Lettera del Papa per l’Incontro Mondiale delle Famiglie

LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER IL IX INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE SUL TEMA:
“IL VANGELO DELLA FAMIGLIA: GIOIA PER IL MONDO”

[Dublino, 21-26 agosto 2018]

 

Al Venerato Fratello
Cardinale Kevin Farrell
Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita

Al termine dell’VIII Incontro Mondiale delle Famiglie, tenutosi a Filadelfia nel settembre 2015, annunciai che il successivo incontro con le famiglie cattoliche del mondo intero avrebbe avuto luogo a Dublino. Volendo ora iniziarne la preparazione, sono lieto di confermare che esso si svolgerà dal 21 al 26 agosto 2018, sul tema: “Il Vangelo della Famiglia: gioia per il mondo”. E riguardo a tale tematica e al suo sviluppo vorrei offrire alcune indicazioni più precise. È infatti mio desiderio che le famiglie abbiano modo di approfondire la loro riflessione e la loro condivisione sui contenuti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris laetitia.

Ci si potrebbe domandare: il Vangelo continua ad essere gioia per il mondo? E ancora: la famiglia continua ad essere buona notizia per il mondo di oggi?

Io sono certo di sì! E questo “sì” è saldamente fondato sul disegno di Dio. L’amore di Dio è il suo “sì” a tutta la creazione e al cuore di essa, che è l’uomo. È il “sì” di Dio all’unione tra l’uomo e la donna, in apertura e servizio alla vita in tutte le sue fasi; è il “sì” e l’impegno di Dio per un’umanità tanto spesso ferita, maltrattata e dominata dalla mancanza d’amore. La famiglia, pertanto, è il “sì” del Dio Amore. Solo a partire dall’amore la famiglia può manifestare, diffondere e ri-generare l’amore di Dio nel mondo. Senza l’amore non si può vivere come figli di Dio, come coniugi, genitori e fratelli.

Desidero sottolineare quanto sia importante che le famiglie si chiedano spesso se vivono a partire dall’amore, per l’amore e nell’amore. Ciò, concretamente, significa darsi, perdonarsi, non spazientirsi, anticipare l’altro, rispettarsi. Come sarebbe migliore la vita familiare se ogni giorno si vivessero le tre semplici parole “permesso”, “grazie”, “scusa”. Ogni giorno facciamo esperienza di fragilità e debolezza e per questo tutti noi, famiglie e pastori, abbiamo bisogno di una rinnovata umiltà che plasmi il desiderio di formarci, di educarci ed essere educati, di aiutare ed essere aiutati, di accompagnare, discernere e integrare tutti gli uomini di buona volontà. Sogno una Chiesa in uscita, non autoreferenziale, una Chiesa che non passi distante dalle ferite dell’uomo, una Chiesa misericordiosa che annunci il cuore della rivelazione di Dio Amore che è la Misericordia. È questa stessa misericordia che ci fa nuovi nell’amore; e sappiamo quanto le famiglie cristiane siano luoghi di misericordia e testimoni di misericordia; dopo il Giubileo straordinario lo saranno anche di più, e l’Incontro di Dublino potrà offrirne segni concreti.

Invito pertanto tutta la Chiesa a tenere presente queste indicazioni nella preparazione pastorale al prossimo Incontro Mondiale.

A Lei, caro Fratello, insieme ai suoi collaboratori, si presenta il compito di declinare in modo particolare l’insegnamento di Amoris laetitia, con cui la Chiesa desidera che le famiglie siano sempre in cammino, in quel peregrinare interiore che è manifestazione di vita autentica.

Il mio pensiero va in modo speciale all’Arcidiocesi di Dublino e a tutta la cara Nazione irlandese, per la generosa accoglienza e l’impegno che comporta ospitare un evento di tale portata. Il Signore vi ricompensi fin d’ora, concedendovi abbondanti favori celesti.

La Santa Famiglia di Nazareth guidi, accompagni e benedica il vostro servizio e tutte le famiglie impegnate nella preparazione del grande Incontro Mondiale di Dublino.

Dal Vaticano, 25 marzo 2017

FRANCESCO

 

Incontro Annuale 5 Giugno 2004

 Sabato 5 Giugno, nella Cattedrale di Terni, si è tenuto il convegno annuale 2004.

QUARTO ANNIVERSARIO DALLA NASCITA E TERZO CONVEGNO ANNUALE

2004_incontroIl Movimento nacque, infatti, nei primi giorni di Giugno dell’anno 2000.

E’ bello ricordare che iniziò con un semplice patto di preghiera tra due persone, che volevano aiutarsi reciprocamente, per affidare con più forza le proprie famiglie a Maria, fu condiviso subito da un gruppetto di amici e si estese poi  a tante e tante famiglie. Tuttora seguita ad estendersi  sempre di più : non c’è mai stato un  mese nel quale non siano giunte nuove adesioni.

Chi poteva immaginare tutto questo? Le cose che stanno succedendo, le tante belle esperienze che ha messo in moto questo semplice patto di preghiera reciproca,  ci dicono chiaramente che  non è opera nostra. Ringraziamo la Mamma Celeste che ci ha chiamato, ci chiama a collaborare con Lei in un progetto che si rivela sempre più grande e sempre più bello.

Il Movimento comprende oggi oltre 2350 famiglie regolarmente iscritte, più molte altre che ne  praticano l’impegno di fondo, senza aver formalizzato l’iscrizione.

Hanno partecipato al convegno famiglie, o rappresentanti di famiglie, della Diocesi di Terni- Narni- Amelia, delle province di Terni e Perugia, di Campobasso, di Roma, di Milano.

Sono state accolte da Sua Eccellenza Mons. Vincenzo Paglia, che ha rivolto loro parole di apprezzamento per quello che stanno facendo e di incoraggiamento ad andare avanti. Il Vescovo ha iniziato il suo discorso commentando la frase degli Atti degli Apostoli che era stata scritta sul ricordino, poi consegnato ai partecipanti:

“Tutti gli Apostoli erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la Mamma di Gesù e con i fratelli di Lui” (At 1,14)

Ha ribadito l’importanza e la forza  della preghiera, specialmente se fatta insieme. Ha detto che queste famiglie, che si uniscono nella preghiera, pur stando fisicamente distanti l’una dall’altra, formano come un grande cenacolo, che abbraccia il mondo intero. Cenacolo che rende possibile una nuova Pentecoste, perché lo Spirito Santo scende proprio quando le persone si riuniscono insieme. Le ha esortate ad essere luce per il mondo di oggi e a diventare il cuore delle proprie città, il cuore che ama, il cuore che prega, il cuore che si intenerisce, il cuore che si sa commuovere.

