Incontro Annuale 9 Maggio 2015

DOMANDE RIVOLTE AL VESCOVO

Eccellenza Reverendissima, innanzi tutto le porgiamo il nostro saluto ed il nostro ringraziamento per essere qui tra di noi e glielo porgiamo anche a nome di tanti altri che da lontano, attraverso il telefono o altri mezzi di comunicazione ci hanno espresso il dispiacere di non essere potuti venire, ma sono in unione spirituale con noi.

Siamo molto felici di averla qui tra di noi e, con l’animo di figli che si rivolgono al padre, desideriamo colloquiare un po’ con Lei, per verificare il nostro cammino e avere una guida chiara per procedere

Siamo tutti consapevoli che la crisi della nostra società, nasce innanzi tutto da una crisi di fede.

Formammo l’Associazione “Le Famiglie di Maria” nell’anno 2000, quando, rendendoci conto della debolezza della fede nelle nostre famiglie, sentimmo forte quel gran desiderio che è ancora vivo dentro di noi oggi: che la famiglia cammini insieme, unita nella fede.

Siamo convinti che la famiglia stessa possa raggiungere la sua piena felicità solo se vive tutta unita la presenza del Signore, se condivide apertamente il Vangelo come fondamento e punto di riferimento, se partecipa insieme alla vita della Chiesa.

Decidemmo di sostenerci reciprocamente, con la preghiera, affidando a Maria tutte le nostre famiglie e con questo spirito stiamo camminando.

Non possiamo però nasconderci le difficoltà che con le nostre famiglie stiamo incontrando e le montagne che spesso ci troviamo davanti.

Per questo, chiediamo a lei, nostro pastore di rispondere a qualche nostra domanda.

Abbiamo cercato di mettere insieme , come possibile, le domande più ricorrenti tra di noi.

La prima cosa che salta all’occhio, ogni volta che ci raduniamo è la carenza di uomini rispetto a quella delle donne. E’ evidente che, trattandosi di un’Associazione per le famiglie, è fatta prevalentemente di mogli, più che di mariti.
Ancora tutt’oggi, da alcune donne ci viene testimoniata la poca sensibilità dei loro uomini rispetto alla fede, o anche la loro contrarietà, che a volte dentro le case porta ad una vera e propria persecuzione, come se il credere in Cristo, fosse cosa da perditempo, da retrogradi.

Visto che quello che abbiamo più a cuore è la salvezza eterna della nostra famiglia, le chiediamo di illuminarci su alcuni versetti di San Paolo nella prima lettera ai Corinti, per avere e trasmettere una parola di speranza e di incoraggiamento a chi viene in contatto con noi.

Al capitolo 7, 14 leggiamo: “Il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente” Ma poi al versetto 16 aggiunge: “E che sai tu donna se salverai tuo marito? O che sai tu uomo se salverai tau moglie?”

La seconda domanda riguarda i figli. Iniziamo da quelli che si trovano nell’età della crescita.
I modelli di vita che hanno davanti sono spesso in contrasto con quelli che vorremmo trasmettere loro. Sia tra le persone con cui sono in contatto, sia dalla televisione, vedono le cosiddette famiglie allargate, amichetti che vivono con due mamme o due papà… Nella stessa scuola pubblica si sta diffondendo la cosiddetta teoria del “gender”, che sovverte le fondamenta della famiglia stessa.

Come può la famiglia cristiana spiegare loro queste anomalie e proteggerli dalla mentalità pagana del mondo?

Pensiamo ora ai figli grandi.
Che cosa può fare un genitore quando i figli ormai adulti, prendono strade sbagliate?

Che cosa deve fare un genitore quando un figlio si separa dalla propria famiglia e poi si presenta con un compagno o una compagna?

Tante famiglie hanno figli ormai adulti, non sposati e senza lavoro: con quale animo possono guardare al loro futuro? Come possono trasmettere loro gioia e speranza?

E ancora: come la Chiesa può aiutare i figli di genitori separati e riaccompagnati, a curare le ferite che derivano da questa situazione?

Ultima domanda riguarda gli anziani. Molti di noi lo sono già. Siamo convinti che l’anzianità sia una ricchezza per l’umanità, perché la preghiera di tanti anziani è un po’ come il polmone del mondo. Purtroppo, però, nella famiglia di oggi l’anziano il più delle volte rappresenta un peso ed un problema.
Che cosa possiamo fare noi come cristiani per migliorare la vita degli anziani?

Da qualche anno alcune donne della nostra associazione vanno a far visita settimanalmente in due case di riposo, per incontrare e far pregare gli ospiti di quelle case. Ne vediamo sgorgare una ricchezza grandissima, perché il pregare insieme ridesta la vita nell’anziano. Siamo però ancora troppo pochi.

CATECHESI DEL VESCOVO DI TERNI-NARNI- AMELIA SUA ECC. MONS. GIUSEPPE PIEMONTESE

(Trascritta dalla registrazione sonora)

Buona giornata a tutti. Pace e bene!

