Incontro Annuale 20 Ottobre 2012

SALUTO DI MONS. CARLO FRANZONI

(Trascrizione dal sonoro)

Un fraterno saluto nel Signore Risorto a tutti voi! Un benvenuto ai numerosi pellegrini convenuti oggi qui, nel Santuario dell’Amore Misericordioso, a Collevalenza, voluto dalla venerabile Madre Speranza. Sono qui a portare il saluto del nostro vescovo Mons. Benedetto Tuzia, che si unisce a questa celebrazione. Un saluto che estendo a ciascuno di voi, sacerdoti presenti, che accompagnate i vostri fedeli; un saluto particolare all’Associazione “Le Famiglie di Maria” che e’ qui convenuta per celebrare il suo Convegno Annuale.

OMELIA DI MONS. CARLO FRANZONI

Commento alle letture del giorno: Ef 1,15-23 ; Sal 8; Lc 12,8-12

L’essere insieme qui a Collevalenza come pellegrini, ci ricorda quello che fondamentalmente e’ lo stato costante della nostra vita: l’essere pellegrini sulla terra. Vorrei che, dall’esperienza di questa giornata vissuta insieme, non rimangano soltanto dei bei ricordi legati al luogo, legati al convivere insieme, al condividere l’esperienza ecclesiale come famiglia, ma soprattutto possiamo portarci nel cuore qualcosa che Dio ci dona, o meglio che Dio rinnova nel nostro cuore.

Quanto sarebbe bello, per me e per voi, tornare oggi a casa, da Collevalenza, portando un frammento della Parola di Dio, insieme all’Eucarestia e poi naturalmente tutto il resto, ma innanzi tutto questo. Allora ecco questa condivisione, che raggiunge il vertice nell’Eucarestia . Il condividere la Parola, lo spezzare del pane, ci aiuta a vivere come pellegrini sulla terra, ma come figli di Dio e come fratelli nella Chiesa, questo dono che continuamente lo Spirito rinnova dentro di noi. Allora apriamo il nostro cuore alla comprensione della Scrittura, una Parola ispirata da Dio, donata all’uomo centinaia e centinaia di anni fa, ma che ancora  viva e opera, capace di operare in ciascuno di noi.

Innanzi tutto San Paolo, che si rivolge alla sua comunitˆ di Efeso e aiuta i fratelli di quella comunita’, aiuta quindi anche noi oggi, a riscoprire il nostro appartenere alla Chiesa, rendendo grazie al Signore. E’ questa una delle prime conseguenze del dono della fede, che possiamo sperimentare dentro di noi. L’appartenere a Dio, l’essere stati scelti da Lui, significa proprio questo: il sentirci fratelli e ringraziare il Signore, non come siamo noi capaci di fare, con sentimenti e parole umane, ma ringraziarLo attraverso suo Figlio, attraverso l’Eucarestia. Ecco la costante della nostra esistenza: il quotidiano, che parte dall’Eucarestia e all’Eucarestia giunge continuamente. San Paolo ci aiuta poi ad essere e a sentirci come membra vive della Chiesa, come membra di un corpo: il corpo di Cristo, addirittura a vedere Lui come il compimento di tutto , il perfetto compimento. Quante volte noi, nel nostro desiderio di infinito, orientiamo la nostra vita cercando altrove questo compimento!

Proprio San Paolo ci invita oggi, attraverso questo scritto ispirato, a rivolgere il nostro sguardo di nuovo a Cristo e che tutto possa partire da Lui e tutto possa convergere verso di Lui. E’ questo il senso della fede, che questÕanno siamo chiamati a riscoprire, una fede che e’ innanzi tutto dono di Dio.

E poi il Vangelo: lo stupendo brano di San Luca, in cui ci viene donata di nuovo la parola di Gesu’. In un primo momento sembra addirittura aspra: Gesu’ che ci dice: ” Chiunque mi riconoscera’ davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscera’ davanti a Dio”; e l’affermazione contraria : “Chi mi rinneghera’ davanti agli uomini, sarˆ rinnegato davanti agli angeli di Dio”. Ecco il dono della fede, un dono che ci viene offerto personalmente, gratuitamente da un amore misericordioso che fa di ciascuno di noi una persona a lieto fine.

L’avere accolto questo dono e poi rifiutarlo, e’ questo il pi grande peccato che possiamo commettere, e’ questo in fondo il peccato verso lo Spirito Santo. Noi siamo capaci di riconoscere Dio davanti agli uomini, perche’ Lui ci ha riconosciuto per primo. Non dimentichiamo mai che tutto parte da Dio. Siamo abituati a crederlo, pensando alla creazione dell’ universo , ma il dono pi grande che Dio ci ha fatto, e’ la fede. Insieme alla vita, e’ questo il dono piu’ grande, che ci rende capaci di testimoniare la Sua presenza, di essere uomini e donne fatti a Sua immagine. Ecco, quindi, il senso dell’incontrarsi anche delle Famiglie di Maria, il riscoprire qui, in questo Santuario, il dono grande della fede e, pensando al dono della fede relativamente a ciascuno di noi, facilmente giungiamo tutti alla stessa conclusione: quanto e’ stato importante, anzi fondamentale, il ruolo delle nostre famiglie nella trasmissione della fede! Se ognuno di noi dovesse raccontare come  sbocciato, come  nato, come  maturato in lui il dono della fede , penso che nessuno di noi escluderebbe la famiglia.

E non a caso che proprio Gesu’, il Figlio di Dio fatto uomo, ha voluto per primo vivere questa esperienza della famiglia, come la comunita’ in cui la Parola di Dio e’ al centro, in cui la fede nasce, cresce e poi si moltiplica. Poi la famiglia parte, per andare agli altri. Vivere la fede in quest’anno della fede, non significa tanto moltiplicare le iniziative, ma significa, al contrario, innanzi tutto, lasciarsi scrutare da Dio , lasciarsi guardare dentro da Lui, essere capaci di farsi riconoscere da Lui, vivere in Lui.

Tutto il resto poi sara’ conseguenza di questo atteggiamento di accoglienza.

Proprio nel Santuario viviamo realmente questo senso dell’accoglienza, che non viene tanto dalle strutture, che comunque sono importanti, significative anche qui a Collevalenza, ma soprattutto lÕaccoglienza che ci viene dal respirare un clima di fede, in cui ciascuno di noi si fa veicolo di Dio, per accogliere gli altri. Anche in questo la famiglia svolge un ruolo fondamentale: l’essere centro della presenza che e’ comunione, che e’ comunione di Dio, per accogliere lÕaltro in nome di Dio: di conseguenza tutti i doni che abbiamo ricevuto personalmente, che ci distinguono dagli altri, diventano ricchezza per la comunita’ cristiana, diventano ricchezza per il mondo intero. Non dobbiamo, anche qui, fare particolari esercizi, per suscitare iniziative originali, ma riscoprire quanto ci  stato donato.

Innanzi tutto il nostro Battesimo, questo sacramento che abbiamo ricevuto e che riceviamo una volta nella vita, non perche’ rimanga un bel ricordo legato a qualche fotografia relegata al passato, ma perche’ e’ una fonte, alla quale possiamo sempre tornare ad attingere, per ravvivare la fede. Specialmente per chi ha avuto il dono di ricevere, vivere, celebrare il sacramento del matrimonio, ecco la capacita’ di ravvivare, mediante il dono della fede, quanto abbiamo ricevuto quel giorno, la grazia di quel giorno: mediante i sacramenti, mediante la vita nella comunita’. Il Signore ci invita a moltiplicare ogni giorno l’impegno per una santita’, che non  qualcosa di personale, ma che appartiene alla Chiesa, appartiene al Corpo del Signore.