La catena del Rosario, ha detto, sia l’unica catena che ci leghi a Dio e tra di noi. Ha aggiunto che il Movimento delle “Famiglie di Maria” non è nato per caso, ma per volontà di Dio, è voluto da Dio e si è allargato per volontà di Dio.

Dopo l’omelia del Vescovo, la coordinatrice del Movimento, Graziella Rasile, ha tenuto una relazione di aggiornamento, per presentare un quadro delle esperienze dell’ultimo anno. Ha precisato che, anche se l’impegno specifico  che è stato dato è il Rosario del Martedì, da pregare possibilmente in famiglia, altrimenti anche da soli, spontaneamente si sono formati tanti gruppetti di persone che ogni martedì si riuniscono per pregare insieme o nelle case, tra amici, presso malati, presso anziani o nelle chiese.

Nella Cattedrale di Terni, ogni secondo sabato del mese, l’assistente spirituale del Movimento, Don Francesco Paolo Vaccarini, tiene un incontro di formazione e di preghiera per tutti coloro che possono parteciparvi. Le sue omelie, registrate e poi trascritte, vengono poi diffuse tramite il sito internet wwwfamigliedimaria.it, in modo che possano usufruirne anche coloro che abitano lontano.

Dopo la relazione di aggiornamento ci sono state molte testimonianze. Alcune  famiglie hanno raccontato come  l’amore del Signore, la fiducia nella Provvidenza, la guida di Maria, siano la base della loro vita ed i motivi della loro serenità. Una coppia di  fidanzati, pronti a sposare il 13 giugno, ha  manifestato il desiderio di formare una famiglia veramente cristiana, perché solo nel Signore ci può essere la vera felicità. Una famiglia  divisa,  dopo tre anni ha ritrovato l’unità ed ha raccontato come nella preghiera e nel perdono ha potuto ricomporsi. Famiglie spezzate, coniugi abbandonati dall’altro o dall’altra, hanno testimoniato come la fede li ha aiutati a trovare la pace anche nella sofferenza  e come il credere nel matrimonio come sacramento, ti porta a pregare per la conversione e per la salvezza di chi ti ha abbandonato.

Hanno poi parlato alcune persone impegnate nel portare avanti un gruppo: Amalia di Campobasso, presente con un pullman di circa 60 persone, ha spiegato che nella sua città e dintorni, “Le Famiglie di Maria” sono ormai molte, si sentono spiritualmente  unite tra di loro ed a tutti gli aderenti al Movimento  e contano sulla forza della preghiera reciproca. Analogamente hanno parlato Anna Di Montecchio, Giuseppina di Poli (RM) e altri rappresentanti che guidano il Rosario del Martedì nelle chiese parrocchiali.

Il convegno è proseguito con  il Santo Rosario, nel quale Don Francesco, secondo il metodo che sta cercando di introdurre, ha guidato la meditazione sui brani del Vangelo delle domeniche del mese, ed è terminato con la celebrazione della Santa Messa.

Omelia di sua Eccellenza Monsignor vincenzo Paglia

Scrivono gli “Atti degli Apostoli”che dopo  l’Ascensione, i discepoli erano raccolti insieme in preghiera, perseveranti, nel Cenacolo, assieme alla Madre di Gesù. E’ l’immagine di come deve essere la Chiesa  di sempre e quella di oggi.

Ero bambino, io ricordo, e mi è rimasta impressa questa frase, era in latino.

Essere perseveranti nella preghiera è il vostro compito; la fedeltà, sempre, ed essere assidui insieme, anche questo è un po’ il vostro compito; seppure separati, a volte anche una persona sola, spesso in gruppetti, ma tutti uniti, come in una cattedrale ideale, come in un cenacolo ideale, perché la preghiera abbatte le mura, abbatte le distanze, abbatte i burroni: è più che un’autostrada.

La preghiera ci unisce tutti e oggi quello che fate a Terni, non è affatto diverso da quello che fate sempre: è sempre così. Quando la  Chiesa si raduna in preghiera, è il momento della discesa dello Spirito Santo. La Pentecoste, la discesa dello Spirito, non avviene quando ognuno se ne sta per conto suo. Non è una specie di magia che capita quando te ne stai da solo. La Pentecoste, lo Spirito Santo, avviene sempre quando i discepoli sono riuniti. Sempre così.  Riuniti anche come fate voi.

Per questo sono contento che nell’immaginetta che vi verrà consegnata è riportata questa frase degli “Atti degli Apostoli”, perché il Signore, alla preghiera fatta insieme dona una  forza tutta particolare. Dice: Ma non è uguale se uno prega da solo o prega insieme?

Io non lo so. Gesù ci ha detto che quando  alcuni si mettono insieme a pregare la preghiera è irresistibile, neanche il Signore resiste. Se l’ha detto Lui io ci credo, visto che Lui è quello che devo ascoltare.

Ecco perchè quello che voi fate risponde pienamente alla  volontà di Gesù, alla volontà della  chiesa ed è per  questo che io sono venuto qui, per dirvelo.

Sono contento che siete venuti anche da varie parti, perché lo Spirito annulla le distanze, ci rende beneventani con i Beneventani, milanesi con i Milanesi, iracheni con gli Iracheni, israeliti e palestinesi con Israeliti e Palestinesi, senza nessuna differenza. Noi siamo fratelli e sorelle di  tutti, nessuno escluso, perché tutti sono figli di Dio, tutti.

Ecco perché la preghiera che voi fate ha una forza assoluta.

Nessuno può resistere alla vostra preghiera, alla nostra preghiera. Per cui noi chiediamo tutto a Dio. Voi dovete chiedere tutto, tutto.