Grazie per l’invito. E’ inutile dirvi che sono contento di essere qui, sia per conoscervi, sia per ascoltarvi, e anche per aprirvi il mio cuore.
Io ho avuto già l’opportunità di incontrare “Le Famiglie di Maria”, sia in Curia, quando una delegazione ha avuto la bontà di venire a salutarmi, sia in uno dei vostri cenacoli o le vostre preghiere. Mi sono unito: esperienza molto bella.

IMPORTANZA DELLA FAMIGLIA

L’esperienza della famiglia è centrale, lo sappiamo, nella organizzazione della società, della Chiesa, nella promozione della pace nel mondo, del benessere sia dei singoli che della società, però, come è stato detto nella relazione, della quale sono grato alla vostra responsabile, proprio la famiglia oggi è oggetto, bersaglio di una campagna proprio precisa, specifica, diretta alla sua dissoluzione.

Ovviamente venendo meno la famiglia, ci ritroveremmo una società completamente diversa e anomala.

Però noi dobbiamo pensare, ragionare, con speranza, fidandoci della Parola di Gesù.

VOCAZIONE ALLA FAMIGLIA

Partiamo dalla consapevolezza che la famiglia è una vocazione.

Fino a un po’ di anni fa , forse 10 o 15… 20 anni fa, ci dicevano che le vocazioni particolari erano quelle del sacerdote, dei religiosi, delle religiose, dei missionari, poi si è approfondito il discorso, si è capito che anche la famiglia è una vocazione particolare, una vocazione specifica, una chiamata alla santità, in una forma che è la base, l’origine di tutte le altre vocazioni, per cui non tutti siamo chiamati al matrimonio, anche se tutti sono chiamati poi a far parte di una famiglia. Dal matrimonio nasce la famiglia secondo il disegno di Dio.

E’ chiaro che oggi questa espressione assume significati vari, a volte anche contraddittori e contrari a quello che è il disegno di Dio. Ma anche in questo noi non ci dobbiamo scoraggiare.

Dobbiamo avere chiaro nel nostro cuore il disegno di Dio, mettere in fila ciò che il Signore ci comunica, attraverso il Vangelo, attraverso la Chiesa e cercare di realizzarlo ogni giorno.

Sto parlando a voi, che siete raggiunti da una vocazione particolare alla vita matrimoniale, alla vita di famiglia, come attori, come protagonisti di questo disegno di Dio: costituire una relazione di amore, che si allarga alla vita, che si allarga all’umanità.

Ecco allora questa prima consapevolezza: la nostra/vostra è una vocazione speciale, particolare e va vissuta appunto come chiamata di Dio, come dono di Dio.

REALTA’ DELLA FAMIGLIA NEL MONDO DI OGGI

Ovviamente questo discorso qui viene subito contrapposto alla realtà della famiglia di oggi.

Intanto non viene vista come una chiamata di Dio, la propria vocazione alla vita coniugale : ci si incontra, si sta insieme, si sperimenta, si prova e poi col passare del tempo , se le cose maturano in un certo modo si può anche giungere alla definizione di un rapporto che è quello matrimoniale, al riconoscimento di questa, di una famiglia di fatto, magari riconosciuta dalla autorità civile, oppure nemmeno .

C’è tutta una serie di esempi, di elenchi, di modalità di vivere oggi questa relazione, esempi che sono una provocazione per noi cristiani, perché noi siamo chiamati ad incarnare il disegno di Dio e questo disegno di Dio non viene più visto e quindi si esprime poi in tante forme, in tante maniere non adeguate.

Voi mi avete fatto una serie di domande, io spero poi di rispondere alle vostre domande, ma intanto voglio manifestarvi il mio pensiero.

Quindi, la famiglia oggi che ha altre forme, che ha altre espressioni e che è per noi una provocazione.

Cosa pensiamo? Ecco, la prima cosa da pensare è che noi nella nostra vita siamo chiamati a realizzare la famiglia secondo il piano di Dio, sul modello della Santa Famiglia di Nazareth: Gesù Maria e Giuseppe.

E’ inutile che guardiamo gli altri, guardiamo innanzi tutto noi stessi

Una famiglia è nata da un sacramento, da un giuramento fatto innanzi tutto da Dio a noi, di accompagnarci sempre, e fatto da noi reciprocamente e davanti a Dio, di camminare sempre insieme, nell’amore, alla presenza di Dio, sul modello della Santa Famiglia di Nazareth.

Il progetto di Dio che Gesù ha vissuto in prima persona e che poi nel Vangelo ha annunciato come progetto che manifesta la presenza, il disegno di Dio, è segno e simbolo della Santissima Trinità, che è chiamata ad essere in una maniera piccola, ma importante nel mondo, questo segno della benevolenza di Dio.

La modalità in cui Dio ci vuole non è soltanto un fatto umano, ma è un fatto divino.

