genitori, per ciò che conosciamo pochi per fortuna, che hanno dei figli finiti in delle sette. Vivono questo come una grande tragedia, ma seguitano ad amarli, a pregare per loro, sono sempre pronti ad accoglierli.

Frutti della preghiera

Dai contatti intercorsi con le persone che aderiscono al Movimento, abbiamo notato che le richieste più frequenti sono richieste di preghiere:

  • perché ciascuno possa vivere nella libertà la propria fede;
  • perché la fede venga condivisa prima di tutto tra i coniugi;
  • per l’ordine, la pace e l’unità della famiglia.

Iniziando questo lavoro di preghiera, si cominciano a vedere i primi frutti.

  • Si sono formati tanti gruppetti di persone che ogni martedì, invece di pregare da sole, si riuniscono insieme, tra amici, tra vicini di casa o presso anziani e portatori di handicap. Ci è giunta notizia anche di due gruppi che si riuniscono in chiesa  il martedì mattina.
  • Sono nate e stanno nascendo molte nuove amicizie: si sta veramente sperimentando l’Amore del Signore, che circola tra di noi e ci fa sentire fratelli, in cammino verso la stessa meta.
  • Ci si telefona per sostenerci a vicenda con la preghiera; ci si apre il cuore  come se ci si conoscesse da sempre. Condividiamo non solo le preoccupazioni,  ma anche i piccoli passi che la Madonna ci aiuta a fare, perché siamo sicuri che ogni piccolo traguardo raggiunto ci avvicina un poco a Gesù.
  • Molte coppie hanno cominciato a pregare insieme. Sono comprese tra queste anche persone che erano molto attive nella Chiesa, ma che non avevano tale abitudine.
  • Ci vengono fatti conoscere segni di miglioramento nella vita cristiana di  alcune famiglie: maggiore regolarità alla partecipazione alla S. Messa domenicale ed ai sacramenti, comparsa di degni di vita cristiana nella vita di tutti i giorni ( benedizione reciproca dei coniugi o dei genitori verso i figli, benedizione dei pasti…).
  • Amore ed abitudine alla recita del S. Rosario.

Abbiamo incontrato persone che non sapevano pregarlo: glielo abbiamo insegnato; altre lo conoscevano, ma non erano solite recitarlo. Ora molti dicono che non possono andare a letto la sera, se nella giornata non lo hanno recitato.

Inoltre, per sostenere meglio tutto questo cammino di preghiera, di formazione, di organizzazione, ogni primo sabato del mese Don Francesco P. Vaccarini celebra una Santa Messa per tutte le famiglie e tiene, per gli organizzatori e per quanti hanno la possibilità di recarsi a Marmore, mezza giornata di ritiro.

Abbiamo avuto notizia che altri due sacerdoti, uno a Grosseto ed uno a Torino, si sono impegnati a celebrare la Messa per le nostre famiglie, e naturalmente per tutte le famiglie, ogni primo sabato del mese.

Sono altri passi che la Mamma Celeste ci sta portando a fare.

Sappiamo di aver cominciato con un impegno minimo, ma ci siamo resi conto che al suo cuore di mamma, è bastato un piccolo gesto di affidamento sincero delle nostre famiglie a Lei, perché ci prendesse per mano e ci accompagnasse verso traguardi che non potevamo neanche immaginare.

Invito Incontro Annuale 2003

Carissimi,

alla vigilia di Pentecoste, in occasione di queste ricorrenze:

– terzo anniversario del Movimento “Le famiglie di Maria”, nato nei primi giorni del Giugno 2000
– primo sabato del mese, giorno in cui il Movimento si riunisce e celebra la S. Messa per tutte le famiglie
il Vescovo della nostra Diocesi, Mons. Vincenzo Paglia,
il 7 Giugno incontra tutte le famiglie del nostro Movimento
nella Cattedrale di Terni, alle ore 16.30
per condividere con noi un pomeriggio di preghiera e donare ad ognuno il “Nuovo Rosario delle famiglie”
libretto tascabile da lui commentato.
L’incontro si concluderà con la concelebrazione Eucaristica.Ringraziamo la nostra Madre Celeste per un dono così bello e facciamo il possibile per parteciparvi.