Che cosa? Dicevo prima al Parroco di qua, che si chiama Don Carlo, che fa 50 anni di sacerdozio… dovete pregare pure per Don Carlo. Auguri, Don Carlo!

Lui non lo sapeva eh! E’ il classico scherzo da vescovo.

Dovete pregare  certo, come lo fate, per voi, per le vostre famiglie…, ma allargate, perché siete potentissime e potentissimi, dovete pregare per la fine della guerra, dovete pregare perché la gente abbia pane in Africa, dovunque. Voi non avete nessun confine, nessuno.  E siete più forti di tutti.

Ecco perché queste “Famiglie di Maria”, (o questa “Famiglia di Maria”, va bene uguale) è benedetta. E’ benedetta certamente dai vostri cari, che sono come la prima frontiera della  preghiera, dentro casa: i mariti, i figli, le nuore, i suoceri,  le suocere, mettiamo tutti. Questa è la  nostra prima frontiera e fate bene. Ma di frontiera in frontiera, voi dovete raggiungere gli estremi confini della terra, perché questo è quello che Dio disse, che Gesù disse agli apostoli quel giorno di Pentecoste, anzi glielo disse il giorno di Pasqua, il giorno dell’Ascensione…”Andate fino agli estremi confini della terra”.

Questa è la vostra missione, è il compito che Dio vi affida, perché, se avete fede come un granello di senape, potete dire a questo monte: –  Spostati – e quello si sposterà. Se avrete fede, i monti della diffidenza nostra e dei nostri cari saranno appianati; se avete fede, le montagne di odio che generano guerra e violenza,  saranno spazzate via; se avete fede, i fossati di indifferenza che separano gli uni dagli altri peggio degli oceani saranno colmati; se avete fede, il Paradiso comincia già qui.

Ecco perché questa vostra preghiera, questa vostra perseveranza, questa vostro essere uniti tutti insieme… E’ nato così questo vostro incontro, come per caso… O Dio, a noi sembra per caso, a noi…. Nato allora non per caso, ma per ispirazione di Dio, quindi voluto da Dio, si è allargato per volontà di Dio. E’ un tesoro prezioso che voi non dovete solo contemplare, ma allargare e far fruttare.

Io sono particolarmente contento  nel vedervi oggi qui. Voi lo sapete. Ho voluto.

Non so se la Cattedrale di Terni possiamo immaginarla come il cenacolo delle Famiglie di Maria…Perchè no?  Perchè no?

E’ esatto ! Anzi: è il cenacolo delle Famiglie di Maria

Ve lo dico, perché penso che, come la cattedrale è un po’ il cuore della chiesa, di ogni chiesa diocesana, io vorrei che voi foste davvero il cuore delle città dove voi state.

E il cuore è un cuore che batte, e un cuore che pulsa.

Racconta un’antica leggenda della Georgia che Dimitri, questo cristiano, mentre comprese che il suo paese e tutto il popolo erano nel buio, nell’oscurità e non sapevano dove andare, questo si strappò il cuore dal petto e se lo mise sulle mani e questo cuore divenne la luce, perché tutto il popolo uscisse dalle tenebre.

Voi siete il cuore delle vostre città, perché con la vostra preghiera gli uomini, le donne vedano la luce e camminino verso il Signore.

Uno potrebbe dire: Ma chi siamo noi di fronte a Bush? Che siamo noi di fronte ai grandi della terra?

Noi siamo quel cuore che si illumina , che riesce a far uscire dal buio la gente che non vede più.

Io vi auguro che il vostro rosario, questa preghiera che sgorga dal  vostro cuore, diventi davvero come una catena d’amore che lega tutti, una catena d’amore.

L’apostolo Paolo diceva: -Voi siete liberi da tutto, per essere schiavi di una cosa sola: dell’Amore

Il Rosario sia la catena , l’unica, che ci lega a Dio e a tutti .

Ecco  perché la vostra opera, la vostra preghiera è preziosissima per la chiesa di oggi, per il mondo di oggi e il  Signore gioisce  nel vedere che i suoi discepoli,  le sue discepole, che i suoi figli, continuano a pregare, continuano a stare insieme,  pur stando lontani; continuano a sentirsi pur tanto vicini pur tanto distanti, perché l’amore crea il miracolo della fraternità, che è il miracolo di un pezzo di paradiso che comincia già qui sulla terra.

Io sono particolarmente contento di questa giornata.

Che è il terzo convegno? O il quarto?

Intervento di Graziella: E’ il terzo convegno, ma il quarto anniversario della nascita. Anzi, c’è un episodio, che La riguarda, Eccellenza, e che prima o poi desideriamo raccontarle.

Sua Eccellenza: Vieni qua subito, che  mi piace sentirlo. Perché…. non lo sapevo.

Graziella: Chiedo scusa. E’ un momento, che teniamo nel cuore io e Rosy . Sua Eccellenza probabilmente non ci ha fatto caso, però per noi è stato un momento  molto importante. Eravamo tornate da Medjugorie ed avevamo appena appena messo a punto questo patto di preghiera. Sua Eccellenza venne a Casteldelmonte. Noi siamo della parrocchia di Santa Maria Regina, venne a Casteldelmonte per incontrare gli operatori pastorali della nostra  parrocchia.  Io  ero lì come catechista e Rosy come operatrice della Caritas. Eravamo piene, in quel momento, di questa voglia di coinvolgere le nostre famiglie, a cominciare dai mariti. Allora mi venne spontaneo dire a Sua Eccellenza: – Eccellenza, faccia qualcosa  per i nostri mariti, perché le nostre chiese sono piene di donne.

E Lui, proprio deciso, mi rispose: Signora, in Russia le nonne hanno conservato la fede!

Risposta del Vescovo

Allora, visto che siamo qui, ieri sera, oh Dio come si fa  a dire che deve rimanere segreto!?… Ieri sera io mi trovavo a Milano per un incontro molto importante e segreto tra… diciamo uno dei più alti rappresentanti della chiesa ortodossa di Mosca e un altro grosso rappresentante della chiesa italiana. Questo metropolita raccontava al cardinale esattamente questo: – A noi c’è stato proibito, durante il comunismo, tutto. Si poteva andare solo in chiesa, ma gli uomini che andavano in chiesa venivano  segnati.  Le uniche che potevano andare in chiesa senza problemi erano, più che le donne, le nonne.