Quindi la prima cosa da fare è che noi approfondiamo, riconosciamo e realizziamo nel nostro piccolo il progetto di Dio sul modello della Famiglia di Nazareth, dove tutti sono stati innanzi tutto disponibili a fare la volontà di Dio, dove tutti si sono relazionati con grande amore, un amore profondo, senza interessi, dove tutti si sono custoditi uno con l’altro, dove la presenza di Dio era di casa, era visibile, era tangibile, dove nella vita quotidiana si sono affrontati i problemi, con pazienza, con amore, sapendo rispettare i tempi, senza voler anticipare fatti e situazioni particolari.

Sempre guardando la nostra piccola realtà, questa piccola realtà non è un’isola, ma si relaziona con altre famiglie, che sono altre piccole cellule, che poi formano il corpo più grande che è la chiesa, famiglia di famiglie, dove nel santificare il sacramento del matrimonio si relazionano, per sperimentare nella comunione la presenza del Signore, per sostenersi vicendevolmente, per testimoniare e annunciare il Vangelo.

Questa chiesa, famiglia di famiglie, verso cui siamo orientati tutti, questa chiesa celebra i sacramenti , rinnova la presenza del Signore, è fonte di grazia, per noi innanzi tutto, e poi per il mondo intero.

Ecco, quando noi parliamo di famiglia, in genere, pensiamo agli altri. No, pensiamo a noi stessi. Io insisto su questo.

ESPRESSIONE UMANA E DIVINA DELLA FAMIGLIA

Approfondiamo la nostra vocazione, la nostra relazione con il Signore, sul modello della Santa Famiglia di Nazareth.

Torno un attimo sulla vostra realtà. Attenzione: la famiglia è composta dal marito, dalla moglie e dai figli; una famiglia che poi a volte si allarga ai nonni…fratelli, sorelle… Questa famiglia, che è chiamata a realizzare la presenza di Dio al suo interno, però vive e si esprime nella dimensione umana e divina.

Non spiritualizziamo troppo i rapporti!

All’interno della famiglia c’è un uomo e c’è una donna, con una ricchezza grandissima di sentimenti, ognuno con la sua specificità e modalità, che sono complementari e che diventano pieni nell’incontro e nella costruzione della famiglia stessa.

La famiglia si costruisce insieme: e i due saranno una sola carne, una sola realtà, espressione dell’amore di Cristo per la Chiesa. Allora una famiglia è fatta da persone fatte di anime e di corpi, con i loro ideali, le loro speranze, le paure; ma fatta di persone fragili, di persone che fanno spesso esperienza del limite del peccato, ma anche di persone raggiunte dalla grazia di Dio, con un’esperienza di fede e di amore grande : ognuno in una sua forma, in una sua ricchezza, con dei percorsi particolari, che è destinata a fondersi con l’esperienza dell’altro o dell’altra e con la presenza dei figli anche con l’esperienza dei figli.

Io vi invito a non fermarvi ad uno spiritualismo semplicemente, o a un materialismo semplicemente o a un sociologismo semplicemente, ma a mettere insieme i misteri, che sono le persone.

Perché è difficile essere uniti, andare d’accordo? Perché ci sono dei misteri che noi non riusciamo a capire. Non è spontaneo.

Occorre una volontà forte, sostenuta dalla grazia di Dio, per costituire una famiglia bella, ricca, vera, nella consapevolezza, come ho detto, dei limiti e delle ricchezze.

Ovviamente questo è l’ideale. Noi nella nostra vita abbiamo tutto il tempo per camminare e per costruire questo ideale, mettendo in moto tutti i mezzi umani, psicologici, sociologici, di fede, di spiritualità, di grazie, che il Signore ci ha dato.

Qual è la ricchezza in più che una coppia cristiana ha? E’ la grazia, che vi deriva dal sacramento che avete celebrato quando vi siete sposati.

Voi dite: – Noi ci siamo giurati fedeltà”. Non è proprio così, anche, ma è Dio che vi ha giurato fedeltà e ha detto: “ Io non vi guarderò più singolarmente, vi guarderò insieme, il mio sguardo cadrà su di voi insieme. Non fatemi diventare strabico!”

Questa è la ricchezza nostra, perciò nessun cristiano può alzare la voce, gridare, elevare critiche…giudicare quelle coppie cristiane o non cristiane, che non riescono a trovare quella intesa , quella comunione che è propria, perché in loro non c’è un questo giuramento, questa promessa di Dio. Certamente c’è in tutti la promessa di Dio di un bene grande, che non verrà mai meno, ma qui c’è un sacramento, un segno efficace, che diventa attuale e si rinnova tutte le volte che un uomo e una donna fanno quelle scelte che sono proprie di una coppia, siano queste scelte di natura fisica, spirituale, economica, sociale…tutto : In quelle scelte lì, Dio interviene, è presente e vi sostiene.

