Testimonianze Incontro Annuale 2009

TESTIMONIANZE

TESTIMONIANZA DI LOREDANA

Non sono mai venuta al Convegno Annuale delle “Famiglie di Maria”, perché negli ultimi sei anni ho avuto problemi di salute personali e familiari.

Questa volta però non ho rinunciato, perché la Madonna mi ha aiutato troppo. Vorrei iniziare da quando mia cugina Graziella mi trasmise l’invito della Madonna a pregare nella famiglia. Allora la mia famiglia era composta da me, mio marito, la mia mamma di  90 anni, mia suocera di 87 e due figli.

Quando il mio figlio più grande si è laureato, con il massimo di voti, eravamo felici,  e ringraziavamo il Signore, ma poco dopo  andò a convivere con una ragazza e questo ci ha portato una grande tristezza. Ci chiedevamo come mai aveva fatto questa scelta, non sapevamo spiegarcelo. Aveva ricevuto un’educazione religiosa che lo aveva accompagnato anche dopo la cresima. Personalmente non riuscivo a rassegnarmi  e ricordavo quando i figli erano piccoli e dicevo tra me: Signore, se diventassero sacerdoti,non mi dispiscerebbe!…

Adesso questa sua scelta ci faceva soffrire. Ma il rosario che recitavamo ogni martedì mi faceva sperare che la Madonna  non ci avrebbe  abbandonato.

Ed è stato così.

Pregavamo in famiglia, cioè io, mio marito e le  due mamme anziane.

Ad un certo momento mio figlio ci ha annunciato che stavano facendo il corso pre-matrimoniale e che si sarebbero sposati in chiesa. Così è stato . I due sposi hanno continuato a frequentare il gruppo neo-catecumenale, con il quale avevano frequentato il corso ed è stata una grazia, perché i giovani di oggi non sono abituati ai sacrifici ed alle prime difficoltà si abbattono e poi  la grazia del sacramento del matrimonio li aiuta.

II matrimonio è stato già allietato dalla nascita di due figli.

Passata questa esperienza ne è cominciata un’altra, altrettanto significativa.

Il figlio più piccolo, dopo tredici anni di fidanzamento, è stato lasciato dalla ragazza. E’ stato un dramma! A 33 anni era profondamente abbattuto, perché avrebbe voluto sposarsi e formare una famiglia. Invece si trovava solo e sconsolato.

L’ex ragazza non era molto religiosa, andava alla messa solo due volte l’anno e  mio figlio come lei non cercava altro.

Lo stile della nostra famiglia però era un altro. La nostra famiglia frequentava assiduamente la Chiesa ed era impegnata in opere di volontariato, in ospedale o in case di riposo. Avevamo sempre cercato di coinvolgere i figli nelle situazioni di disagio degli altri,  ed io mi raccomandavo alla Madonna, perché il figlio potesse reagire e soprattutto perché potesse  riscoprire la sua fede sopita.

La Mamma Celeste mi ha ascoltato, e dopo pochissimi mesi, mio figlio ha incontrato una ragazza religiosa, con profondi valori, che è riuscita anche ad aiutarlo a ritornare alla fede. Ora hanno fatto il corso di preparazione al matrimonio e si sposeranno il 13 giugno.

Ma le grazie della Madonna non finiscono qui.

Anch’io ho attraversato un periodo di apatia spirituale, di depressione, non riconosciuta da me come tale.  I motivi potevano essere vari: non riuscivo a camminare per un ginocchio malato… la morte della mamma… la malattia della suocera… In realtà il problema più profondo era rappresentato dal fatto che  era nata in me una grande paura della morte.

Anche in questo la Madonna mi ha aiutato.

HO smesso di vedere in Televisione film volenti ed ho incominciato a sentire Radio Maria, seguitando a recitare il rosario del martedì come sempre.

Ho affrontato il problema della morte e ho cominciato ad non averne più paura, perché quando nella seconda parte dell’Ave Maria, dicevo: “ Prega per noi peccatori”,  sentivo che la Madonna  mi era vicino, mi sarebbe stata vicino.

Poi, pian piano, ho capito quello che Gesù ha fatto per noi con la sua morte e la sua resurrezione e allora, quando mi capita di soffrire tanto  da non poterne più, dico a Gesù: – Signore, ti offro la mia sofferenza, però Tu dammi la forza per affrontarla. Altre volte invece tengo presente la sofferenza della Madonna sotto la croce e mi rendo conto che quelle che io chiamo “le mie croci” , al confronto non sono nulla.

Dimenticavo di dire che a me non piaceva pregare.  Ero più portata per aiutare gli altri, fare volontariato, mentre il ripetere le “Ave Maria”mi creava una grande fatica  e anche la recita del Rosario per me era troppo lunga, non mi finiva mai.