Questo metropolita ha ridetto ieri, io lo sapevo già: Le nonne hanno salvato la chiesa nell’Unione Sovietica, con la loro preghiera.

Ecco perché ne sono convinto. Certo quanto mi piacerebbe che oggi fossa piena di mariti questa chiesa, figuratevi! In ogni caso, le donne hanno salvato e continuano a salvare anche la chiesa in Italia. Io non è che sono scontento quando vedo le donne in chiesa, anzi, sono contentissimo.

E  dico: La chiesa sarà salva. E vi aggiungo  un’altra cosa, care donne. Noi uomini purtroppo … Se voi leggete il  Vangelo, tutti e quattro i Vangeli, quelli della Passione, voi trovate che tutti e dodici i discepoli sono?

Risposta generale: Scappati!

Continua Sua Eccellenza: Tutti! Anzi anche nel Vangelo di Marco si parla di un ragazzetto… che scappò, ma lo presero, gli è rimasto il lenzuolo in mano. Tutti hanno tradito, eccetto le donne. Anche questo non è avvenuto per caso, non è avvenuto per caso.

Io non mi ricordo…

Graziella: Noi abbiamo detto: Se loro hanno fatto questo, forse qualche cosa possiamo fare anche noi.

Prosegue il Vescovo

E avete fatto bene. Quindi questo quarto anniversario mi coinvolge ancora di più. Quindi… a Roma si dice: sono incastrato, o, meglio, incatenato. Meno male!

Meno male. Io penso che c’è un aspetto, c’è un forza delle donne nella chiesa, c’è una forza. Certamente è quella della preghiera, certamente è quella di un calore che gli uomini non hanno. Quella di rendere la comunità più bella, più calda, che ci si preoccupa… Ma voi mi  sapete dire perché , a parte oggi che il mondo si sta imbarbarendo, ma perché le donne non hanno mai fatto la guerra e l’hanno fatta sempre gli uomini? Ci avevate pensato voi? Ma ci sarà stato un motivo. Perché voi siete depositarie della vita, voi fate la vita, non la guerra! Voi fate la pace! Ecco perché io sono convinto che questa missione che voi avete, che non esclude gli uomini ovviamente, anzi… Però resta un principio femminile, che un po’ poi è lo Spirito Santo, eh? Che è un po’ lo Spirito Santo, che è l’Amore. Ecco perché rappresentate un tesoro, dentro questa chiesa, dentro le chiese di cui fate parte, e siate davvero sempre il cuore di queste chiese, un cuore che prega, un cuore che ama, un cuore  che si intenerisce, un cuore che si commuove, un cuore  che sa voler bene. Ecco, questo è il  mio augurio, è la mia vicinanza per voi, ed è allora per dirvi che questa nostra Cattedrale, questa Cattedrale di Terni, sia la vostra cattedrale, la Cattedrale delle “Famiglie di Maria”.

Segue la benedizione delle corone da parte del Vescovo

Il Signore Iddio Onnipotente, per intercessione di Maria, Sua e nostra madre, benedica queste corone, perché siano la catena dolce che ci lega all’amore di Dio e all’amore tra di noi. Egli che vive e regna nei secoli dei secoli. Il Signore vi accompagni , sempre.

Volevo anche dire che forse la preghiera che fate qui, non so se il sabato o ogni martedì,  potrebbe essere trasmessa dalla radio diocesana, in modo che tutti… Ve l’ho detto, visto che non sapete dove ci porta, vi ci porto io, adesso. Vi mettete d’accordo, si può scegliere o il sabato o il martedì, in modo che alla radio diocesana si reciti il rosario per le famiglie.

Che il Signore vi accompagni sempre.

RELAZIONE DI GRAZIELLA RASILE

Ringrazio il Signore, che tramite la Mamma Celeste,  ci ha chiamato  e ci ha messo in comunicazione tra di noi , perché unissimo le nostre forze ed affidassimo a Lei, tutte insieme, le nostre famiglie. Abbiamo ricevuto una grazia grandissima! Saluto il nostro Vescovo, Mons. Vincenzo Paglia, Don Francesco, il nostro assistente spirituale, i sacerdoti presenti, tutti gli intervenuti, in particolare coloro che sono venuti da fuori Terni. Vorrei nominarli tutti, ma non ne sono a conoscenza al completo. Saluto Campobasso, che è venuto qui con un pullman, saluto Roma, Poli, Sesto San Giovanni, Monza, Foligno, Montecchio… di cui so che ci sono rappresentanti.

Un ringraziamento particolare al nostro Vescovo, che ha avuto fiducia in noi, ci ha aperto il suo cuore ed anche questa Cattedrale. La sua presenza qui, è per noi una grande gioia ed un grande incoraggiamento ad andare avanti. Un grazie veramente sentito al nostro Don Francesco, che con la sua grande fede ci sta  guidando in un cammino di formazione e di preghiera, unito sempre alla cura di conservare  la semplicità di questo progetto, che la Madonna ha voluto così semplice, proprio perché possa entrare in tutte le famiglie.

Un  ringraziamento a tutti coloro che hanno creduto in questo  patto di preghiera reciproca  e lo hanno accolto. Molti sono qui presenti, tantissimi altri sarebbero voluti venire, non ne hanno avuto la possibilità, ma sono spiritualmente uniti a noi e da casa pregano con noi. Ne abbiamo avuto conferma attraverso tante telefonate, che si sono susseguite fino a pochi minuti fa.

Tentiamo ora di dare una visione generale dell’esperienza che stiamo vivendo come “Famiglie di Maria”. Ribadiamo, soprattutto  per coloro che sono arrivati tra di noi in questo ultimo anno, che il nostro movimento nasce proprio dal bisogno di rinascita delle famiglie, dal desiderio  che esse si realizzino pienamente come famiglie cristiane.

Tutti, penso, ci rendiamo conto di quanto, in questi nostri tempi,  la famiglia abbia perso quell’armonia che  può essere garantita soltanto dalla fede nel Signore, vissuta tutti insieme. Grazie a Dio, ci sono ancora belle famiglie unite, nelle quali ci si vuole bene , ma quante sono intorno a noi, se non tra di noi, le famiglie spezzate, ferite da disunioni, logorate da tanti mali? Chi, tra di noi, potrebbe  dire di non aver bisogno di una mano celeste alla quale appoggiarsi?