Avete sentito come San Paolo, parlando alla comunita’ di Efeso, vive questa dimensione di una chiesa, che e’ un mistero, che e’ una realta’ soprannaturale, che e’ il seme della presenza di Dio. Allora l’augurio pi grande che faccio a tutti voi e che rivolgo, se permettete, anche a me stesso, e’ quello di poter accogliere questa Parola e di avere Maria dinanzi a noi, come madre, per poter vivere con gioia, fino in fondo, questa chiamata cos“ grande . Non a caso, celebriamo insieme alla Chiesa la memoria di Santa Maria in Sabato, perchŽ Lei e’ stata la prima capace di accogliere questo germe della Parola, che poi in Lei si e’ fatta carne. Una Parola, che giˆ nellÕAntico Testamento, e’ data in dono al Popolo di Israele e poi diventa pienezza in Cristo Gesu’.

Lei, che ha potuto vivere nella fede tutti i momenti della sua vita, come donna, come creatura di Dio, permetta anche a noi, di poter essere capaci di fare altrettanto, non nei gesti eclatanti, che fanno notizia, ma poi si bloccano, rivelano un vuoto, ma negli attimi, nelle piccole cose dellÕesistenza, che costruiscono l’eternita’ in Dio. Chiediamo al Signore che ci renda capaci di questo e che l’esperienza a Collevalenza, vissuta nellÕunione con tutta la Chiesa, ci aiuti. Che il sole di questa bellissima giornata autunnale possa risplendere nel cielo, come segno di cio’ che avviene e si rinnova nel cuore di ciascuno di noi per grazia di Dio e con l’aiuto della Beata Vergine Maria.

Mamma Celeste aiutaci, per Cristo nostro Signore.

Catechesi di Don Francesco Paolo Vaccarini

(Trascrizione dal sonoro)

In questo breve tempo, vi chiedo un’attenzione particolare, dopo questa bella relazione e le testimonianze, che ci incoraggiano. Vorrei darvi una puntualizzazione di quest’anno della fede, in modo che noi, come Famiglie di Maria, siamo anche un segno per gli altri. Avevo preparato un po’ il discorso sul Concilio Vaticano II, in questo anno della fede . Cerchero’ di farlo in modo pi succinto possibile. Vorrei stimolarvi a prendere sul serio questo anno di grazia, che Dio ci ha donato, che il Papa ha voluto, stringendo i denti, anche con la sua anzianita’ e sofferenza, che voi vedete anche nel suo corpo. L’anno della fede non e’ uno scherzo, care Famiglie di Maria! Capite cosa vuol dire “anno della fede?” Vuol dire che c’e’ poca fede e che noi cristiani abbiamo carenza di fede.

Se all’inizio dell’ anno della fede celebriamo questo Convegno, significa che voi siete il fermento, siete la spinta anche per le altre famiglie cristiane e anche per tutto il mondo. Oggi il mondo deve essere risvegliato nella fede. Di fronte ai problemi sociali, familiari, mondiali, che ci sono, il Papa ha detto piu’ volte: “Mancando Dio, tutti i nodi vengono al pettine, tutto va a pezzi.”

E noi famiglie che crediamo, aiutate da Maria, dando la mano a Lei, dobbiamo per forza risvegliare in noi la fede ed essere gli strumenti di Maria, che sono gli strumenti di Dio, per questo mondo allo sbaraglio. Vi piace vedere questo mondo andare a rotoli? A me non piace. Io sono sacerdote e non mi piace vedere neanche la societa’ semplicemente umana andare cos“ a rotoli. Allora quest’anno e’ come uno svegliarino. “Svegliatevi!” ci dice la Madonna. E ci ha dato tutti gli strumenti: la sua presenza, Lei, che fa da mamma alle famiglie per risvegliare i valori pi importanti della vita umana, sociale, mondiale.

Il Papa ci dice di recuperare la fede cristiana del Catechismo della Chiesa Cattolica. Quest’anno ricorre il 25¡ anniversario del dono del Catechismo della Chiesa Cattolica e il 50¡ del dono del Concilio Vaticano II. Credo che noi non lo conosciamo abbastanza. Lo viviamo per trascinamento. La Santa Messa in italiano, viene dal Concilio. Vi faccio un piccolo elenco, non posso fare altrimenti. Prendete in mano il Catechismo e provate anche a pregarci sopra , a entrarci un po’ dentro, il martedi’. Diventa anche una formazione. Non facciamo le preghiere “a rullone”, preghiere che non lasciano niente: facciamo in modo che qualcosa rimanga. Avete visto come abbiamo pregato bene, facendo una panoramica della parola di Dio sulla famiglia!? Abbiamo usato la Parola di Dio e poi l’attualizzazione del catechismo. Ne e’ venuta fuori una panoramica stupenda sulla famiglia. Usate il Catechismo della Chiesa Cattolica!

Ora mi fermo sul Concilio, perche’ il Catechismo e’ stato il frutto del Concilio Vaticano II. Non posso fare tutta la storia del Concilio; vi do alcuni spunti sui documenti importanti che da questo sono usciti: sono le 4 costituzioni e, per i laici, il decreto sui laici, che riguarda anche le famiglie. La famiglia oggi deve guardare al Magistero, che ha dato il Concilio e poi si e’ sviluppato con tanti documenti. Per voi Famiglie di Maria, quanto  importante riscoprire le radici della Chiesa di oggi nel Concilio! Abbiamo quello snodo li’. Tutto il resto, anche l’anno della fede e’ legato a quello snodo.

Quali sono i documenti fondamentali del Concilio?

Sono le quattro costituzioni. Come l’Italia ha la sua Costituzione, che riguarda il mondo materiale e sociale, noi, come universo cristiano, mondo di Dio, che ci porta alla vita eterna, abbiamo le costituzioni della nostra Chiesa per il mondo di oggi. Gia’ questo ci dice quanto sono importanti e non le conosciamo. Dobbiamo batterci il petto perche’ non ci interessano abbastanza, non le conosciamo. La prima costituzione che ha portato il Concilio (in latino, che e’ la lingua ufficiale della Chiesa per tutto il mondo) e’ la ÒSacrosanctum ConciliumÓ, quella che ha dato lÕimput alle linee del Concilio. In sintesi  la costituzione della liturgia. La vita cristiana nasce dal Battesimo, ma soprattutto dall’Eucarestia, dalla Santa Messa Domenicale, che e’ un cammino chiamato Anno Liturgico. Qui c’e’ tutto per le famiglie, che devono crescere come famiglie cristiane.

Butto la’ solo alcuni titoli. Nella “Sacrosanctum Concilium” si dice che la liturgia e’ la fonte ed il culmine di tutta la vita cristiana, quindi delle famiglie, di tutto lÕoperato, anche umano. La vita cristiana come popolo di Dio parte da li’: e’ li’ che noi ci formiamo, ci educhiamo. Ci si forma nella liturgia, altrimenti siamo come sbandati. Mi dispiace che non posso leggere i testi.