Anche questo è inspiegabile: ora il tempo della recita del rosario mi vola, arrivo alla fine  e non mi accorgo di come ci sono arrivata.

Poi ho capito che non basta dire a parole: “Sia fatta la volontà di Dio”,ma bisogna credere che anche la croce ha la sua importanza per la nostra santificazione.

Anche se subito non si capisce, il Signore sa che cosa è meglio per la nostra anima.

Voglio ancora ringraziare la Madonna, perché ultimamente ho avuto delle cadute molto brutte e inspiegabilmente ne sono uscita senza danni. Sicuramente Lei mi ha ancora protetto.

Non so quello che il Signore vuole da me, ma da parte mia mi propongo di trascorrere questo tempo che mi rimane da vivere intensificando la preghiera, per i miei cari, per tutti quelli che non credono, perché tutti raggiungano quella pace interiore che solo per intercessione di Maria, Gesù, Dio Padre e lo Spirito Santo ci possono dare.

 

Loredana

 

TESTIMONIANZA DI ROSY

 

La forza e la bellezza del  pregare insieme l’ho provata tanti e tanti anni fa, quando mi trovavo a Medjugorje per la prima volta.

Eravamo tanti cuori aperti rivolti al Cielo, una sola voce.

Pregavamo per ore senza stancarci.

Con grande rammarico quell’incontro finì e mi rimase l’immagine di tutte quelle persone unite in preghiera, una forza incredibile che sale al cielo e che tutto può, per tutti.

Poi nacque questa Associazione di famiglie che pregano le une per le altre: “ un dono inestimabile del Cielo”.

Da molti anni ormai ci riuniamo nelle famiglie per pregare  il martedì.

Sino a tre anni fa , ci aveva accolto con amore, nella sua casa, un signore anziano costretto sulla sedia a rotelle, di nome Filadelfo. Era sempre sorridente e felice di vederci arrivare, il martedì.

Con la nostra preghiera lo abbiamo accompagnato sino agli ultimi istanti della sua vita.

Non dimenticherò mai la sua ultima stretta di mano ed il suo sguardo. Ora ci guarda dal cielo.

Dopo di allora una signora che faceva parte del nostro gruppo,  ci invitò ad andare nella sua casa il martedì a recitare il Rosario.

Si chiama Anita ed è una signora gentile, dolce e di grande fede.

Ad ogni meditazione del mistero, lei esprime la sua gioia e la trasmette a noi.

Insieme meditiamo anche il Vangelo della Domenica precedente e ne nasce un semplice approfondimento della Parola di Dio.

Il nostro è anche un incontro di fraternità; ci interessiamo di ciò che accade a ciascuno di noi, ci incoraggiamo a vicenda nelle difficoltà e da questo nasce una forza nuova, una serenità che viene dalla preghiera e dalla certezza che Dio ci ama e ci accompagna in ogni istante della nostra vita.

Preghiamo per tutte le famiglie che nella nostra società sono messe a dura prova e che forse ancora non hanno incontrato sul loro cammino la Mamma Celeste.

Il nostro gruppo si è formato con persone dello stesso condominio, con persone del quartiere che conosciamo da anni e alle quali abbiamo fatto l’invito di pregare insieme. E’ stato facile riunirsi ed è talmente bello ritrovarsi , che non lasciamo un solo martedì.

E’ un appuntamento al quale ognuno di noi tiene molto, perché Gesù è con noi.

Lui ha detto : “ Dove due o più persone  sono riunite in preghiera, Io sono in mezzo a loro.”

Provate a formare un gruppo. Bastano due persone, il resto lo fa la Mamma Celeste.

 

Rosy

 

 

 

TESTIMONIANZA DI CIRO E GIULIANA

 

Amici carissimi, facciamo parte delle Famiglie di Maria fin dal 2000, ma quest’ anno la presenza mia e di Giuliana in occasione del nono Anniversario  della nostra Associazione, ha un significato molto particolare.

Dopo circa venti anni trascorsi a Pozzuoli e altri venti vissuti a Roma, il 14 Maggio abbiamo aperto un nuovo capitolo della nostra vita.

Ci siamo messi nelle mani del Signore e della Vergine Maria e ci siamo di

nuovo imbarcati per approdare a Terni ed iniziare un altro ventennio; in piena umiltà sottolineo la parola iniziare, consapevole che il futuro lo conosce solo il Padre Eterno.   Un’idea maturata, nel mese di Maggio dello scorso anno, che si è conclusa, pensate un po’, un anno dopo, proprio nel mese di Maggio.

Come dire…una coincidenza  tutta mariana!.