Anche la famiglia più santa, trepida per il futuro, per i pericoli che il mondo le presenta continuamente.

Ebbene, questa mano celeste, ci viene offerta da Maria, la Mamma che Gesù ci ha donato proprio sotto la Croce, perché sia  Lei a sostenerci ed a guidare piano piano  le nostre famiglie verso la santità, alla quale il Signore le chiama. Ma di questo ci parlerà chi ha autorità per farlo bene.

Sintetizziamo ora le principali cose che abbiamo vissuto nell’ultimo anno.

Il dato più appariscente è il numero delle nuove  famiglie  che hanno aderito. L’anno scorso, il 7 giugno eravamo 1235, oggi le famiglie scritte nel nostro libro,  sono circa 2300. Dico scritte, perché queste ci hanno fatto pervenire il loro nome, ma molte altre si uniscono alla nostra preghiera del martedì, senza averci comunicato i propri dati. Inoltre, nell’elenco, indicati con un solo nome di riferimento, ci sono anche gruppi o comunità religiose. Quindi, siamo molti di più.

Come si sta diffondendo questa unione di famiglie nella preghiera? Da persona a persona, nel modo più semplice e naturale. Ogni tanto c’è qualcuno che aderisce con  forte convinzione, si mette a lavorare e chiama altre famiglie ad unirsi a noi.  E lì nasce un nuovo focolaio, che fa nascere altri focolai. Le province che hanno i gruppi più numerosi , per il momento, sono Terni, Roma, Milano e Campobasso.

Il Movimento si è allargato in tutte le regioni italiane, dal nord al sud,  comprendendo la Sardegna e la Sicilia. Ha toccato molti stato europei, come l’Inghilterra, l’Olanda, la Germania, la Polonia, la Bosnia, il Kossovo ed oltre alla nostra Europa, anche gli altri continenti. Mi è stato riferito che ultimamente si è unita a noi una comunità religiosa dell’India, e che mi verranno spediti i dati necessari per poterci mettere in comunicazione diretta. Nell’ultimo anno sono entrate anche delle famiglie seriamente impegnate nel vivere la vita cristiana, famiglie nelle quali la preghiera comune fa parte della quotidianità; sono entrate, come ho già detto, comunità religiose ed anche persone che vivono cammini di fede specifici con altri movimenti. Questo indubbiamente ci rinforza, ma non ci fa dimenticare le tante famiglie in difficoltà e le tante persone che sentono ancora di più il bisogno del nostro appoggio reciproco, perché all’interno della famiglia mancano l’unità e il dialogo. Sono persone che desiderano ardentemente la conversione dei propri familiari, e chiedono al gruppo appoggio e sostegno per questo. Appoggio e sostegno che si realizza attraverso la preghiera reciproca, prima di tutto, poi attraverso il dialogo, l’amicizia fraterna e la condivisione dichiarata della fede.

Viviamo nel periodo dei grandi mezzi di comunicazione, ma la solitudine fa spesso da padrona e lo scoraggiamento è l’arma con cui il nemico ci rende spesso deboli. Se è vero che l’impegno di fondo che ci siamo dati è il rosario del martedì , per un affidamento di tutte le nostre famiglie a Maria,  rosario da pregare  in qualsiasi ora del giorno, dovunque ci troviamo, è proseguito in molti, ed è nato in altri, il bisogno di riunirsi in gruppetti per pregarlo insieme, nelle case, tra amici, presso anziani, presso portatori di handicap e anche in alcune chiese. Naturalmente il nostro desiderio più grande è quello di arrivare a pregare con tutta la propria famiglia, ed alcune famiglie già lo fanno,  ma ciò non significa chiudersi nella propria casa. Anzi mi risulta che alcune persone, il martedì,  pregano il rosario con la propria famiglia e poi, in altra ora della giornata, con un piccolo gruppo.

Un dono molto grande per noi è l’incontro mensile, che avviene qui in Cattedrale il secondo sabato di ogni mese. Il cammino di formazione e di preghiera, nel quale Don Francesco ci sta guidando, si rivela sempre più bello, ricco e necessario. Ci sta aiutando a vivere meglio  la nostra vita di cristiani e di famiglie cristiane, a partire dall’Eucarestia della domenica, a  partire dalla riscoperta della “Parola”, stimolandoci a vivere il Rosario come un prosieguo di quella Mensa Eucaristica, mediante la rilettura e la meditazione dei brani del Vangelo delle domeniche del mese.

Data la nostra dislocazione su tutto il territorio nazionale ed oltre, sono pochi, in proporzione al numero degli iscritti, coloro che possono partecipare direttamente a questo incontro, ma credo che  questo sia un  momento forte, in cui  si prega per tutte le famiglie e in cui viene approfondita e affinata la spiritualità del movimento. Di solito registriamo la catechesi che ci fa Don Francesco e la pubblichiamo sul nostro sito internet. Ci auguriamo che venga letta e diffusa sempre di più.

Sono aumentati quest’anno i contatti con persone lontane e nel nostro incontro mensile, ogni volta ci siamo potuti incoraggiare condividendo le ultime belle esperienze, comunicateci attraverso il telefono, la posta normale, la posta elettronica, o,  quando è stato possibile, attraverso  contatti diretti. Anche oggi, proprio per l’occasione, ci sono arrivate esperienze da condividere, che poi leggeremo.

Nel Movimento, proprio perché si tratta di famiglie, sono rappresentate tutte le fasce d’età e tante situazioni diverse:  famiglie regolari, vedove e vedovi,  famiglie divise, giovani fidanzati, giovani in attesa di trovare la persona giusta per formarsi una famiglia, giovani in fase di discernimento vocazionale.

Un pensiero per i giovani.