Chi fosse impossibilitato può unirsi a noi spiritualmente.

Nell’attesa di ritrovarci tutti, affidiamoci a Maria, perchè ci guidi nella realizzazione del suo piano materno
per le nostre famiglie.

Fraternamente vi salutiamo

Incontro Mensile Maggio 2003

3 Maggio 2003: Primo Sabato del Mese

Anche oggi, 1° Sabato del mese di Maggio, la S. Messa per le Famiglie, in S.Andrea di Marmore (TR), è stata celebrata da D.Davide. Per Don Francesco P. Vaccarini, nostro assistente spirituale, che sappiamo ancora convalescente, ma sempre a noi vicino, le nostre preghiere e l’intercessione della Vergine Maria per una completa guarigione. Sull’altare, come sempre, è presente il Libro con tutti i nominativi delle Famiglie aderenti al nostro Movimento, per ricordare le loro intenzioni e far memoria dei loro defunti. Ci ha detto D. Davide:

“Oggi, come tutti i primi sabati del mese, celebriamo in questa chiesa la S. Messa per le famiglie. Purtroppo, non sono tanti quelli che vengono, perche’ molti sono quelli che vorrebbero venire ma non possono. Pero’ lo spirito è qui con noi.

Che possiamo dire della famiglia dopo la Festa della Pasqua di Risurrezione del Signore?

So che Cristo ci ha dato la vita, siamo rinati, siamo nuove creature, non siamo più nel sepolcro. Anche le nostre famiglie devono essere rinnovate, perché la prima Chiesa è la famiglia. Senza la famiglia non possiamo avere la Chiesa, perchè senza la famiglia non è possibile avere i sacerdoti. Essi nascono da una famiglia. Io pure ho una mamma, ho un papa’, fratelli e sorelle, insomma, una famiglia. La prima vocazione viene dalla famiglia.

Io ricordo ancora le prime canzoni della chiesa, quelle antiche, cantate in casa dalla mamma, quando ero un bambino piccolo. Ricordo l’atmosfera che c’era per il Natale ed i canti di gioia e le parole; molte cose ho dimenticato, ma queste le ricordo ancora e da lì ho avuto anche molte ispirazioni. La famiglia è la prima Chiesa! Ecco perché la Chiesa, il Santo Padre, i Papi hanno insistito molto sulla Famiglia. E quando vediamo che le chiese sono vuote di Domenica, questo è un segno di come sono oggi le famiglie. Un segno che non possiamo nascondere. Quando tornate a casa vostra, non so cosa succede. In molte case: appena un saluto, un “ciao!” e basta.

Non sapete che spesso c’è tristezza, paura, disarmonia, rancore, perche’ non c’è armonia, non c’è amore, non c’è tolleranza? Allora, così le famiglie sono morte, anche se vive, sono morte! Sono vive solo in apparenza, ma in realtà sono morte. Vedo delle persone: un marito, una moglie e la macchina; ognuno per gli affari suoi: ma non c’è amore e, senza questo amore, la Chiesa è morta. Perche’ la Chiesa comincia con la famiglia. Oggi siamo ancora in tempo di Pasqua: Cristo è risorto! Siamo rinati, siamo nuove creature! Allora è una buona occasione per pregare per le famiglie. Altrimenti se continuiamo così, provate ad immaginare, non avremo più sacerdoti e le chiese diventeranno musei, come già sta succedendo.

I turisti vengono qua a vedere la Cascata delle Marmore, a volte entrano in questa chiesa: guardano a destra a sinistra, lo stile architettonico….., ma mai un momento di preghiera!

Guarda! Qui c’è la statua della Madonna! Ma neanche un momento di riflessione o di adorazione: eppure lì c’è il tabernacolo con il Santissimo Sacramento! Non c’è bisogno di guardare le chiese come sono! Al mio paese, alla mia famiglia basta una tenda o solo un albero per celebrare la Messa e cantare con la natura! Io dico: peccato! Perche’ non è possibile farci niente. Allora questo è l’impegno del nostro cammino di conversione: c’è da pregare, e pregare…

Ma molti nostri figli e giovani dove sono? Hanno bisogno della preghiera più che voi.