BARRIERA DEL PECCATO E STRUMENTI DELLA GRAZIA

E’ chiaro che il peccato crea una barriera al ruscello della grazia. Voi pensate ad un fiume, ad un ruscello che scorre; si costruisce una barriera: questo ruscello non scorre più , si ferma lì e l’acqua cresce, cresce. Quella barriera è il peccato. Nel momento in cui voi abbattete, togliete la barriera, il ruscello torna a scorrere, anzi, in una maniera più cospicua. E’ quello che nella nostra vita di ogni giorno noi dobbiamo fare. Quindi, ecco: “Non siete più due, ma una sola persona, una carne sola”, dice Gesù, dice San Paolo.

Ora tutto questo, dicevo, è un ideale che va costruito giorno per giorno, nell’impegno . Ci sono degli strumenti. Questi strumenti sono: intanto la pazienza, la misericordia, il non scoraggiarsi, la preghiera, l’aiuto vicendevole, l’affetto, l’amore…

Questi sono gli strumenti che noi abbiamo e che ogni tanto ci sfuggono di mano: allora capita che non ci vogliamo bene, siamo imbronciati, siamo offesi.

Questo indebolisce la coppia. Allora , dice Papa Francesco:”Non deve finire la giornata senza essersi perdonati”, perché poi la mattina dopo bisogna alzarsi di nuovo, stare in piedi e ricominciare con la forza, l’energia che noi abbiamo che ci doniamo vicendevolmente : la preghiera, perché da soli non ce la facciamo. Ecco vivere la presenza del Signore, pregarlo, invocare la sua benedizione su di noi, invocare Spirito Santo.

LA CHIESA: FAMIGLIA DI FAMIGLIE

Dicevo poi le tante famiglie che compongono la Chiesa: non siete una chiesuola, il vostro ritrovarvi al’interno dei cenacoli è un momento importante, perché, è la dimensione familiare che viene evidenziata, ma poi è nell’Eucarestia , celebrata insieme alla comunità, che si esprime la famiglia di Dio, dove insieme ascoltiamo la Parola di Dio, insieme facciamo memoriale della passione morte e resurrezione del Signore, e poi torniamo nelle nostre case inviati dal Signore.

IMPORTANZA DEI CENACOLI

Ecco, una delle vostre specificità è quella della la preghiera nei cenacoli. Allora io sottoscrivo tutto quello che è stato detto. Essere consapevoli della forza della preghiera è fondamentale, la potenza della preghiera! Proprio dalle vostre case, oltre che dalla chiesa, voi insistete, siete petulanti, chiedete al Signore la pace nel mondo, la santificazione delle famiglie, la conversione dei peccatori.

Noi siamo convinti che questo il Signore lo realizzerà, quando e come vuole lui, ma noi intanto aderiamo a questo suo progetto con la nostra preghiera, insieme a Maria.

E’ chiaro che bisogna fare in modo che in questi cenacoli ci siano le famiglie, non solo le mogli o le madri, ma gli uomini, le donne e i figli . Però anche questo è un ideale, è un ideale a cui tendiamo.

Nel frattempo cominciamo a dare l’esempio, chi può, chi ha questa consapevolezza e chi dice :- Io non ho altri strumenti se non questo e allora do questo.

Mi raccomando non siate di quelli che dicono:”O tutto o niente”!

C’è un cammino, ci vuole pazienza, pazienza con noi stessi, pazienza con chi ci è accanto, pazienza con i vicini, pazienza con tutti.

L’obiettivo è questo: dobbiamo chiedere al Signore che cambi il cuore dei nostri mariti, delle nostre mogli, dei nostri figli….

Qui in una delle domande che voi mi avete sottoposto, (siete un po’, esagerati, però è !…) voi dite: nella lettera ai Corinti, al capitolo 7, 14, San Paolo dice “Il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente”

Voi pensate che a quel tempo la stragrande maggioranza non erano famiglie battezzate, cresimate, sposate in chiesa. Erano famiglie che erano nate, sorte in quella società e poi magari uno dei due si era convertito, quindi faceva parte della chiesa e magari l’altro, il coniuge, non gradiva questo modo di fare, poneva ostacoli , ecc ecc. Che cosa dovevano fare? Si dovevano separare? No, ma ecco: Il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e viceversa.

E’ chiaro che la compresenza di persone di religione diversa, complica enormemente le relazioni, crea difficoltà.

Quando due persone di religione diversa vengono a chiedermi di sposarsi, uno è cattolico, l’altro di altra religione, io li sconsiglio sempre, in linea di principio. Perché all’inizio è più facile, ma poi diventa estremamente complicato, perché noi siamo fatti così , crescerà l’egoismo, crescerà la rabbia.

L’AMORE VA ALIMENTATO

Vi dico una cosa che potreste anche non condividere: l’amore con il passare tempo tende non a crescere , ma ad affievolirsi. Noi dobbiamo fare in modo che sia il contrario, ma dobbiamo essere realisti.

Se non c’è una tensione umana e soprattutto spirituale…, ma con la grazia di Dio che accompagna ciascuno di noi, il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e viceversa. Anche in questo Santa Monica ha versato lacrime per la conversione del marito e dei figli, ha pregato tanto e il Signore l’ha ascoltata e così ascolta anche tutti noi.

