Gianna Beretta e Piero Molla

SANTA GIANNA BERETTA MOLLA (1922 – 1962)

Santa Gianna Beretta Molla

Nasce a Magenta il 4 Ottobre 1922 da genitori profondamente cristiani. Ricevette la prima Comunione a soli  cinque anni e mezzo: da quel giorno, tutte le mattine partecipò alla S: Messa  con sua madre. A 16 anni frequentò un corso di Esercizi Spirituali predicati dal  gesuita padre Michele Avedano, che segnò una svolta  decisiva nella sua vita. In un quaderno di appunti scrisse: ‘Faccio il santo proposito di far tutto per Gesù. Ogni mia opera, ogni mio dispiacere, li offro tutti aGesù.’
Si laureò in medicina e si dedicò ad un’intensa opera di apostolato.
Amava Dio e desiderava che molti lo amassero.
Nel 1955 sposò un giovane ingegnere, Pietro Molla. Così scriveva al marito: ‘ Con l’aiuto e la benedizione di Dio faremo di tutto perché la nostra famiglia abbia ad essere un piccolo cenacolo, ove Gesù regni sopra a tutti i nostri affetti, desideri ed azioni. Diventiamo collaboratori di Dio nella creazione, possiamo così dare a Lui dei figli che Lo amino e Lo servano.
Pietro, sarò capace di essere la sposa e la mamma che tu hai sempre desiderato?
Lo voglio proprio, perché tu lo meriti e perché ti voglio tanto bene.’
Da questo matrimonio nacquero Pierluigi, Mariolina e Lauretta. Nel 1961 ebbe una quarta gravidanza, ma un fibroma all’utero minacciava la vita del bambino e la sua.
Senza esitazione ordinò al marito e al medico di anteporre la vita del bambino alla sua.
Il 20 Aprile nacque Emanuela; il 28 Aprile Gianna morì, ripetendo più volte: Gesù Ti amo, Gesù Ti amo.

Testimonianza di Pietro Molla, marito di Gianna

(Nozze d’oro di Gianna e Pietro: 1955 – sabato 24 settembre – 2005)
Di quel mattino di sabato 24 settembre 1955 sento ancora oggi la commozione indicibile che mi prese all’improvviso scrosciare di battimani, in tutta la Basilica di San Martino di Magenta, nel momento in cui la mia amatissima Gianna entrò in Chiesa, accompagnata dal fratello maggiore Francesco, sino al suo arrivo all’altare delle nostre Nozze!
“Grazia più grande e più desiderata non poteva farmi la Mamma Celeste, l’invocata Madonna del Buon Consiglio della mia devota Chiesetta di Ponte Nuovo”, come scrissi a Gianna il 22 febbraio 1955. In questa Chiesetta, su invito di Gianna, da me accolto con tutto l’entusiasmo, feci il Triduo di S. Messe e S. Comunioni, il 21-22-23 settembre, per prepararmi spiritualmente a ricevere il Sacramento dell’Amore; Gianna fece il Triduo nel Santuario dell’Assunta a Magenta. “La Madonna unirà le nostre preghiere, desideri”, mi scrisse Gianna il 4 settembre, “e poiché l’unione fa la forza, Gesù non può non ascoltarci ed aiutarci”.
Fu Gianna a chiedermi espressamente di sposarci proprio nella bellissima Basilica di Magenta, la “sua” Basilica, come era solita chiamarla, la Chiesa a lei più cara, dove, a pochi giorni dalla nascita, aveva ricevuto il S. Battesimo, dove aveva partecipato, con tanta assiduità e devozione, alla S. Messa, fatto visita e pregato tante e tante volte dinanzi al SS. Sacramento.
Per il mio carattere timido e riservato avrei preferito sposarmi in una Chiesetta sperduta in montagna, alla presenza di poche persone. Feci volentieri il sacrificio, veramente forte, di sposarmi in questa grande Basilica per accontentare la mia Gianna, che desiderava tanto sposarsi nella sua Parrocchia, dove era di casa, dove ancora oggi si avverte la sua presenza, si respira la sua aria, la sua grande fede e il suo grande spirito di preghiera. Fu Gianna a scegliere personalmente i garofani bianchi per l’addobbo della Basilica, e, al termine della Cerimonia, donò il suo bouquet di fiori all’altare della Madonna, cui era tanto devota. Don Giuseppe, fratello di Gianna, ha benedetto le nostre nozze e ricordo, in modo particolare, che ci ha affettuosamente esortato alla testimonianza del Vangelo ed alla santità, sul mirabile esempio dei loro “santi genitori”: per Gianna fu davvero profetica quella esortazione! Da quel mattino cominciò per noi la pienezza della nuova vita: tutto un succedersi di giorni di gioie ineffabili, con i nostri meravigliosi bambini, e di serenità luminosa, di trepidazioni e di sofferenze, sino al mattino di quel sabato 28 aprile 1962 che vide Gianna salire al Cielo, raggiungendo la vetta dell’amore più grande che Gesù ci ha indicato.
E il Signore, nella Sua infinita bontà e misericordia, mi ha nuovamente benedetto, con un dono ed una grazia singolarissimi ed incommensurabili: mi ha “ridonato” una sposa e una mamma Santa, per i nostri figli e per il mondo intero!
Più volte penso e dico che non mi basterà l’eternità per ringraziare il Signore per il singolarissimo dono che mi ha fatto, tra i tantissimi doni che da Lui ho ricevuto e continuo a ricevere nella mia lunga vita.
A Lui, che mi ha concesso la grazia di vedere la mia amatissima Gianna elevata ai più alti onori degli altari, rivolgo ora la mia
umile preghiera perché mi conceda anche la grazia di potermi inginocchiare dinanzi a lei, onorarla e pregarla nella “sua” Basilica di Magenta.

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