Voi siete qui che pregate per loro! Ma loro dove sono? Noi siamo qui il Sabato e la Domenica e facciamo anche un sacrificio per loro, ma loro non vogliono partecipare!

Loro dovrebbero prendere il nostro posto, ma non ci sono! Che peccato! E allora, preghiamo e ricordiamo che la famiglia è la prima Chiesa. La famiglia non è convivenza. La famiglia è concreazione. Dio ha creato il mondo in sei giorni, poi comandò di procreare, perché ci fosse qualcuno che portasse avanti questo mondo. E’ da qui l’importanza della famiglia.

Oggi non c’è solo il problema della convivenza senza matrimonio; oggi c’è di peggio: cioè, avere figli fuori matrimonio. Da noi (in Kenia), il Vangelo è arrivato solo 100 anni fa e c’è ancora da fare e si cerca di passare dalla convivenza al matrimonio; ma qua, dove la Chiesa è in azione da anni ed anni, come è possibile andare indietro, cioè’ in senso opposto al Vangelo? Prima, da voi, si avevano figli solo nel matrimonio, oggi si fa il contrario. Allora preghiamo, perché possiamo trovare di nuovo il ruolo della famiglia: quello di essere la prima Chiesa.” ( Ciro)

Incontro Mensile Aprile 2003

05/04/03 PRIMO SABATO DEL MESE DI APRILE

In questo primo sabato del mese di Aprile non abbiamo potuto avere la presenza di Don Francesco. Preghiamo per lui, perché si rimetta presto e continui a guidarci nel nostro impegno di preghiera per le famiglie.

La Santa Messa è stata celebrata da Don Davide, un sacerdote del Kenia, che, portando a nostra conoscenza alcuni aspetti della sua cultura, ci ha dato degli spunti di riflessione molto interessanti

Ci ha chiesto e si è chiesto che cosa sia la famiglia.

-La famiglia- ha detto- è formata da un uomo ed una donna; i figli sono dei doni di Dio.

All’inizio un uomo ed una donna che si amano formano una famiglia, poi vengono i figli e la famiglia si allarga.

Qualche volta i figli non vengono, ma quello non significa che la famiglia non ci sia.

Noi oggi vogliamo affidare la famiglia alla Madre di Dio.

Perché?

Lei è la prima persona che può insegnarci come può vivere una famiglia santa. Vogliamo la famiglia, ma la vogliamo santa, come quella di Nazareth: i mariti devono guardare Giuseppe, le mogli devono guardare Maria.

Allora dobbiamo vedere quali erano le virtù di Giuseppe e quelle di Maria.

Giuseppe era un uomo semplice, amava Dio, amava la moglie, lavorava, collaborava con amore con la sua donna, dava tutto per la sua famiglia. Allora oggi i mariti possono essere come Giuseppe, che amava Dio, amava la moglie e collaborava con lei.

Guardando Maria, le mogli possono imparare ad essere semplici, donne di preghiera, donne di umiltà, di fede, che collaborano con il marito e diventano una sola cosa con lui.

E’ bella la matematica del Vangelo: se quando noi contiamo diciamo che uno più uno fa due, per il Vangelo, nel matrimonio, UNO PIU’ UNO = UNO.

Però a volte, nella realtà è diverso: ognuno fa gli affari propri, oggi c’è troppo egoismo. Solamente l’io conta e la famiglia finisce.

LA FAMIGLIA NON E’ IO, MA NOI !

Si sente troppo spesso dire: – Io, io, io…Anche dai figli!

Nel mio paese i figli non dicono “casa mia”, ma “casa nostra”, solo i genitori dicono “casa mia”!

L’egoismo distrugge la famiglia, fa mancare l’armonia, invece si devono fare le cose insieme,anche nei momenti difficili.