Oggi tante situazioni di fatto: coppie che si sono sposate in chiesa, poi uno dei due diventa non credente, si estranea dalla Chiesa, si estranea dall’amore di Dio.

Che fare? Ecco, lì bisogna intensificare la preghiera, bisogna intensificare l’amore verso l’altra persona, perché nella famiglia poi tutto si ripercuote su chi non ha colpa, che sono figli.

RIPARTIRE DALLA FAMIGLIA

C’è un’atra cosa che vorrei dirvi.
E’ chiaro che oggi bisognerebbe pensare ad un tipo di evangelizzazione, un pochettino diversa, cioè ricominciare dalle famiglie: famiglie che si incontrano, che ascoltano la Parola di Dio, che pregano e che e poi allargano la loro cerchia ad altre famiglie, costituiscono vari gruppi di famiglie. E’ un po’ come è stato nei primi tempi della Chiesa: le chiese domestiche, con al centro la parola di Dio, il Signore, e poi la celebrazione dei sacramenti la domenica nella grande comunità.

LA PREGHIERA VA CONFERMATA DALLA CARITA’

Ma oltre a questo, nella vostra preghiera, voi pregate il Rosario, la centralità della parola di Dio, ma poi dopo che succede? Succede che questa vostra modalità di essere poi deve esprimersi nella carità, deve essere validata dalla carità, cioè dobbiamo crescere nel senso che il nostro cuore si deve allargare, non si deve chiudere.

TESTIMONIARE CON LA VITA

Questa mattina, pregando l’ufficio delle letture ho trovato un bellissimo riferimento di Sant’Agostino che voglio proporre anche a voi. Ribadisce quello che stiamo dicendo:

“Impegnatevi a lodare con tutto il vostro essere: cioè non solo la vostra lingua e la vostra voce lodino Dio, ma anche la vostra coscienza, la vostra vita e le vostre azioni.

Noi lodiamo il Signore in chiesa quando ci raduniamo (…voi lodate il Signore nelle famiglie quando vi radunate)

Al momento in cui ciascuno ritorna alle proprie occupazioni, quasi cessa di lodare Dio. Non bisogna invece smettere di vivere bene e di lodare sempre Dio. Bada che non tralasci di lodare Dio quando ti allontani dalla giustizia e da ciò che a lui piace. Infatti se non ti allontani mai dalla vita onesta, la tua lingua tace, ma la tua vita grida e l’orecchio di Dio è vicino al tuo cuore. Le nostre orecchie sentono le nostre voci, le orecchie di Dio si aprono ai nostri pensieri. “

La nostra vita di giustizia di rettitudine diventa il prolungamento della preghiera che abbiamo fatto in chiesa o nelle case e che viene ascoltata da Dio, che ha le orecchie per il nostro cuore.

Ecco allora, dicevo, la vostra esperienza è bella e va continuata, avendo davanti le finalità che vi siete prefissati, ma anche questa attenzione di riferimento alla comunità, di riferimento agli assenti, ai mariti o alle mogli o ai figli.

Vi invito a continuare questa vostra preghiera non tanto con le parole, ma una vita giusta, paziente, che non critica, che non mormora, che non dice maldicenze, che non pensa male degli altri, ecc… ecc.… Questa preghiera qui il Signore la ascolta dal vostro cuore.

COME TRASMETTERE LA FEDE AI FIGLI

Allora vengo alle domande che voi mi avete fatto. La seconda riguarda i figli e dice così:

“ Iniziamo da quelli che si trovano nell’età della crescita. I modelli di vita che hanno davanti sono spesso in contrasto con quelli che vorremmo trasmettere loro. Sia tra le persone con cui sono in contatto, sia dalla televisione, vedono le cosiddette famiglie allargate, amichetti che vivono con due mamme o due papà… Nella stessa scuola pubblica si sta diffondendo la cosiddetta teoria del “gender”, che sovverte le fondamenta della famiglia stessa. Come può la famiglia cristiana spiegare loro queste anomalie e proteggerli dalla mentalità pagana del mondo?”

uesto è un problema grandissimo! Purtroppo oggi non sono più i genitori gli unici che propongono la formazione dei loro figli. Che cosa possiamo fare? Possiamo educare i nostri ragazzi ad essere attenti e critici verso modelli che non corrispondono al Vangelo o alla natura stessa.

Noi non possiamo convincere nessuno, ma aiutarli ad avere una propria idea, ad arricchirsi di motivazioni, a capire loro stessi quali sono le scelte giuste. Uno dei modi più efficaci è quello di proporre una vita serena di famiglia.

Se voi nelle vostre famiglie sarete sereni, contenti, rispettosi, misericordiosi, questo sarà per i vostri figli la testimonianza più importante che potete dare.

Il Papa si è espresso ultimamente, nell’udienza del 15 aprile, proprio sulla teoria Gender che io vi invito a ricercare in internet . Tra le altre cose ha detto:

La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Per esempio, io mi domando, se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa.