Altra costituzione, “a ÒLumen Gentium”, ci dice chi siamo noi come popolo di Dio. Parla in modo specifico dell’importanza della famiglia e dice che la famiglia e’ il luogo fondamentale della universale vocazione alla santita’. C’e’ proprio una chiamata precisa delle famiglie ad essere la culla di questa vocazione.

Altro grande documento e’ la “Dei Verbum”, che parla della Parola di Dio e ci dice quanto  importante: il Rosario, in fondo, che cos’e’? E’ meditare la Parola di Dio e farla nostra, in famiglia.

L’ultima costituzione  la “Gaudium et Spes”: gioia e speranza. Per chi? La Chiesa deve essere la gioia e la speranza per il mondo intero. Le famiglie cristiane, che sono la chiese domestiche, devono essere la prima culla della gioia e della speranza dell’umanita’ di oggi, che non ha ne gioia, ne speranza . C’e’ tutto un discorso sul valore della fede cristiana, per riscoprire il senso profondo di tutti i valori umani, volto non solo ai cristiani, ma al mondo intero, anche ai piu’ pagani.

Il primo capitolo della parte seconda, dove si parla di tutti problemi piu’ urgenti del mondo di oggi, viene intitolato : “Dignitˆ del matrimonio e della famiglia e la sua valorizzazione”. Allora si parla dei problemi della famiglia di oggi, problemi del matrimonio. C’e’ una profezia di quello che 50 anni fa non si vedeva ancora bene e noi non ne abbiamo preso coscienza subito. Ci sentiamo colpevoli, perche’ quella profezia non e’ stata recepita. Parla della santita’ del matrimonio, dell’amore coniugale, della fecondita’ del matrimonio in senso evangelico, del rispetto della vitaÉ Tira le orecchie a tutti gli Stati!

Altro documento, che cerca di attualizzare il Concilio, quelle radici di cui vi ho parlato, riguarda la vocazione alla santita’ di voi laici. E’ il decreto sullÕapostolato dei laici: “Apostolicam actuositatem”, con indicazioni precise di indirizzo per la famiglia e per la vita. Meditate quello che vi ho dato come spunto. Vi inviterei a prendere in mano i documenti del Concilio. Passateli, fate dei gruppi di lavoro nelle parrocchie, meditali.

ADORAZIONE EUCARISTICA PREGANDO CON IL SANTO ROSARIO

Di fronte al Santissimo esposto sull’altare, abbiamo predisposto il nostro animo alla contemplazione, alternando i canti con delle pause di silenzio, poi abbiamo iniziato il Santo Rosario. THRSXRYH
Ad ogni mistero, abbiamo ascoltato un brano della Parola di Dio e un brano del catechismo della Chiesa Cattolica. Il nostro assistente spirituale, Don Francesco Paolo Vaccarini, ci ha guidato nella preghiera.

(Trascrizione dalla registrazione sonora)
Facciamo un po’ di silenzio personale, a tu per tu con te, Gesu’: questi sono momenti importanti per aprirti mente e cuore.
Ti ringraziamo, Signore, che sei qui con noi. Ci hai chiamati tu, a essere qui, ci hai chiamati con la tua Mamma a essere qui, non solo come singoli, ma come famiglie, con nel cuore le famiglie. Ci sentiamo famiglia con Te. Dobbiamo ritemprarci come famiglia tua, partecipi della grande famiglia del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo, figli tuoi, o Padre!
Hai mandato il tuo Santo Spirito. Rinnovalo in questa giornata di convegno delle Famiglie di Maria, su noi, sulle famiglie, sul mondo intero. In questÕanno della fede, vorremmo ritemprarci ed essere luce anche per gli altri. ComՏ bello appartenere, da figli, alla famiglia tua! Ecco Gesu’, Siamo qui, per capire che Tu sei qui veramente presente, sei quel Dio, che ha fatto famiglia per l’eternita’ con l’umanita’.
Grazie Signore! Ti adoriamo.
Canto: “Ti adoriam Ostia Divina”
Continuiamo a pregare con quello che la Madonna ci ha messo in mano: il S Rosario.
Pregheremo i misteri gaudiosi, proprio i misteri in cui, pi che mai, si vede la famiglia umana plasmata, lavorata dalla famiglia divina. Vediamo come una creatura umana diventa madre di Dio, vediamo come la famiglia umana, la famiglia di Nazareth, emblema di ogni famiglia umana secondo il progetto di Dio, diventa tabernacolo della S.S. Trinita’.

SANTO ROSARIO

O Dio vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto!
Gloria
Santa famiglia di Nazareth, prega per noi.
Maria, madre delle famiglie, prega per noi.
Famiglie sante, pregate per noi.
Riflettiamo sulla Parola di Dio.
Il Papa ci invita a prendere in mano il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Riflettiamo sulla famiglia che rispecchia l’unita’ di Dio, che e’ uno e trino: Dio le chiede di essere “una carne sola”.
LA PAROLA DI DIO
Dal libro della Genesi (2,22-24)
Il Signore Dio plasmo’ con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: “Questa volta essa e’ carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa.
La si chiamera’ donna, perche’ dall’uomo e’ stata tolta”.
” Per questo l’uomo abbandonerˆ suo padre e sua madre e si unirˆ a sua moglie e i due saranno una sola carne.
LA PAROLA DELLA CHIESA
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 1644)
L’amore degli sposi esige, per sua stessa natura, l’unita’ e l’indissolubilita’ della loro comunita’ di persone che abbraccia tutta la loro vita: “Cos“ che non sono piu’ due, ma una carne sola” (Mt19,6).
304 Essi “sono chiamati a crescere continuamente nella loro comunione attraverso la fedelta’ quotidiana alla promessa matrimoniale del reciproco dono totale”.
305 Questa comunione umana e’ confermata, purificata e condotta a perfezione mediante la comunione in Cristo Gesu’, donata dal sacramento del Matrimonio. Essa si approfondisce mediante la vita di comune fede e mediante l’Eucaristia ricevuta insieme.
Canto
E’ importante per noi fare un po’ di silenzio. Ad ogni mistero recitiamo insieme: Pater , Ave, Gloria.
PRIMO MISTERO DELLA GIOIA:
contempliamo l’annuncio dell’Angelo a Maria: il mistero della famiglia umana e’ tutto concentrato qui! Dio e l’uomo, in Maria, hanno fatto una sola famiglia. La S.S. Trinita’ ha preso dimora in un famiglia umana, la Divinita’ ha preso dimora in una mamma umana: Maria. La paternita’ di Dio e la maternita’ di Maria, la divinita’ e l’umanita’ sono ormai congiunte per l’eternita’.
E’ qui tutto il mistero! Dio si e’ incarnato: il creatore e la creatura, l’immortale e il mortale sono una cosa sola e Gesu’ questo ha portato avanti fino alla morte in croce. Grazie, Mamma, perchŽ ci hai donato Dio come papa’, fratello, sorella, amico piu’ grande, che ci sostiene nel nostro cammino personale e familiare.
Pater, Ave, Gloria
Canto: Ave Maria
Santa famiglia di Nazareth, prega per noi.
Maria, madre delle famiglie, prega per noi.
Famiglie sante, pregate per noi.