DOBBIAMO RECUPERARE I VALORI, che la civiltà ha distrutto.

Una volta c’era l’amore e questo bastava per formare la famiglia.

Adesso i fidanzati, prima di sposare, vogliono tanto: la casa, il lavoro, le macchine…Basta guardare la pubblicità: i valori di oggi sono le cose materiali, il consumismo prima di tutto.

Dobbiamo pregare molto,per recuperare i veri valori.

Dentro le case non c’è comunicazione, non c’è dialogo, non c’è amore….ma da fuori si vede una bella casa, una bella famiglia.

In Italia, come in tutto l’Occidente, nella famiglia vivono marito, moglie e figli; gli anziani sono fuori , isolati, spesso soli. In Kenia i nonni vivono con i figli e i nipoti; una vedova non è sola, con lei sono i figli e i parenti.

Preghiamo molto, per recuperare l’armonia e l’amore degli uni verso gli altri.-

Siamo grati a Don Davide, che con tanta semplicità e con tanta chiarezza ci ha fatto riflettere sulle nostre famiglie.

Quanta verità è nelle sue parole!

Facciamole nostre e adoperiamoci per metterle in pratica.

Rosy

Incontro Mensile Marzo 2003

01/03/03: PRIMO SABATO DEL MESE DI MARZO

Questa mattina Don Francesco ci ha guidato con un programma molto intenso, articolato in vari momenti.

Come al solito tutta la mattinata è stata dedicata alla famiglia.
Abbiamo iniziato con l’adorazione al SS. Sacramento, poi il Santo Rosario, la Santa Messa, le lodi.

La catechesi ha riguardato tre argomenti:
– la lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae’;
-le Letture del giorno;
– le letture dei Vangeli proposte dalla liturgia nelle Messe domenicali del mese di Marzo.

LETTERA APOSTOLICA “ROSARIUM VIRGINIS MARIAE”

Lasciando a ciascuno la lettura e l’approfondimento della lettera apostolica, ci siamo soffermati al cap. 6, perchè in esso troviamo le motivazioni che ci spingono ad accogliere l’invito del Papa:

– “…l’urgenza di invocare da Dio il dono della pace”;
– …..la necessità di pregare perché venga superata la crisi della famiglia, “cellula della nostra società, sempre più insidiata da forze disgregatrici a livello ideologico e pratico.

Dice ancora il Papa: – Il rilancio del Rosario nelle famiglie cristiane si propone come aiuto efficace per arginare gli effetti devastanti di questa crisi epocale.”
Questo documento deve essere messo a fondamento del Movimento delle famiglie. Don Francesco ci invita a gustare, a sentire questo richiamo forte del Papa, a lasciarci coinvolgere per diventare tutti operatori di pace.
Dobbiamo pregare, ma anche operare, perchè la preghiera senza le opere non è vera preghiera. La pace si costruisce anche con le piccole cose di tutti i giorni, con la conversione più vera al Vangelo, nel proprio cuore, nella propria vita.
Il mese di marzo segna un itinerario di questa conversione, con le SS.Messe della domenica e con le feste di San Giuseppe (19 Marzo) e dell’Annunciazione (25 Marzo), momento cruciale dell’incarnazione del Verbo.

COMMENTO ALLE LETTURE DEL GIORNO

Siracide l7, 1-15

La Parola di Dio,con il libro sapienziale del Siracide, ci indica la via della piena e vera saggezza, che gli uomini non hanno senza Dio.
Ci dice il perchè della creazione dell’uomo. Chi è l’uomo? Chi sono io?
L’uomo non è nato per caso, non esiste il caso.
E’ una creatura amata in maniera unica da Dio, che lo ha fatto addirittura a sua immagine e somiglianza ed ha messo nelle sue mani tutto l’universo.
Questo vuol dire che l’uomo potrebbe anche distruggere tutto in un attimo!
Ma Dio non gli ha dato solo gli occhi del corpo, come agli animali: gli ha dato gli occhi dell’anima, con i quali può vedere, in una visione molto più profonda, radicale e ferma, la vera luce di Dio, può vedere Dio, suo Padre.
E nel vedere Dio, vede anche l’Amore che Dio ha per lui, conosce la paternità di Dio ed il comportamento che si addice ai figli di Dio.
Il problema grosso è che dopo il peccato questa visione di Dio si è offuscata e che appaiono più che mai le conseguenze del peccato. L’uomo non vive in Dio e nella sua luce (la luce è Gesù che si è incarnato), ma sente forte la tentazione di seguire le tenebre, satana, la morte. Che cosa dobbiamo fare noi?
Guardare Gesù, luce del mondo, Dio fatto uomo ed in Lui veramente vedere quello che dobbiamo essere, dove dobbiamo correggerci, in un cammino di conversione a Lui.