Ormai l’uomo e la donna non sanno più confrontarsi, per cui si cerca un modo di stare insieme così. Il discorso è molto lungo e io vi rimando soltanto a questo, Certamente la scrittura ci dice: “ Il Signore ha creato l’uomo maschio e femmina li creò…a sua immagine e somiglianza”

Bisogna aprire gli occhi soprattutto se avete nipoti che vanno a scuola, insistere, perché in quel luogo lì non siano insegnate certe teorie, perchè fino a prova contraria l’educazione spetta ai genitori. Poi faranno delle scelte i vostri figli quando saranno più grandi. Vi invito a ricercare in Internet il discorso del Papa nell’udienza generale del 15 Aprile.

RAPPORTO DEI GENITORI CON I FIGLI ADULTI

Per quanto riguarda i figli grandi che se ne vanno via da casa e poi tornano con l’amica o con l’amico, questo è un dramma, è una tragedia.

Anche qui io non so darvi risposte, ma qui è l’amore che deve prevalere, l’amore e la testimonianza di una vita impostata sul Vangelo. Certamente i figli hanno diritto a fare i loro errori. I genitori vorrebbero impedirglieli, ma non sempre questo è possibile e forse non sempre questo è opportuno. Finchè non battono la testa.. Speriamo che il bernoccolo sia di lieve entità!

Deve trionfare l’amore! Io posso dirvi solo che è soltanto l’amore che può aiutarci, non a condividere, ma a distinguere le persone dalle loro scelte, mai giudicare! Noi siamo spesso portati a giudicare. Oggi bisogna essere molto molto pazienti e rispettosi delle persone.

IL TEMA DEGLI ANZIANI

Intano per noi, dobbiamo imparare a diventare anziani. Qui può farci da maestro Don Giuseppe Marinozzi che ha 98 anni ed è qui ancora presente. E’ stato parroco a San Bucetole per tanti anni e ancora è qui sulla breccia. Intanto, imparare noi a diventare anziani, perché sappiamo invecchiare con sano realismo. Anche in questo la società non ci aiuta. Ricordiamoci sempre che gli anziani sono persone, figli di Dio, che vanno amati.

Noi con grande amore, lasciando sfogo alla nostra capacità di amare, mettiamoci al servizio di queste persone , intanto diamo una testimonianza, andiamo a trovarle, stiamo loro vicino e rincuoriamone una o due .

Ricordo quando ero giovane frate, in occasione delle feste di Natale, con il gruppo di giovani, andavamo in quello che si chiamava allora “cronicario”.

C’era una vecchietta che aveva il suo lettino, in un angoletto, vicino a un’altra persona e quando arrivammo noi c’era una bella ragazza, che sistemava il comodino, le aggiustava il letto. Poi se ne andò e noi cominciammo a chiacchierare con questa vecchietta e lei ci disse: – Io trascorro tutta la settimana per aspettare la mezz’oretta in cui mi viene a trovare quella ragazza .

Per me fu un pugno nello stomaco. Era forse una ragazza universitaria, forse appartenente a un gruppo parrocchiale, che aveva adottato quella vecchietta. Non era neanche parente!

Ecco allora quello che dovevo dire ve l’ho detto. Qualche altra cosa vi dirò nell’omelia e vi faccio tanti auguri. Benediciamo le corone poi andiamo in chiesa per la Santa Messa.

RELAZIONE DI PANZETTA RASILE GRAZIELLA

SALUTO INIZIALE

Un fraterno affettuoso saluto a tutti ed un ringraziamento per la vostra presenza qui, a questo Convegno Annuale delle “Famiglie di Maria”, che celebriamo oggi 9 Maggio, dopo aver festeggiato ieri la Beata Vergine di Pompei , nel mese dedicato alla Madonna.

Ringraziamo innanzi tutto il Signore, per questo quindicesimo anno del nostro cammino con Maria.

Salutiamo tutti, iniziando dai nostri sacerdoti.

Saluteremo il nostro vescovo, Sua Ecc.za Mons. Giuseppe Piemontese, non appena arriverà.

Salutiamo le persone che vengono da lontano e poi coloro che appartengono alla nostra Diocesi. Vi portiamo il saluto di tante persone lontane, sparse un po’ in tutte le regioni italiane ed anche all’estero. Molte si sono fatte sentire attraverso il telefono o internet: avrebbero voluto essere qui con noi oggi, ma, per la lontananza o per altri impedimenti, non sono qui fisicamente, ma lo sono spiritualmente.

FINALITA’ DEL CONVEGNO

Il Convegno Annuale è il momento adatto per esaminare due aspetti fondamentali della nostra vita associativa:

da una parte cerchiamo di fare un bilancio dell’esperienza che abbiamo vissuto in questi anni, nel nostro cammino con Maria;

dall’altra cerchiamo di capire insieme, nello svolgersi della nostra comune esperienza, che cosa di specifico la Mamma Celeste chiede proprio a noi, che ha chiamato a partecipare all’Associazione delle “Famiglie di Maria”, che si definisce “Movimento per la santificazione della famiglia”.