Tutti sappiamo quanto sia difficile oggi per loro vedere con chiarezza valori di riferimento, costruirsi  una vita stabile nel lavoro e nella famiglia. L’insicurezza spesso  mette radici e genera paura. Eppure si stanno avvicinando a noi giovani, di solito al di sopra dei 25 anni di età, che desidererebbero formarsi una famiglia veramente cristiana, ma che non  riescono a realizzarla, molto spesso perché non trovano la persona giusta. Ringrazio Dio per la loro amicizia, che mi sembra già un miracolo e mi chiedo più volte che cosa possiamo fare per aiutarli. Pensiamoci tutti, affidiamoli alla Mamma Celeste e mettiamoli  con forza nelle nostre preghiere, rimanendo aperti a qualsiasi ispirazione buona ed opportuna.Intanto credo che si aspettino da noi una testimonianza di vita coerente con la fede che professiamo e si aspettino anche una grande disponibilità ad essere ascoltati. Ci incoraggia il fatto che l’anno scorso, proprio nel giorno del convegno, si svolgeva a Marmore il matrimonio di due giovani che già da un anno pregavano con noi per la loro futura famiglia. Quest’anno, in questi giorni, abbiamo due matrimoni di ragazzi che da tempo sono uniti in preghiera con noi: Claudia e Andrea, che si sono sposati lo scorso 22 Maggio e che sono in viaggio di nozze; Marco e Roberta, che sposeranno domenica 13 Giugno e che si erano preparati insieme a darci una testimonianza diretta, ma una complicazione dell’ultimo momento ha impedito loro di venire. Mi è capitato di essere contattata da due ragazzi in fase di discernimento vocazionale.

Bellissimo è stato l’incontro, attraverso la posta elettronica, con Massimo, di 30 anni, impiegato alle poste di Cologno Monzese, in provincia di Milano. Ha cominciato con il comunicarmi tutto il suo entusiasmo per il nostro “Sì” detto a Maria e per il nostro Movimento, secondo lui  così necessario di questi tempi ; ha iniziato a diffonderlo nel suo ambiente di lavoro, tra i suoi amici,  ha chiesto di essere accompagnato nella preghiera, perché doveva capire bene per quale strada il Signore lo chiamava. Ebbene, con una lettera che straripava di gioia, il  2 Maggio scorso  mi  comunicava che sarebbe entrato nel convento dei Francescani dell’Immacolata di Cassino, cosa che ha realizzato il 13 Maggio scorso. Aggiungeva che avrebbe seguitato a collaborare  con “Le Famiglie di Maria” quantomeno con la preghiera.

Spero che tutti sentiamo come la Madonna, chiedendoci un semplice rosario, il martedì, ci stia piano piano mettendo dentro un progetto molto più  vasto. Noi non sappiamo dove ci condurrà e che cosa ci chiederà.

Credo di poter rinnovare a nome di tutti il nostro impegno  a voler essere umili strumenti al suo servizio, il nostro impegno nel lasciarci guidare dalla Chiesa, attraverso il nostro Vescovo ed i nostri sacerdoti, ad operare con semplicità, nel silenzio, nella vita di tutti i giorni, per far nascere e crescere l’amore del Signore nella nostra famiglia  ed in tante famiglie.

SANTO ROSARIO E SANTA MESSA

Dopo le testimonianze, Don Francesco Paolo Vaccarini, assistente spirituale del Movimento, ci ha guidato nella recita del Santo Rosario. Secondo il metodo che ci sta aiutando man  mano ad acquisire, ci ha portato a contemplare i misteri presentati dai brani del Vangelo che la liturgia ci propone nelle domeniche del mese corrente. Oggi abbiamo, quindi, meditato sui Vangeli delle domeniche del mese di Giugno, agganciandoci all’ultima domenica del mese di Maggio, in modo da poter costruire su questi, un programma di vita continuativo, fondato sulla “Parola di Dio” dell’itinerario dell’anno liturgico.

I brani del Vangelo, con i quali abbiamo pregato sono:

  • Ultima domenica di Maggio, Pentecoste: – Gv 14,15-16. 23b-26
  • Prima domenica di Giugno, Santissima Trinità: – Gv 16,12-15
  • Seconda domenica di Giugno, SS Corpo e Sangue di Cristo: -Lc 9,11b-17
  • Terza domenica di Giugno, “Ma voi chi dite che Io sia?” : – Lc 9,18-24
  • Quarta domenica di Giugno, “Il Figlio dell’uomo non sa dove posare il capo”: -Lc 9,51-62

Riportiamo alcuni brani, tratti dalla registrazione.

Abbiamo nel cuore ancora la Pentecoste, festa solenne che conclude il grande Tempo Pasquale, e che abbiamo vissuto nell’ultima domenica di Maggio. Il mese di Maggio, mese mariano, ci richiama poi che questa Pasqua l’abbiamo vissuta con Maria.

Allora iniziamo, con il primo mistero, a riflettere su questo momento apice della nostra vita in questo anno, con Maria: la Pentecoste. Poi continuiamo a vedere i Vangeli di queste domeniche di Giugno, che ci tracciano un itinerario, un progetto di vita. Pensate che adesso, in questa prima domenica di Giugno, ricomincia il Tempo Ordinario con la festa della Santissima Trinità: è la festa della nostra famiglia!

Guardando la Trinità noi siamo chiamati a fare un cammino secondo il cuore di Dio, secondo la Trinità. Se poi guardiamo all’ultima domenica di Giugno, la domenica in cui viene detto che il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo, voi capite che questo mese di Giugno ci invita a fare nelle nostre famiglie quello che ha fatto la SS Trinità.

Dove ha posato il capo la SS Trinità? Ha posato il capo tra di noi! Allora ecco: Dio ha lasciato il suo nido, ha sacrificato tutto se stesso per far famiglia con noi.

Pensando a questo cammino, guardando dalla prima all’ultima domenica di Giugno, vediamo tracciato un progetto di vita. Vuol dire che ogni famiglia, come ci ha detto il Vescovo, deve aprirsi al mondo intero. Intanto riflettiamo in questo momento, colleghiamoci al senso di questo mese, un mese ricchissimo, perché è il mese del Sacro Cuore. Il Sacro Cuore ci porta sì alla SS Trinità, al cuore di Dio che è l’amore, ma ci porta anche alla Santa Eucarestia. L’Eucarestia è il cuore di Dio, che ci insegna ad essere anche noi questo cuore di luce.