Riflettiamo sul cammino da fare nella vita personale e familiare: e’ il progetto di Dio che ci dice: “Crescete e moltiplicatevi”
LA PAROLA DI DIO
Dal libro della Genesi (1,27-28)
E Dio creo’ l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creo’; maschio e femmina li creo’. Dio li benedisse e Dio disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra”.
LA PAROLA DELLA CHIESA
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica (1653-1654)
La fecondita’ dell’amore coniugale si estende ai frutti della vita morale, spirituale e soprannaturale che i genitori trasmettono ai loro figli attraverso l’educazione. I genitori sono i primi e principali educatori dei loro figli In questo senso il compito fondamentale del matrimonio e della famiglia e’ di essere al servizio della vita .I coniugi ai quali Dio non ha concesso di avere figli, possono nondimeno avere una vita coniugale piena di senso, umanamente e cristianamente. Il loro matrimonio puo’ risplendere di una fecondita’ di carita’, di accoglienza e di sacrificio.
SECONDO MISTERO GAUDIOSO:
contempliamo Maria Santissima che va a visitare l’anziana cugina Elisabetta
Due mamme, tutte due gestanti: sesto mese di gravidanza, primi giorni di gravidanza. In quel mistero Dio si rivela, si rivela nella vita che sta nascendo nel grembo materno. E’ Dio che ci chiama alla vita,che ha chiamato ciascuno di noi alla vita. Che mistero grande! Noi non siamo nati per caso, noi siamo nati per l’amore di Dio, anche quando l’amore umano e’ distratto, e’ superficiale, anche quando non da peso a quello che fa per far nascere la vita, anche quando la vita viene soppressa (Ée per questo noi preghiamo!)
L’amore di Dio diventa concreto nella famiglia, anche al di la’ del solo fisico, con la cura e l’educazione dei figli, con il lavoro, con i sacrifici e soprattutto con l’amore e l’affetto che ogni giorno danno i genitori.
L’amore infinito di Dio si esprime nell’amore e nell’affetto che i genitori danno ai figli e che circola tra di loro. Lo vediamo in queste due mamme che si incontrano con i loro figli e si trasmettono l’amore di Dio, che diventa gia’ fattivo nel piccolo Giovanni, che, stando nel seno materno, non sa balbettare ancora le prime parole per annunciare che Gesu’ e’ presente, ma parla ancora di piu’ con il suo sussultare nella pancia della mamma, perche’ gia’ Dio si e’ fatto sentire al grande profeta che lo annuncera’.
Entriamo dentro al mistero d’amore che Dio ci ha donato. L’amore diventa diffusivo: una persona contagia l’altra, nel far nascere Dio nei cuori, come  successo a Maria ed Elisabetta. Preghiamo perche’ le famiglie diventino diffusione dell’amore, del progetto di Dio: gli uni per gli altri e per tutta la societˆ.
Pater, Ave, Gloria
Canto: Ave Maria
Santa famiglia di Nazareth, prega per noi.
Maria, madre delle famiglie, prega per noi.
Famiglie sante, pregate per noi. Questo terzo momento lo dedichiamo alla riflessione sulla famiglia palestra dÕamore
LA PAROLA DI DIO
Dalla prima lettera di San Giovanni Appostolo ( 1 Gv4,11-13)
Carissimi, se Dio ci ha amati cos“, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui e’ perfetto in noi. In questo si riconosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo spirito.
LA PAROLA DELLA CHIESA
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica (1642)
Cristo e’ la sorgente di questa grazia. “Come un tempo Dio venne incontro al suo popolo con un patto di amore e di fedelta’, cos“ ora il Salvatore degli uomini e Sposo della Chiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del Matrimonio”. Egli rimane con loro, da’ loro la forza di seguirlo prendendo su di se’ la propria croce, di rialzarsi dopo le loro cadute, di perdonarsi vicendevolmente, di portare gli uni i pesi degli altri, di essere “sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo” e di amarsi di un amore soprannaturale, delicato e fecondo. Nelle gioie del loro amore e della loro vita familiare egli concede loro, fin da quaggiu’, una pregustazione del banchetto delle nozze dell’Agnello.
TERZO MISTERO GAUDIOSO:
contempliamo la nascita di Gesu’.
Dio grande, che si e’ incarnato nel seno di Maria, si fa vedere, non nella forza, non nel potere umano, ma nella piccolezza, nel nascondimento, nellÕumilta’. Dio sta con noi e ha scelto una casa, un ambiente di passaggio , povero, dove anche gli animali possono trovare riparo. Dio ha fatto famiglia con tutti, non solo con quelli che stanno meglio. Quella grotta mi richiama un altro momento in cui Gesu’ fa famiglia con tutti: la croce. Li’ fa famiglia anche con due che sono stati condannati a morte. A quello che crede in lui dice: “Oggi sarai con me in Paradiso”.
La famiglia ha sempre Dio con se’: Dio fa famiglia con lei e mai dimenticare che questa famiglia con Dio non si ferma piu’. Tutti i problemi finiscono, i problemi che oggi ti sembrano grandi, tutti finiscono. Quello che non finisce e’ la casa in cui tu sei in pellegrinaggio. Ti aiuta ad arrivare, a portare tuo marito, i figli, o viceversa, nella vera casa, quella che non e’ di passaggio: il cuore del Padre.
Pater, Ave, Gloria
Canto: Ave Maria
Santa famiglia di Nazareth, prega per noi.
Maria, madre delle famiglie, prega per noi.
Famiglie sante, pregate per noi. La famiglia e la Chiesa a questo punto sono della stessa pasta: famiglia piccola chiesa
LA PAROLA DI DIO
Dalla lettera di San Paolo ai Colossesi (3,12-14)
Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltˆ, di mansuetudine, di pazienza. Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, cosi’ fate anche voi. Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell’amore che e’ il vincolo della perfezione.
LA PAROLA DELLA CHIESA
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica (1643)
“L’amore coniugale comporta una totalita’ in cui entrano tutte le componenti della persona – richiamo del corpo e dell’istinto, forza del sentimento e dell’affettivita’, aspirazione dello spirito e della volontˆ -; esso mira a una unita’ profondamente personale, quella che, al di la’ dell’unione in una sola carne, conduce a non fare che un cuore solo e un’anima sola; esso esige l’indissolubilita’ e la fedeltˆ della donazione reciproca definitiva e si apre sulla fecondita’. In una parola, si tratta di caratteristiche normali di ogni amore coniugale, ma con un significato nuovo che non solo le purifica e le consolida, ma anche le eleva al punto da farne l’espressione di valori propriamente cristiani”
QUARTO MISTERO GAUDIOSO:
contempliamo la presentazione di Gesu’ Bambino al Tempio, s“, proprio al tempio!
La famiglia, piccola Chiesa, deve avere dei momenti di fonte e di celebrazione, culminanti nella grande famiglia, che e’ la Chiesa. Se la famiglia cristiana non vive dell’Eucarestia, non si rapporta con le altre famiglie, con il sacerdote, con tutti gli altri cristiani battezzati, si perde. La Famiglia di Nazareth ci insegna che, addirittura con Gesu’ Bambino in casa, escono fuori, per andare al Tempio. Hanno Dio, c’e’ bisogno di andare al Tempio? Eppure ci sentiamo dire: “Io, Dio, sono entrato in una famiglia umana e vi ho indicato la strada giusta, per vivere da famiglie umane! Senza il rapporto con la Chiesa la vostra famiglia si stacca da Dio e non vive bene neanche la vita umana, sociale”.
Preghiamo, perchŽ tanti battezzati hanno perduto oggi questo legame con la Chiesa e lo ritrovino personalmente e come famiglie.
Pater, Ave, Gloria
Canto: Ave Maria
Santa famiglia di Nazareth, prega per noi.
Maria, madre delle famiglie, prega per noi.
Famiglie sante, pregate per noi. Concludiamo questo ultima riflessione con te, Mamma Celeste, che ci aiuti a riflettere sulla famiglia, prima scuola di vita.
LA PAROLA DI DIO
Dal Libro dei Proverbi (1,8-9)
Ascolta, figlio mio, l’istruzione di tuo padre e non disprezzare l’insegnamento di tua madre, perchŽ saranno corona graziosa sul tuo capo e monili per il tuo collo.
LA PAROLA DELLA CHIESA
Dal Catechismo della Chiesa Cattolica (1656-1657)
E’ in seno alla famiglia che “i genitori devono essere per i loro figli, con la parola e con l’esempio, i primi annunciatori della fede, e assecondare la vocazione propria di ognuno, e quella sacra in modo speciale”. E’ qui che si esercita in maniera privilegiata il sacerdozio battesimale del padre di famiglia, della madre, dei figli, di tutti i membri della famiglia, “con la partecipazione ai sacramenti, con la preghiera e il ringraziamento, con la testimonianza di una vita santa, con l’abnegazione e l’operosa carita”.
Il focolare e’ cosi’ la prima scuola di vita cristiana e “una scuola di umanitˆ pi ricca”
QUINTO MISTERO:
contempliamo Gesu’ ritrovato, dopo tre giorni, nel tempio di Gerusalemme
Che mistero! Pensate un po’! Gesu’, che da’ lo sfratto a tutti quanti, anche alla sua famiglia! In mezzo ai dottori, lo ascoltavano e Lui li interrogava con una profondita’ di conoscenza del piano di Dio, della Bibbia, che neanche i dottori, meravigliati, avevano. Eppure, ecco il mistero: dopo questo piccolo sfratto breve breve, dopo questo piccolo annuncio, che Gesu’ da di se stesso, torna alla vita normale. Come quando con gli apostoli e’ andato sul monte, ha fatto vedere che e’ Dio, che risorgera’, poi la maggior parte della sua vita e’ stata come la nostra: umile vita normale.
Ecco il mistero! Gesu’ da un indirizzo appena appena accennato in quell’avvenimento, lo smarrimento nel tempio, e poi ritorna nella casa di Nazareth, alla vita quotidiana, ma e’ lui, Dio con noi. Ecco la famiglia scuola di vita! Non dimentichiamoci, che proprio nella vita quotidiana Dio si nasconde alla grande! Ascoltiamolo meglio, lasciamoci guidare meglio!
Le indicazioni del Catechismo sono state ben chiare prima. Adesso preghiamo perche’ le famiglie vivano cosi’.
Pater, Ave, Gloria
Canto: Ave Maria
Santa famiglia di Nazareth, prega per noi.
Maria, madre delle famiglie, prega per noi.
Famiglie sante, pregate per noi. Madre di Dio e Madre nostra, vogliamo in questo momento, in modo solenne, consacrare le famiglie a te con la “Salve Regina”
Testo latino