Marco 10,13-16

Non è un caso che il Vangelo metta davanti a noi oggi Gesù che abbraccia i piccoli. Egli vuole dire ai grandi, che hanno perduto il bene dell’intelletto, di avere delicatezza nei confronti dell’umanità, a partire dai piccoli.
L’uomo, lontano da Dio, ha perduto il senso più profondo ed il rispetto della vita. Pensiamo alle leggi sociali dell’aborto e del divorzio, pensiamo a che cosa il divorzio stia creando nelle famiglie per i piccoli.
Tutto questo impedisce ai bambini, che crescono e che formeranno la nuova umanità, di vedere Dio, offusca in loro la visione della loro dignità.
E’ un grande scandalo.
“Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite…”
Il mondo di oggi, con la sua mentalità dominante anche attraverso i mass-media, è un mondo che vive lontano da Dio e non lascia che i bambini Lo vedano. Glielo impedisce. Sono di scandalo gli uomini di oggi.
Perdendo Dio, perdendo Gesù, distruggono le radici di ogni umanità, a partire dai bambini che non hanno più senso e sono diventati mercato nel mercato.
Non possiamo non ricordare queste realtà, ma le teniamo presenti non per avvilirci, piuttosto per pregarci e per convertirci.
E’ bello per noi ritrovarci, riprendere la luce che Dio ci dà della nostra dignità, recuperare da Lui la forza per essere il sale e la luce della terra.

PANORAMICA DEI VANGELI DELLE DOMENICHE Dl MARZO

Questa mattina Don Francesco ci ha presentato i brani del Vangelo di tutte le domeniche di Marzo, per guidarci meglio in un cammino unitario basato sulle letture del mese. Riportiamo gran parte di quello che ha detto, nella speranza che, anche se fisicamente lontani. possiamo trovarci uniti in un programma di crescita, basato sulla “Parola di Dio” ed, in particolare, sui brani che la Chiesa, nel tempo, ci propone attraverso la liturgia domenicale.

2 Marzo: prima domenica del mese; ottava del tempo ordinario

Il senso del digiuno

Questa domenica, nel calendario liturgico, può trovarsi collocata dopo la Pasqua; quest’anno la incontriamo prima del Mercoledì delle ceneri. E’ una coincidenza stupenda, perchè pur continuando nel tempo ordinario, ci dà già il senso della penitenza e ci prepara alla Quaresima, parlandoci del vero senso del digiuno. Sembra proprio che il Signore, in questi giorni in cui abbiamo veramente bisogno di trovare gli strumenti necessari per ricostruire l’umanità come Lui comanda, ci richiami in anticipo al senso e all’importanza della penitenza e del digiuno in questa vita terrena.

Gesù si presenta come “lo sposo “.

Se c’è Lui, c’è la gioia delle nozze, se manca Lui, c’è l’austerità del digiuno.

Il senso del digiuno è, quindi, guardare Gesù, aspettare Gesù, sapere che Lui è la “Parola di Vita“, più importante di ogni altra cosa, per cui impariamo a mettere da parte anche il cibo, pur importante, della vita terrena, per questo Cibo ancora più importante, che è Gesù, Pane della vita eterna.

Con questa luce noi iniziamo il mese; è come la piattaforma dalla quale partiamo e cominciamo a camminare.

