Incontro Mensile Novembre 2018

Venerdì 2 Novembre, ci siamo ritrovati nella Chiesa di San Pietro a Terni, per il nostro incontro mensile di preghiera. Ha coinciso con la Commemorazione dei defunti. Abbiamo avuto così l’opportunità di pregare  per i nostri defunti e di offrire per loro la Santa Messa.

E’ stata una veglia molto intensa di preghiera e tutta dedicata alle “Famiglie di Maria”. Abbiamo iniziato alle ore 21 con il Santo Rosario, è seguita la Santa Messa, concelebrata da tre sacerdoti: Don Francesco, Don Adolfo e Don Roberto; poi l’adorazione di Gesù esposto nell’Eucarestia, mettendoci in comunione con i Santi, che contemplano Dio in Paradiso; infine la compieta.

Ringraziamo Dio e la Madonna Santissima, per tutta questa ricchezza, che così contiamo di ricevere ogni primo venerdì del mese e ringraziamo anche i nostri sacerdoti, per l’amore che ci vogliono e per la loro disponibilità.

Nell’omelia, fatta da Don Adolfo, è stato commentato, in particolare il Vangelo delle Beatitudini  (Mt5,1-12a): “Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei Cieli”.

Ci è stato ricordato che Dio, quando ci dice: Beati i poveri…beati  quelli che sono nel pianto…beati i miti… e così via, non ci sta prendendo in giro. Le beatitudini del mondo sono il contrario, perché per il mondo sono beati quelli che hanno possibilità, soldi compresi, di avere tutto e subito.

Essere cristiani, essere santi, vuol dire andare controcorrente, anche con fatica, anche se si è derisi. Ma  qual è il premio di questa fatica? E’ il Paradiso. Così quelli ritenuti pazzi, come San Francesco, sono quei pazzi che la Chiesa ha messo sugli altari, che ci propone come esempio ed ai quali ci rivolgiamo con la preghiera.

Essi sono morti, per essere santi, ma in che consiste la loro morte? Tutti dobbiamo morire, ma questa morte come interpretata da noi Cristiani? Andiamo a trovare gli ammalati, ma se non siamo nello spirito giusto, facciamo loro del male: essere accanto, come l’Angelo Custode; non occorre parlare, l’importante è essere nello spirito giusto.

La natura si ribella alla sofferenza e alla morte, è giusto, ma alla natura subentra la fede.

Non illudiamoci, che al momento ultimo si decida per Dio, perché quando siamo lì, ci viene l’istinto di attaccarci. Di questi momenti di morte ne sperimentiamo tanti, ma anche di resurrezioni. La vita è un allenamento continuo, in modo che il Signore non ci trovi impreparati.

I Santi bramavano di stare con Dio.

Bramiamo di convertirci in questi  insegnamenti della Chiesa e impariamo davvero che cosa significa  essere cristiani: il Triduo Pasquale ci deve essere impresso.

Non deve essere stato facile per Gesù e neanche per Maria!

Anche Lei avrà sentito il dolore di lasciare i figli, all’inizio della Chiesa appena formata.

La Chiesa ci dice di non piangere i nostri morti, ma di piangere sulle nostre debolezze e di metterci alla sequela di Gesù.

Sempre uniti nella preghiera,
sotto il Manto di Maria,
in cammino con la Chiesa

Graziella