Allora questo mese è proprio un mese carico di grazia, per realizzare questo progetto di famiglia. Ci sono anche  delle feste importanti in questo mese, sono tutte feste di grandi personaggi della nostra fede: la natività di Giovanni Battista, il 24, la festa di San Pietro e Paolo, il 29. Sono durante la settimana, perché ci ricordino il nostro impegno di apostolato di famiglia, che si svolge tutti i giorni. Il prosieguo è il mese di Luglio, il mese del Sangue Preziosissimo di Gesù. La nostra vita, ogni mese, ha qualche cosa da approfondire, da mettere in luce, per crescere nel cammino di vita cristiana.

Dopo aver meditato e pregato con il Santo Rosario, Don Francesco ha concluso con queste parole.

Io vorrei, in questo momento, ricordare le tante intenzioni che anche durante la riflessione, durante le testimonianze, sono state richieste.

Pensate alla coppia che si sposa domenica prossima, che ha chiesto di dire un’”Ave Maria”. La diciamo con fede in questo momento e, come al solito, preghiamo gli uni per gli altri, anzi una parrocchia, una diocesi per l’altra, per il mondo intero, come ci ha anche detto il Vescovo, aprendo sempre di più il nostro orizzonte di preghiera, tanto da far sorridere il cielo, che vede i fratelli che si vogliono bene, le sorelle che si vogliono bene.

E’ seguita poi la Santa messa, nella quale si è pregato per tutte le famiglie.

Questa la preghiera dei fedeli:

1— Oggi, festa della SS Trinità, è la festa della famiglia per eccellenza, la Famiglia Divina, a cui siamo invitati ad entrare e a partecipare. Che l’AMORE divino penetri e invada le famiglie umane e si realizzi il progetto dei cieli nuovi e terra nuova. Per questo preghiamo

2— Perché le famiglie cristiane si realizzino secondo il modello divino della Famiglia Trinitaria e secondo l’esempio della Santa Famiglia di Nazareth, preghiamo

3— Per tutte le famiglie che soffrono per disordini morali, divisioni e contrasti, perché nel Signore e nella fede ritrovino la forza di pregare, sentano e vivano l’amore e l’unità, preghiamo

4— Per gli ammalati, per gli anziani e per tutti coloro che si trovano nel bisogno, perché la testimonianza cristiana, la solidarietà e l’aiuto fraterno possano soddisfare ogni necessità, per questo preghiamo

5— Perché la famiglia possa essere sempre la fonte e la culla della vita e del suo sviluppo integrale. Perché la vita sia sempre accolta come dono e perché tutti gli sposi possano appagare il loro bisogno di paternità e di maternità, secondo il progetto che Dio ha per loro, preghiamo

6— Per le “Famiglie di Maria”, perché trovino sostegno nell’affidamento reciproco alla Madonna, mediante il Rosario del martedì. Sotto la guida della Mamma Celeste esse possano intraprendere un cammino di conversione che le accompagni fino a diventare tante piccole chiese, che siano luce per il mondo di oggi. Per questo, preghiamo

7— Per i defunti delle “Famiglie di Maria”, in particolare per coloro che sono morti durante quest’ultimo anno e per Mons. Grasselli Francesco, sacerdote che ha incoraggiato e sostenuto il Movimento fin dal suo nascere, “L’eterno riposo, dona loro Signore. Risplenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen”.

TESTIMONIANZE

TESTIMONIANZA DI AURORA

Carissimi tutti,
Sono AURORA…mi dispiace di non poter dare la mia testimonianza a voce…ma oggi c’è un forte avvenimento spirituale nella mia “famiglia”.

FAMIGLIA tra virgolette…ora la chiamano ALLARGATA…io pensando a quella di Abramo, la chiamo indegnamente “BIBLICA”!

Oggi Luigi, il figlio di mio marito e della sua compagna riceverà il Sacramento della Confermazione e il suo Padrino sarà il nostro primo figlio Danilo.

Aver subito il divorzio, dopo venti anni di matrimonio, non è stato né semplice, né gradevole.

Non parlerò delle cause che hanno portato alla rottura del rapporto, perché sono varie e complesse e perché, se vogliamo attribuire delle colpe…queste non sono mai da una sola parte; soprattutto se il nucleo familiare è di più persone.

Però voglio parlare dell’armonia ritrovata fra tutti i membri di ora.

Bisogna perdonare,comunque, prima noi stessi e poi gli altri.

Se proveremo a metterci nei panni dell’altro, troveremo sicuramente le motivazioni attenuanti, che troviamo per noi stessi.

Lo Spirito Santo mi ha fatto accogliere Luigi come il fratello che avrei voluto dare al mio Danilo, e così, i ragazzi ora si appartengono e si amano fraternamente.

Poi nella mia famiglia molto spesso è entrata la sofferenza, per malattie anche gravi dei vari membri…e questo ci ha unito ancora di più.

La sofferenza offerta a Dio affina e purifica ogni sentimento.

Ringrazio ogni giorno il Signore, al Quale ho consacrato me stessa e affidato tutti i miei cari, per il grande dono della PACE, pur in questa situazione anomala.
Maria e Giuseppe

Ci benedicano tutti
Con affetto Aurora
P.S. Vi regalo questa mia poesia- preghiera

TR 05/06/2004
A NAZARETH
Al culmine della maturità terrena,

ultima di un’umana famiglia

ancora a percorrere il mondo,

nell’immaturità dello spirito,

anèlo soltanto alla vita di Nazareth.

Con Giuseppe e Maria, come Gesù.

Prenderlo per mano

e correre con lui tra il grano dorato…

dissetarmi alla fonte della fede materna…

rifugiarmi negli incerti momenti

tra le braccia del padre amoroso.

Partecipe della più SANTA famiglia del mondo!

Non è un sogno impossibile ed assurdo.

Dipende soltanto da me…

Dipende da me entrare per sempre

nell’umile dimora

e vivere con la vera famiglia,

non solo per il resto dei miei giorni,

ma per l’intera eternità.

Loro sono là che mi attendono,

da  SEMPRE.

Aurora Ridolfi

TESTIMONIANZA DI  DUE FIDANZATI PROSSIMI SPOSI
Siamo Marco e Roberta, due ragazzi che frequentano il gruppo di preghiera “Regina della Pace Giovani”.