Salve, Regina, Mater misericordiae,
vita, dulcedo, et spes nostra, salve.
Ad te clamamus, exsules filii Evae,
ad te suspiramus, gementes et flentes
in hac lacrimarum valle.
Eia ergo, advocata nostra, illos tuos
misericordes oculos ad nos converte.
Et Jesum, benedictum fructum ventris tui
nobis, post hoc exilium, ostende.
O clemens, O pia, O dulcis Virgo Maria

Testo in italiano
Salve, Regina, Madre di misericordia;
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A Te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a Te sospiriamo, gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Ors dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi
tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Ges,
il frutto benedetto del Tuo seno.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria!
Preghiamo in unione con tutta la Chiesa, preghiamo secondo le intenzioni del Santo Padre, perche’ specialmente in questo anno della fede, la fede si risvegli nelle famiglie
Padre, Ave ,Gloria
E’ poi seguita la Benedizione Eucaristica

TESTIMONIANZE

DA TERNI: PREGANDO CON GLI ANZIANI

Testimonianza di Clara, a nome di coloro sono impegnati, a Terni, nei cenacoli presso le seguenti Case di Riposo: Tiffany, Villa Vittoria, Villa Giulia

Siamo quattro persone che, da un anno circa si portano presso la casa di riposo Villa Vittoria, dopo aver ascoltato la testimonianza di Brunella, che aveva iniziato a creare un cenacolo a Villa Giulia. Perche’ rivolgersi agli anziani?

Gli anziani sono ricchi di esperienza e molto spesso anche di profonda fede, che, data lÕeta’, puo’ sembrare affievolita. Cercare di ritirare fuori questo enorme patrimonio che gli anziani hanno, pregare con loro e aiutarli a risvegliasi alla fede, che hanno avuto da giovani, e’ uno degli aspetti pi soddisfacenti di questa iniziativa. Ci sono degli anziani che non si sentono neanche tanto bene, ma quando sentono le nostre canzoni, che facciamo insieme, e le preghiere, quasi hanno come un risveglio e partecipano.

Risvegliare gli anziani alla preghiera, credo sia un grandissima risorsa per l’umanita’ e per noi e’ molto importante, non ultimo per l’affetto che si crea. Quando ce ne andiamo ci salutiamo con un bacio, uno per uno e non vi dico la commozione che c’e’, in loro ed in noi e noi siamo loro molto grati di questa grande ricchezza che ci danno.

DA TERNI

Brunella ci racconta che, 25 anni fa fece, un pellegrinaggio a Medjugorje e li’ scopri’ la fede. Subito dopo quel pellegrinaggio, ebbe la figlia Benedetta e la consacro’ subito alla Madonna. Questa figlia e’ cresciuta molto bene, ha dato alla famiglia tante soddisfazioni. Non ultima la gioia della laurea conseguita con 110 e lode all’Universitˆ Cattolica di Milano, dove la ragazza e’ riuscita a mantenersi da sola con le borse di studio.

Subito dopo aver conseguito la laurea, ha dato alla famiglia il seguente annuncio: “Nel giorno in cui compir˜ i miei 24 anni, il prossimo 11 Ottobre, entrero’ in convento e mi far˜ suora di clausura.” Nonostante la fede, nonostante le preghiere che i genitori avevano rivolto al Signore ed alla Mamma Celeste, perche’ questa figlia seguisse la strada che Dio le indicava, mamma Brunella e papa’ Domenico, sono stati colti di sorpresa ed hanno dovuto combattere con mille paure. La preghiera, pero’ li ha aiutati. Il Signore e’ venuto in loro soccorso. Proprio in un nuovo pellegrinaggio a Medjugorje insieme alla figlia, sono riusciti ad accogliere la scelta di Benedetta e, davanti al sacerdote, sulla collina delle apparizioni, l’hanno consegnata simbolicamente alla Mamma Celeste.

Dopo l’entrata in convento di Benedetta, e’ morta la mamma di Domenico e la ragazza non e’ potuta uscire per il funerale. Brunella, nel giorno del Convegno, ci ha letto una bellissima lettera, che Benedetta ha scritto alla nonna in quell’occasione.