5 Marzo: mercoledì delle Ceneri.

Gli strumenti necessari per la conversione

Il Vangelo ci parla di preghiera, penitenza e carità, come strumenti per lasciarci convertire dal Signore.

9 Marzo: seconda domenica di Marzo, prima di quaresima

Vivere la Quaresima guardando Gesù, modello della nostra vita.

Il Vangelo ce lo presenta prima nel deserto, tentato da Satana, ma alla presenza e con l’aiuto del Padre e degli angeli, poi nell’annunciare l’avvento del Regno di Dio.

“Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo ‘

Ci richiama a vivere lo spirito della quaresima, come annuncio e testimonianza del Vangelo in tutta la nostra vita, a vivere la vita presente come quaresima di combattimento con satana, ma già forti della presenza di Dio e testimoni per gli altri.

16 Marzo: terza domenica di Marzo, seconda di quaresima

La trasfigurazione: anticipo della vita eterna durante la vita terrena.

li Signore ci fa fare un altro passo. E’ la domenica della trasfigurazione. Nel ciclo domenicale di tutti e tre gli anni A, B, C, è sempre presente la domenica specifica della trasfigurazione, Quest’anno, è l’anno di Marco, leggiamo il brano di Marco sulla trasfigurazione. Perchè nella seconda domenica il Signore ci mette davanti la trasfigurazione? Perché, se prima ci ha detto come dobbiamo vivere, ora ci mostra la meta verso la quale dobbiamo camminare e la trasfigurazione è già la vita eterna anticipata.

Il Signore vuole dire a ciascuno di noi:- Anche tu devi anticipare nella vita terrena le tue trasfigurazioni, innanzi tutto con le celebrazioni domenicali e poi attraverso i sacramenti. Pensa alla santa Confessione: nel cammino vissuto con me, già anticipi la vita eterna nella vittoria sul male, sul peccato, sulla morte. La meta non è lontana, già lavora dentro di te, perchè Io sono con te, se mantieni nel tuo cuore la mia presenza d’amore, se sei fedele agli appuntamenti, se combatti con Me satana e stai alla presenza del Padre con gli angeli.

23 Marzo: quarta domenica di Marzo, terza di quaresima

Gesù è il nuovo tempio e chiede a noi di farci tempio vivo del suo Amore.

Il Vangelo di questa domenica ci mette davanti i passi che dobbiamo fare concretamente. Gesù è entrato nel Tempio, ha sbaraccato i banchi dei venditori in maniera violenta ed ha parlato già della resurrezione del suo corpo, che è il vero Tempio, per dirci che noi, le nostre persone, devono essere Tempio di Dio.

Per esserlo dobbiamo lasciarci “sbaraccare” di tutto ciò che non corrisponde alla sua volontà. Siamo chiamati a fare atti decisi di purificazione del nostro “tempio”

Preghiera e penitenza sono parte integrante di questo cammino.

30 Marzo: quinta domenica di Marzo, quarta di quaresima

E’ la meta del mese, già tutta presente “nel seme battesimale”: dal Battesimo, dall’essere figli di Dio nasceva gioia cristiana, forza del nostro cammino di conversione e santificazione.

E’ la “Domenica Laetare, che ci invita ad un cammino “gioioso” di conversione. Riscopriamo la nostra identità di battezzati.

Il battesimo non è una cosa da lasciare come appartenente al passato, ma da tenere sempre operante nel nostro cuore.

Con il battesimo noi siamo morti in Cristo e risorti con Lui.

Egli già ha dato la vita per noi, ha già preso su di sè il nostro peccato e la nostra debolezza, è già stato innalzato sulla croce, è già il nostro capo Risorto, di cui noi siamo membra.

Lasciamoci prendere da Lui, riconosciamo con umiltà che siamo peccatori, che abbiamo bisogno della sua salvezza, guardiamo a Lui come l’unica fonte e forza della nostra vita. Adoperiamoci per un cammino di conversione che continua quello battesimale, mantenendo fermo l’appuntamento periodico con il sacramento della penitenza e viviamolo nella Sua gioia.

Graziella