Oggi dovevamo essere  qui tra voi, per dare la nostra testimonianza, ma, purtroppo, impegni di lavoro ce lo hanno impedito e questa lettera sostituisce  la nostra presenza.

Un venerdì dell’anno scorso, giorno in cui il nostro gruppo si riunisce, ci venne a fare visita Graziella, una delle responsabili delle “Famiglie di Maria”, e in questa occasione ci espose  i programmi di questo movimento di preghiera, le loro finalità e noi, già innamorati di Maria, ci siamo affidati a Lei, mettendoci sotto la sua protezione.

Abbiamo iscritto i nostri nomi al movimento, pregando affinché Maria ci aiutasse a formare una santa famiglia, ed è qui il cuore di questa testimonianza: perché noi il 13 Giugno diventeremo marito e moglie e i nostri desideri si avvereranno tutti, con Maria, che è la nostra Mamma Celeste e ci ama di un amore infinito.

Cogliamo questa occasione per ringraziarLa e dire a tutti : – Affidatevi a Maria, che portandovi a Gesù riempirà la vostra vita di gioia e perché, mettendovi dalla sua parte, i vostri desideri di pace e amore sono garantiti….

Come nel Vangelo, avremmo tante cose da raccontarvi, meraviglie che il Signore ha compiuto nella nostra vita, ma né la carta, né il tempo possono permetterlo, ma tutto ciò che viene da Dio, è percepito nei cuori e nell’anima, siamo convinti che sentirete tutto ciò che è vero….

Vi abbracciamo, sperando di essere presenti la prossima volta.

Un Amen e un Gloria a Colui e a Colei che sono l’amore vero.

Grazie.

Regalateci un’”Ave Maria” per il nostro matrimonio.

Marco e Roberta

TESTIMONIANZA DI SERENELLA
Avevamo costruito una bella famiglia, ma con il tempo qualcosa si è rotto per l’intromissione del male.

Ma il dolore non  ha fatto che farmi trovare  il cammino verso il Signore, sempre più forte e ho trovato la pace con me stessa, pace che spero di trasmettere anche agli altri.
Serenella

TESTIMONIANZA DI  CARMELA
Mi chiamo Carmela, sono una mamma di quattro figli e il mio consorte si chiama Gesualdo.

Con questa mia testimonianza desidero dimostrare l’amore che Gesù e Maria Regina della Pace,  hanno verso le famiglie.

E noi siamo riusciti a cambiare vita e a capire, per grazia, l’importanza del Santo Rosario nella famiglia, che, come dice Maria, ha la potenza di trasformare tutto.

Oggi che sono nella luce di Dio, offro la mia disponibilità di ascolto, rispetto, aiuto, consiglio, premura ed affetto a mio marito e ai miei figli, perché passa attraverso di me l’amore di Dio, per cui è una gioia stare insieme, e, posso testimoniare che non è una fatica accettarci vicendevolmente (nonostante i nostri difetti).

Io credo e sono certa che nella Liturgia Eucaristica si ripete questo avvenimento: la salvezza della mia famiglia che crede e si impegna a testimoniare  con coerenza la gioia di stare insieme.

E se noi ci impegniamo in un ascolto attento della Parola di Dio, ci accorgiamo subito che essa contiene e ci dona una ricchezza  apportatrice di tutto ciò  che ci è necessario per realizzarci in modo autentico e perfetto nella nostra vita quotidiana.

E se la Parola di Dio da noi è amata, si rende amabile, e se è cercata, si lascia trovare, e se non la si contesta, ma la si accetta con semplicità, come un bambino accetta le parole del suo papà, essa diviene semplice e chiara, senza creare dubbi nei cuori.

La Celebrazione Eucaristica rimane per me e per il mio sposo il momento più importante della nostra vita matrimoniale.

Difatti noi ci siamo impegnati, ricevendo il sacramento del matrimonio, a confrontare spesso la nostra vita matrimoniale con il messaggio di Cristo proclamato nella Liturgia della Parola, e verso i figli che Egli ha voluto donarci e che noi abbiamo la grazia di servire, assumiamo  spesso atteggiamenti che, tradotti in parole, equivalgono al messaggio di Cristo.

E sempre il messaggio di Cristo ha portato me e tutta la mia famiglia a Maria Regina della Pace: non poteva essere completo l’amore verso Gesù nostro Signore, senza conoscere ed amare la sua dolce Mamma!

E Maria,  Regina della Pace, ascolta il nostro Rosario quotidiano con i nostri figli; anzi, molto di più: vi prende parte in modo affettivo.

Senza Maria il nostro Rosario non può assolutamente trovare accesso al Padre.

E’ grazie all’amore di Maria, e alla sua umiltà che noi, come famiglia, avanziamo passo passo verso quel cammino che ci illumina e ci porta con sicurezza verso il Padre, facendo affidamento unicamente sul sangue del suo Divin Figlio, versato per la nostra salvezza.

E’ alla sequela di Gesù e di Maria che accediamo al Rosario in famiglia, è con il cuore di Maria che innalziamo la supplica, è per il sangue del suo Divin Figlio che riprendiamo forza, è per il loro amore  che ci rivolgiamo al Padre come al  beneamato.

Pregare è facile. L’unica cosa che chiedono Gesù e Maria è di mettere la nostra volontà, loro fanno il resto, e noi stretti a loro ameremo la famiglia del loro amore.

E quando ci saranno delle mancanze  tra di noi, chiederemo perdono a Gesù, ricostruendo, con l’aiuto di Maria, rispetto e amore tra di noi.

I nostri figli crederanno nell’amore e nell’affidarsi a Gesù e a Maria.

Loro, che scopriamo alla luce di Dio come suoi misteri viventi, non li avevamo mai sentiti così vicini, fino a quando non abbiamo capito che sono suoi!

Il nostro cambiamento sta tutto qui: quel filo che conduce il suo amore e che ci attraversa, non si spezzerà mai.

Così scopriamo l’armonia che crea in noi il lasciare entrare l’amore di Gesù e Maria ed è in questa armonia che si sviluppa la nostra  famiglia.

Il vero legame che non finirà sarà anche dopo la morte, dovuto al loro amore per noi.

Carmela Reale, Grosseto