Il “progetto” che il Signore ha su di noi, poi, si svela piano piano e attraverso ciò che si concretizza man mano, possiamo capirlo sempre di più.

Per questo, è necessario mantenere integra, nel cuore, quella che è stata la nostra ispirazione iniziale, riflettere su come essa si sia sviluppata nel tempo e cercare di mantenerla nello spirito giusto.

IDEALE COMUNE

Allora, quale era l’ideale verso il quale ci incamminammo ben 15 anni fa?

E’ presto detto: l’ideale era, ed è tuttora, la famiglia che, con la guida e l’aiuto di Maria, diventa sempre più cristiana: Cristo al centro della nostra vita, per una famiglia santa.

Più volte ci è stato detto che questo termine”santificazione” spaventa e sembra quasi irraggiungibile, perché noi erroneamente vediamo nella santità solo le virtù eccezionali di tanti santi, già innalzati agli onori dell’ altare, come , ad esempio Madre Speranza.

Chissà, invece, quante coppie di coniugi, che hanno vissuto una vita familiare normale, nella semplicità, alla luce di Dio, quotidianamente, educando i loro figli e sacrificandosi per amore, senza risparmio di energie, sono oggi in Paradiso e noi non lo sappiamo!

Essere santi è fare la volontà di Dio, nella normalità delle esperienze di tutti i giorni, piccole e grandi che siano, cadendo a volte, ma sempre pronti a rialzarci, a riabbracciarci, chiedendo al Signore perdono , luce e forza per andare avanti.

Se la famiglia è unita in questo, di conseguenza vive nella serenità, si sente unita, perché alimentata dall’amore gratuito che viene da Dio e che ciascuno riversa sull’altro.

Essendo la famiglia cellula base della società, proprio nella famiglia è riposta la speranza di rinnovamento dei popoli : tutti quelli che stanno al potere, come i politici e i governanti, ricevono la loro formazione, la loro mentalità dalla famiglia in cui sono nati e cresciuti.

La Chiesa stessa rinnova i suoi apostoli, attingendo dalla famiglia, perché le vocazioni sacerdotali, religiose e matrimoniali nascono e vengono coltivate nella famiglia. Per questo ogni risanamento non può che ripartire dalla famiglia.

Ma se ci guardiamo intorno, purtroppo, non possiamo non vedere la crisi che incombe su tutto: sulle persone e sul creato. I temporali che stanno cadendo sulla famiglia, cercano addirittura di cambiarne i connotati.

E’ chiaro che questo non era nel progetto di Dio, ma è conseguenza del peccato dell’uomo, che ha escluso Dio dalla sua vita e messo se stesso al centro di tutto.

Tante volte abbiamo sentito dai nostri ultimi papi, che l’umanità si trova ad un bivio e che corre il rischio di autodistruzione.

Chiediamoci allora: che cosa possiamo fare noi, così piccoli, di fronte a tanto decadimento?

Come correggere questa rotta?

La Madonna ci indica la strada e non si stanca mai di ripeterci: – Figli miei, pregate! La preghiera fa miracoli! Con il Santo Rosario si fermano anche le guerre! Il mondo è in pericolo e la preghiera è un mezzo potente, che il Signore ha messo a vostra disposizione.

Non dimenticate che Gesù è con voi, è risorto, è vivo e Lui è in grado di fare nuove tutte le cose, può cambiare tutto e anche in poco tempo.

Lo scorso 5 Aprile abbiamo celebrato la Santa Pasqua e siamo ancora in tempo pasquale, che culminerà nella Pentecoste. Risuona ancora in noi quell’annuncio festoso: “CRISTO E’ RISORTO! E’ VERAMENTE RISORTO!”

Gioiamo allora, perché con Lui risorgeremo anche noi, risorgeranno anche le nostre famiglie!

Ma come? Ma quando? Ci chiediamo!

Certo, risorgeranno quando Gesù tornerà vittorioso alla fine dei tempi, ma la nostra resurrezione , se lo vogliamo, può cominciare adesso, con tante piccole resurrezioni, giorno per giorno.

Chi fa da tempo il cammino delle “Famiglie di Maria” e prega e opera perché la propria famiglia cresca nel cammino di conversione verso il Signore, ha sicuramente imparato a gioire dei piccoli passi che fa personalmente in questa direzione e che vede fare dai suoi cari. Sapeste quante volte ci siamo sentiti dire con gioia: “Sono riuscita a pregare con mio marito!” oppure: “Quel mio figlio o quella mia figlia, che non andava più in chiesa, ha incontrato un angelo, un amico o una fidanzata che ce lo ha riportato!”

Ci accorgiamo che ogni piccolo passo di uno di noi, in famiglia, ogni piccolo avvicinamento al Signore, è una piccola grande resurrezione, che ci avvicina alla grande resurrezione della famiglia, che sarà piena quando tutti i familiari riconosceranno e accoglieranno Gesù come il Signore da cui viene la felicità piena.