DA MAGLIANO SABINA

Mi chiamo Antonia e sono qui con mio marito Pierino e altri amici. Apparteniamo alle “Famiglie di Maria” di Magliano Sabina. Il nostro gruppo  nato circa otto anni fa. Inizio’ con tre persone, che sentivano il bisogno di riunirsi la sera per dire il rosario.

Poi una nostra amica ci disse che esisteva una vera e propria associazione chiamata “Le Famiglie di Maria”, che poteva interessarci. Ci spiego’ come pregava e per che cosa pregava. Decidemmo di unirci anche noi, perche’ le nostre famiglie necessitano di preghiere, specialmente in questo periodo cos“ difficile. Pian piano il gruppo si e’ allargato e, da tre che eravamo, ora siamo circa 20 persone. Speriamo che con l’aiuto di Maria, la nostra Mamma Celeste, possiamo allargare ancora di piu’ il nostro gruppo, che ogni martedi’ sera dedica il suo tempo per la famiglia vera.

DA MONACO

Teresa abita a Monaco e ci racconta come “Le famiglie di Maria” sono sbarcate a Monaco.

Maria Regina delle famiglie, prega per noi e continua ad accompagnarci! Grazie a tutti quelli che pregano con Maria Preghiamo per quelli che non riescono a pregare.

Un giorno Graziella mi disse che, andando a Medjugorje e pregando per la sua famiglia, senti’ qualche cosa dentro di se’ e capi’ che Maria le diceva: “Affidami la tua famiglia e tu affidati a me e fai il tuo cammino di fede se-re-na-mente.”

Fu questo il momento focale, il fulcro di questo bellissimo nuovo incontro con CHE COSA? Con la mia fede, probabilmente con questo bellissimo dono che mi e’ stato fatto con il battesimo. E ancora adesso pregate per la mia fede, che sia forte, perche’ vacilla tanto, soprattutto dopo che ho accettato, a 24 anni, di sposarmi con un……Io pensavo di non partire mai dalla mia casa. E’ un’oasi francescana

Non avrei mai pensato di lasciare il mio mondo, la mia famiglia di origine. Avevo una famiglia meravigliosa, facevo parte dell’Azione Cattolica, di un tradizionale modo nostro umbro soprattutto, bello, privilegiato, di vivere una fede autentica e ho scoperto una realta’ che non conoscevo per niente, un mondo nuovo. Alla fine di un lungo percorso, siamo sbarcati a Monaco. Soltanto pochi anni fa, forse quattro o cinque, avevo scoperto una cosa bellissima, un apostolato di Giovanni Paolo II, che in seno alla nuova evangelizzazione mira a riportare la preghiera in famiglia. Portiamo delle icone della Madonna di Guadalupe di famiglia in famiglia, le facciamo sostare nelle famiglie. Ora ce ne sono 17.

Quando una famiglia riceve un’icona, sicuramente ci scappa qualche preghiera, fino a che ci arrivera’ anche il Santo Rosario. Da quando ho visto questo quadernino, faccio parte delle “Famiglie di Maria” (1) Portai con me un po’ ‘di questi foglietti, le brochure dell’Associazione e me ne sono servita per coinvolgere delle persone. Abbiamo pensato di iniziare a pregare non solo in Italiano, ma anche in francese, quindi abbiamo fatto tradurre questa preghiera in francese e ho cominciato a distribuirli.

Per me questo e’ stato fondamentale, perche’ noi avevamo un gruppo di preghiera e continuiamo a riunirci nella Chiesa di Saint Charles, chiesa centrale di Monaco. Ora il martedi’ mettiamo sull’altare il simbolo delle “Famiglie di Maria” e preghiamo come “Famiglie di Maria”. Di queste brochure, sparse per Monaco, ce ne sono un centinaio: 100 persone hanno accettato di pregare con noi, molte lo fanno magari in privato. Grazie e restiamo uniti nella preghiera.

Nota 1: nel dire “quadernino” si riferisce al libro in cui sono scritti i nomi delle famiglie che hanno aderito all’Associazione. Viene esposto, come segno, nelle nostre veglie di preghiera, accanto alla statua della “Madonna della Famiglia”

DA AVIGLIANO

Manuela e Fabio sono una giovane coppia, iscritta all’Associazione fin dall’inizio. Hanno partecipato al cenacolo che si riunisce in casa di Graziella e Carlo per alcuni anni, fino a che hanno abitato a Terni, poi si sono trasferiti ad Avigliano (TR) ed hanno formato un cenacolo a casa loro. Si sono inseriti attivamente nella nuova parrocchia ed hanno ricevuto, dalle mani del Vescovo della Diocesi di Todi-Orvieto, il “Ministero straordinario dellÕEucarestia”. Ecco la loro testimonianza fatta al Convegno

Un pensiero particolare a quelle famiglie che non hanno ancora figli o per le quali forse il Signore ha un altro piano. Abbiamo deciso di prendere il mistero straordinario dell’Eucarestia ci e’ venuto in mente di accogliere Gesu’ come hanno fatto i pastori, perche’ se accogliamo Gesu’, umanamente non avremo i figli, ma portando Gesu’, fonte della vita, potremo farlo nascere nei cuori, potremo esercitare la paternita’ e la maternita’ verso i fratelli. Per essere famiglia dobbiamo accogliere Gesu’ ed essere la grotta di Betlemme e allora saremo madre e padre. La famiglia che non ha figli e’ chiamata a dare la vita nella chiesa: siamo fratelli, ma anche figli.

Questa  invece la testimonianza scritta che ci hanno mandato.

“ACCIPITE ET MANDUCATE HOC EST CORPUS MEUM”

“PRENDETE E MANGIATE QUESTO E’ IL MIO CORPO.”

Nella volta sopra l’altare, della chiesa di san Nicolo’ in Montecastrilli, campeggia solenne questa scritta. E proprio in questo girono, nel quale, per grazia di Dio, riceviamo il dono del Ministero straordinario dell’Eucaristia, alzando gli occhi abbiamo letto la scritta che richiama il fedele al mistero eucaristico, al mistero di quellÕAmore incarnato in Cristo Gesu’ e donato al mondo attraverso il Pane degli angeli. Gesu’ ci invita alla sua mensa, alla mensa della Vita, di quella Vita che si fa piccola nel pane consacrato, per farci eterni nell’umano. Quando riceviamo Gesu’- Eucaristia, l’Eternita’ viene ad abitare in noi per fare Luce. Cosi’ come si proclama nel prologo del Vangelo di Giovanni: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Si e’ fatto Eucaristia per noi !!. E “la luce splende nelle tenebreÉ”, in noi, nelle nostre tenebre, nelle tenebre del nostro peccato, per dire che non c’e’ tenebra che tenga di fronte alla Sua Luce, perche’ la Sua e’ Luce di Salvezza. Gesu’ si degna di venire nella nostra umanita’, per trasformarla col Suo corpo eucaristico, affinche’ l’umano sia casa, tabernacolo umano del Divino.

Quando riceviamo la Santa Eucaristia, il Corpo del nostro Redentore Cristo Gesu’ in noi, facciamoci Suo luogo prediletto, rispondendo con il SI di Maria SS.ma e con una vita che si alimenta con il Vangelo, i sacramenti. Vedremo, allora, Cieli nuovi e Terra nuova, perche’ vedremo con i Suoi occhi. AccogliamoLo come fossimo la grotta di Betlemme, con la devozione degli angeli, la semplicita’ dei pastori che giungevano per incontrarLo; accogliamoLo con gli occhi di Maria e di Giuseppe. AccogliamoLo nel nostro cuore! Lui sara’ il nostro splendore, e noi la Sua Gloria nel mondo!.