Guardare a questa meta e avere negli occhi la situazione della famiglia nella nostra società oggi, sembrano due cose inconciliabili.

Pensiamo alle famiglie spezzate, ai divorzi, alle famiglie ricomposte…Bambini che si trovano contesi tra genitori o che hanno più madri e più padri…sofferenze indicibili…

Come, da queste situazioni, si può ricostruire la famiglia, secondo il progetto di Dio?

Occorrere allargare il nostro cuore e la nostra fiducia nel Signore, che è il Signore della vita e che da qualsiasi situazione umana, anche la più ingarbugliata, è capace di far rinascere la vita stessa. Quindi può far rinascere la famiglia, nonostante le tante situazioni disastrose che ci sono nella nostra società.

Probabilmente tutti abbiamo sperimentato qualche volta come, proprio nei momenti di dolore, ricerchiamo il Signore e torniamo a Lui.

Le “Famiglie di Maria”, fin dall’inizio, hanno accolto fratelli e sorelle con difficoltà familiari o separati e divorziati, che si sono aperti al Signore proprio in quella dolorosa esperienza. Sono entrati nella comunità della Chiesa, si sono sentiti accolti e stanno facendo un cammino di conversione con tutti coloro che non si sentono più bravi solo perché, grazie a Dio, hanno la famiglia ancora unita. Queste persone tante volte ci hanno dato e ci danno un grande esempio, perché fanno ogni sforzo per superare il rancore verso il coniuge, pregano per lui e si considerano ancora sposate, perché credono nel sacramento del matrimonio, che hanno contratto davanti al Signore e che non si cancella.

Anche genitori, che vedono figli in situazioni di disordine familiare, con il sostegno della presenza e della preghiera di fratelli nella fede, trovano conforto e speranza.

Noi, come Maria, vogliamo accogliere tutti, formare una grande famiglia di famiglie, nella quale nessuno si senta escluso, ma accolto e sostenuto dai fratelli nel Signore.

CENACOLI

Uno dei frutti più belli che la Madonna ci ha fatto assaporare è quello dei cenacoli: gruppetti di persone che si riuniscono per pregare insieme, nelle chiese o nelle case.

Confermando che il cenacolo ideale per noi è quello familiare, formato dai due coniugi prima di tutto e poi insieme ai figli o agli altri componenti della famiglia, guardando a quella meta, intanto accogliamo con gioia gruppi di persone appartenenti a famiglie diverse, che si riuniscono per pregare insieme.

Ci sono varie esperienze: cenacoli stabili, che si riuniscono ogni martedì, in determinate case e cenacoli itineranti, come succede a Torralba, in Sardegna, provincia di Sassari, dove la famiglia di Monica e Gabriele ha unito un gruppo di famiglie: ogni martedì si spostano da una casa all’altra, a giro, per pregare insieme e sempre insieme, nella bella stagione, vanno a pregare il Santo Rosario anche sulla spiaggia.

Numerosi sono anche i cenacoli che si incontrano nelle chiese. Ben vengano anche quelli, ma visto che la nostra chiamata è quella di adoperarci per riportare la preghiera nella famiglia, speriamo che da quei gruppi venga a qualcuno il desiderio di formare un cenacolo nella propria casa.

L’esperienza del cenacolo nelle case porta veramente tanti frutti, perché corrisponde a varie esigenze dei nostri tempi.

Il mondo in cui viviamo, rispetto a qualche decennio fa, si è molto scristianizzato, per cui succede un po’ come nella chiesa primitiva: ricominciamo dalle case, incontriamoci nelle case e da lì ricominciamo la nuova evangelizzazione.

Ci piacerebbe che si formassero tanti cenacoli nelle case, ma ciò non significa che per chi non ne ha la possibilità non sia vero il patto che abbiamo fatto, quello di pregare come è possibile, anche da soli, ma in unione di preghiera anche da lontano.

Tutti insieme formiamo comunque un grande cenacolo.

Ecco perché il vescovo ci ha invitato a riflettere sul versetto degli Atti degli Apostoli:

“Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Mria, la madre di Gesù, e ai fratelli di Lui! ( At 1,14)

Per concludere, lasciamoci guidare dalla Mamma Celeste, seguitiamo ad affidare a Lei le nostre famiglie, accogliamo personalmente le ispirazioni buone che Lei man mano ci suggerisce e mettiamole in comunione tra di noi, per spronarci reciprocamente a crescere come suoi figli, come famiglia di famiglie, popolo di Dio.

DEFUNTI

Un pensiero alle molte persone che si sono impegnate nel diffondere e sostenere con la preghiera “Le Famiglie di Maria” e che sono già in cielo. Ci sono anche tre sacerdoti: mio zio Don Francesco Grasselli, Don Marsilio Gentili e Padre Ottaviano Priore. Ricordiamoli nelle nostre preghiere, sicuri che loro pregano incessantemente per noi.