Pregusteremo, fin d’ora, il banchetto delle nozze dell’Agnello.

Risplendi Gerusalemme!, diceva il canto d’ingresso; lo diceva a tutti noi! Risplendi o creatura del Suo Amore, che solo puo’ farti bella, come la Madre purissima, la Tota Pulchra!. Diciamo sempre Si al nostro Redentore, allo Sposo, avremo il Paradiso in noi, la Perla preziosa da donare ai fratelli, quel Cuore tenero di Dio che pulsa nella Santa Eucaristia!.

Manuela e Fabio

RITA DA ALVIANO

Faccio parte di un gruppo di Alviano. Abbiamo iniziato circa due anni fa, dopo aver pregato il rosario nel funerale di un nostro amico. Abbiamo deciso di continuare a vederci per pregare ogni settimana. Forse era una cosa gia’ preparata per noi, perche’ decidemmo di trovarci in chiesa ogni martedi’. Cominciammo con quattro o cinque persone e siamo diventati una ventina. Preghiamo per tutti i malati del mondo. Poi io e mia sorella abbiamo incontrato Graziella in un pellegrinaggio a Medjugorje, ci ha detto di questa preghiera per le famiglie e abbiamo aderito alle “Famiglio di Maria”. Ora il martedi’ preghiamo ancora per gli ammalati, ma concludiamo con lÕaffidare le famiglie a Maria, in unione con tutta l’Associazione, pregando quindi gli uni per gli altri. Poi vorrei dire una cosa che mi sta molto a cuore. La Mamma Celeste ci ha fatto una grazia. Nel nostro gruppo una nostra amica  stata colpita da un aneurisma, e’ stata in pericolo di vita, ma  stata salvata.

RELAZIONE DI AGGIORNAMENTO DI GRAZIELLA RASILE

Ho avuto la grazia di partecipare quest’anno al “Convegno Mondiale delle Famiglie” che si e’ tenuto a Milano alla fine di Maggio: si e’ trattato di un grande evento ecclesiale, nel quale e’ stato approfondito il tema della famiglia in tutti i suoi aspetti. E’ emersa alla grande la bellezza della famiglia secondo il progetto di Dio: la famiglia, comunita’ d’amore, che collabora con Dio nel proseguire l’opera della creazione. Proprio nella famiglia e’ riflessa l’immagine della S.S. Trinita’, che non e’ solitudine statica, ma eterna comunita’ d’amore generante, tra il Padre e il Figlio, nello Spirito Santo. Se noi vogliamo ammirare la bellezza di questa immagine rispecchiata qui sulla terra, basta che guardiamo una famiglia in cui tutti si vogliono bene, una famiglia in cui uno si dona all’altro, in cui ciascuno cerca la felicita’ dell’altro. Nel modo pi perfetto possiamo ammirarla realizzata nella Santa Famiglia di Nazareth.

Messo a punto questo ideale, nel Convegno di Milano  stata poi esaminata ed approfondita la realta’ che vive oggi la famiglia, con tutti i problemi che la riguardano. Chi non conosce la crisi che essa sta attraversando, in questa nostra societa’?

L’ Associazione delle “Famiglie di Maria” e’ nata proprio in questa situazione di difficolta’, ma e’ composta da persone che non si arrendono, ma vogliono impegnarsi per raggiungere l’ideale che il Signore ci propone: una famiglia felice secondo il Suo Cuore. Verso questo ideale vuole camminare, anche se nella realta’ contingente e’ costretta procedere con fatica ed a piccoli passi.

Siamo qui, perche’ ci siamo messi insieme, per aiutarci, per essere sostegno gli uni per gli altri. In questo cammino, non siamo soli: siamo insieme, perche’ siamo stati chiamati da una tenera Madre, che ci  venuta incontro, ci offre il suo aiuto e la sua guida e ci indica la strada: “Qualsiasi cosa vi dica mio Figlio Gesu’, fatela!”, perche’ li’ e’ la vostra felicita’. E Lui ci dice: “Chiedete e vi sara’ dato; cercate e troverete. Qualsiasi cosa chiediate al Padre nel mio nome, Egli ve la concedera'”. Ecco il mezzo fondamentale che ci ha indicato: la preghiera!

Ma quale preghiera? Come deve essere questa preghiera?

Per trovare la risposta a questa domanda, e’ bene che guardiamo un attimo dentro di noi, che ci chiediamo quale spinta ci ha portato ad unirci a “Le famiglie di Maria”? Se ripenso all’inizio, anche io e Rosy, nel primo impegno che abbiamo preso, pensavamo alla nostra famiglia personale, non pensavamo alle altre. Cosi’ quasi tutte le persone che si sono unite a noi, vengono e ci dicono: “La mia famiglia e’ lontana dalla fede”, oppure “La mia famiglia ha problemi, mi unisco alle “Famiglie di Maria”, cos“ voi pregate e spero che il Signore mi faccia la grazia”.

Siamo creature umane e questo e’ normale! La Madonna, come madre, ci conosce bene ed ha saputo e sa apprezzare qualsiasi piccola apertura del nostro cuore, per portarci piu’ avanti, farci crescere spiritualmente. Ma se Dio e’ Padre, se Gesu’ ci ha dato lei come Madre, noi siamo tutti figli della stessa famiglia ed e’ bello che abbiamo a cuore ciascuno il bene dell’altro. Ecco, la Madre ci chiede una preghiera aperta, da fratelli, che si sostengono l’uno con l’altro, che chiedono non solo per se stessi, ma per tutta la loro famiglia e per le famiglie degli altri.

Preghiamo, quindi l’uno per l’altro; ci sosteniamo reciprocamente con la preghiera.

Lo facciamo in modo particolare il martedi’, con il Santo Rosario, affidandoci insieme a Maria, anche da lontano, ma in tanti di noi si forma come un vestito, che ci portiamo sempre, la consuetudine di pregare sempre per tutti ed il cercarci nei momenti piu’ particolari, per condividere, sostenerci, camminare insieme.

L’Associazione comprende le realta’ pi varie: c’e’ la persona che prega da sola, nel silenzio, se non nel nascondimento, perche’ la sua famiglia e’ lontana e non comprende la fede; c’e’ chi ha la famiglia ferita dai problemi piu’ vari, e conosciamo le varie situazioni, comprese quelle della famiglia divorziata e ricomposta. C’e’ la famiglia che prega insieme. Se i figli sono piccoli e’ pi facile avere, nella giornata, momenti di preghiera comune, partecipare insieme alla Santa Messa domenicale o alle iniziative della parrocchia. Quando i figli sono grandi prendono le loro strade e allora rimangono i coniugi a pregare insieme, ma ricordiamoci che la coppia  il primo gruppo di preghiera.

Non e’ un caso che Gesu’ abbia detto: “Quando due si riuniscono nel mio nome io sono in mezzo a loro”. La coppia, se ha ricevuto il sacramento del matrimonio, ha anche delle grazie specifiche, che riceve da questo sacramento, come la possibilita’ di benedirsi, di benedire i figli, anche quando stanno lontano, di accompagnarli con la preghiera. Quindi, se c’e’ una persona con la quale dobbiamo cercare per primo la nostra collaborazione nel cammino della fede, questa e’ il nostro coniuge: con lui noi abbiamo deciso, davanti a Dio, di costruire il nostro percorso di vita, il nostro progetto di famiglia.

C’e’ poi chi desidera tangibilmente pregare insieme ai fratelli nella fede: ecco un frutto bello che la Madonna, nel nostro percorso, ci sta aiutando a raccogliere: il riunirsi, lÕincontrarsi, formando dei cenacoli nelle chiese e nelle famiglie. Pur apprezzando ogni forma di preghiera fatta insieme, quindi pur apprezzando il riunirsi nelle chiese, vorrei riflettere in particolare sull’incontrarsi per pregare nelle case, perche’ mi sembra che siano un aiuto maggiore, al fine di riportare la preghiera dentro le famiglie, come Maria ci suggerisce.

Nelle case, oltre a pregare insieme, abbiamo la possibilita’ di parlare, di condividere tra di noi le nostre esperienze. Riflettendo alla luce della Parola di Dio, possiamo chiarirci e testimoniarci la nostra fede, incoraggiarci nel cammino. Nelle case, quando ci si riunisce per pregare insieme, e’ piu’ facile coltivare un’amicizia che e’ fraternita’ e di questo abbiamo molto bisogno, perche’ la mentalita’ corrente ci fa credere che noi cristiani siamo una “razza” rara, quasi di altri tempi. Invece ci siamo, ma stiamo troppo nascosti, viviamo la fede in modo troppo individualistico.

Ecco il bisogno pi urgente: testimoniare con la vita il nostro essere cristiani!

Abbiamo gia detto come tanti di noi si siano accostati all’Associazione dai loro problemi. Alcuni, poi, si lamentano perche’ dicono che pregano da tanto tempo, ma non vedono ancora dei cambiamenti. I Tempi di Dio non sono i tempi nostri! Non possiamo pretendere di imporre a Lui degli obblighi secondo la nostra piccola testa! Il Signore vede piu’ ampio! Egli ha lo sguardo su tutta la vita di ciascuno di noi e sa come e quando utilizzare anche i nostri errori per portarci al Bene. Stiamo sicuri, che neanche la piu’ piccola preghiera viene da Lui dimenticata e tutto rimane impresso nel Suo Cuore! Lui che ha donato la sua vita per ciascuno di noi e ci dice: “Chiedete e vi sara’ dato”, come puo’ non ascoltare una preghiera cos“ legittima, come la conversione nostra e della nostra famiglia? Pur rimanendo coerente con la liberta’ che ci ha dato, sicuramente utilizzera’ tutti i momenti pi opportuni nella vita di ciascuno, per portarci a Lui!

E non dimentichiamo l’occhio amoroso della Mamma Celeste, che ci ha chiamato e ci accompagna!

Il progetto di cui facciamo parte non e’ nostro, ma Di Maria. Noi, per grazia, siamo stati chiamati a farne parte e, se da un lato ci viene richiesto il nostro contributo attivo, dall’altra siamo come spettatori di questo progetto che pian piano ci si svela nel suo evolversi anche in nuove forme, nuove esperienze, passi intermedi, in vista dell’ideale da cui siamo partiti ed al quale miriamo: riportare la preghiera nelle case, per arrivare alla famiglia che prega insieme e procede nella via della santita’.

Uno dei doni nuovi, che la Mamma Celeste quest’anno ci ha fatto, e’ la nascita di cenacoli in tre case di riposo di Terni. Sentiremo dalle protagoniste la bellezza di questa esperienza, ma possiamo intuire gia’ quanta ricchezza se ne possa trarre. Viviamo in una societa’ che sembra aver smarrito la strada. Tanti giovani sembrano ignorare l’aspetto spirituale della vita, richiamati da interessi molto contingenti. Le giovani famiglie, in una societa’ che impone ritmi di vita spesso travolgenti, si preoccupano di dare ai propri figli un gran benessere materiale, ma trascurano la loro formazione religiosa, che puo’ avvenire solo attraverso una fede vissuta dalla famiglia, inserita vivamente nella comunita’.

Anche giovani cresciuti in famiglie sane, travolti dalla mentalita’ comune, a volte abbandonano la Chiesa, ricorrono con facilita’ al divorzio, si formano dopo altre famiglie. Quanti di noi hanno tali sofferenze?

In questo quadro, il ruolo della persona anziana e’ fondamentale: e’ innanzi tutto una testimone della fede, poi ha tutto il tempo di pregare: per se, per preparasi bene all’incontro con il Signore, quando sara’ chiamata e per coloro che non pregano, puo’ essere un pilastro per la salvezza del mondo.

Il nostro e’ un tempo cruciale: abbiamo una grande responsabilita’, alla quale anche il Santo Padre ci richiama con la proclamazione dell’anno della fede, aperto lo scorso 11 ottobre. Questa responsabilita’ e’ proprio nella trasmissione della fede alle nuove generazioni, a cominciare da quelle che sono nelle nostre famiglie.

Ma come possiamo fare? Quello che abbiamo giˆ scritto nella lettera circolare che vi  giunta a casa: una sola cosa serve: convertiamoci noi, in prima persona! Intraprendiamo un serio cammino di fede! Facciamo trasparire la presenza di Gesu’ in noi! Viviamo con coerenza il nostro essere cristiani, testimoniando l’amore, la gioia, la capacita’ di accoglienza, il saper perdonare, il saper donare disinteressatamente. Non dimentichiamo che la Santa Eucarestia alla quale partecipiamo e la Comunione che riceviamo, ci trasforma in tabernacoli viventi e ci da la possibilitˆ di portare Gesu’, che  in noi, nelle nostre case. E’ Lui che agisce, e’ Lui che opera il cambiamento dei cuori.

Poi, teniamoci stretti a Maria e ascoltiamo quello che Lei ci dice: “Fate quello che Lui vi dirˆ” (Gv 2,5).

Questa frase, presa da Vangelo di Giovanni, e’ quella che Sua Eccellenza Mons. Vincenzo Paglia ci ha suggerito come base del nostro programma di questÕanno. Come sapete, da vescovo della Diocesi di Terni, e’ stato chiamato ad un incarico superiore: Presidente del Supremo Consiglio per la Famiglia. Mentre gli rivolgiamo i nostri affettuosi auguri, gli esprimiamo la nostra gratitudine, perche’ fin dal 2003, lui ha seguito e incoraggiato “Le famiglie di Maria”, partecipando ai nostri convegni annuali e indicandoci ogni anno una frase del Vangelo su cui riflettere e da mettere in pratica nella vita delle nostre famiglie. E’ stata per noi come una scuola, per crescere come Chiesa, come famiglie cristiane, guardando Maria. Non esiste difficolta’ umana che Lei non abbia incontrato, dalla non accoglienza, dalla vita di profuga con la sua famiglia, fino alla crocifissione del Figlio. Sempre ha vissuto di fede e di preghiera, nel Signore, pur nelle prove, in attesa che Gesu’ compisse la sua missione di salvezza dell’umanita’ per arrivare ad abbracciarlo Risorto e Vivo. Imitiamola!

Lei ci aiutera’ a valorizzare e riaccendere quelle scintille di fede che, anche se deboli, ci sono nelle famiglie, perche’ Dio ha posto la verita’ nel cuore dell’uomo e tutti, prima o poi, sentiamo che abbiamo bisogno di Lui e che solo in Lui troviamo le risposte che cerchiamo.