Qualcuno dice che partire è un po’ morire, ma per noi non è stato così.

Infatti, mentre eravamo trattenuti a Roma per formalizzare la vendita della nostra casa di Roma, a Terni venivano date disponibili le chiavi della nuova casa; era Martedì e l’unica persona che poteva prenderle era Graziella, che era impegnata nel Rosario, insieme ad altre famiglie del gruppo.

Terminato il Rosario  è andata a prenderle, è entrata in casa e con una breve preghiera ce l’ha affidata a Maria, affiggendo all’interno della porta d’ingresso la bellissima icona, a noi tanto cara, della Sacra Famiglia  .

Quando a notte fonda siamo arrivati noi, entrando ci siamo sentiti subito accolti e consolati dalla stessa immagine, davanti alla quale anche a Roma siamo soliti pregare.

Ma poi c’è un altro importante motivo: quel filo di affidamento alla Vergine Maria che con il Rosario del Martedì tiene unite tutte le famiglie della nostra Associazione, anche venendo a Terni, non si è mai interrotto e ne abbiamo avuto la riprova attraverso  le numerose telefonate ricevute dai nostri amici di Roma, anzi è stato reso ancora più solido dal Rosario che reciprocamente ci siamo impegnati a pregare il Martedì gli uni per gli altri.

Grazie di cuore a Te  Vergine Maria, che ci hai voluti coinvolgere in questa nuova meravigliosa avventura. Grazie a tutti voi, che siete qui per testimoniare e condividere la grande gioia di appartenere alle famiglie di Maria, a quanti ci sostengono con la loro preghiera, da sua eccellenza Mons. Vincenzo Paglia ai nostri assistenti carissimi Don Francesco e Don Adolfo, a Carlo e Graziella, che in queste circostanza, si sono dimostrati  veramente unici e insostituibili e, visto che sono io a parlare, non posso dimenticare la mia adorata consorte qui presente, senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile.

Ora  vorremmo  concludere così,  con una semplice, ma potentissima invocazione che spesso ripetiamo davanti alla piccola statua della Madonna, che dopo affannose ricerche finalmente anche a Terni abbiamo ritrovato e che, come a Roma, abbiamo di nuovo messo all’ingresso della nostra casa:

Maria  Madre delle Famiglie proteggici, guidaci, aiutaci, salvaci !.

Ciro e Giuliana

 

Rosy

TESTIMONIANZA DI MARIA LUISA

 

 

Mi chiamo Maria Luisa e faccio parte da alcuni anni dell’Associazione “Famiglie di Maria”. Desidero oggi comunicarvi semplicemente quanto si sta bene e quanto fa bene pregare insieme per le famiglie, come la Mamma Celeste ci ha suggerito.

Tutti ormai ci rendiamo conto che le famiglie sono oggi più che mai insidiate dal male, e per questo spezzate, denutrite d’amore, schiacciate dalle preoccupazioni economiche; la difficoltà di comunicazione separa  e avvilisce i legami affettivi; non si riesce a stare insieme e i rari momenti in cui ci si ritrova sono spesso assorbiti dalla televisione e dalle accuse che rimbalzano l’un l’altro, provocando ematomi e ferite nel cuore.

Ma ecco venirci in aiuto la Mamma Celeste, che ci chiama ad avere fiducia in Lei, a pregare insieme per le nostre famiglie, ogni martedì.

Io faccio parte di un gruppo che si riunisce per pregare il rosario e, credetemi,  ogni volta che ci riuniamo ci rafforziamo nell’Amore e nella comprensione tra noi, verso gli altri, con chi ci chiede aiuto, nella consapevolezza che Gesù e Maria sono con noi, insieme a noi, ascoltano le nostre richieste, entrano nei nostri cuori e nelle nostre famiglie.

Non è stato forse Gesù a dirci: “ Quando due o più persone si riuniscono nel mio Nome, Io sarò lì con loro e qualsiasi cosa mi chiederanno, sarà loro data?”

Queste parole ci fanno capire quanta più forza assume la preghiera se pronunciata insieme e tutti con la stessa intenzione; essa riavvicina e riunisce le coppie, produce guarigioni fisiche e spirituali, permette di condividere gioie e dolori, dà forza, speranza e grazie di ogni genere, ma dobbiamo chiedere con il cuore umile, senza pretese, affidandoci a Maria.

A volte, quando ci riuniamo, qualcuno arriva gioiso, pronto a condividere le esperienze positive della settimana; qualche altro arriva più preoccupato, buio in viso, con la mente rivolta a ciò che lo rattrista, ma nello stesso tempo tutti siamo sicuri che dopo aver pregato e condiviso con affetto quei momenti della  giornata, ci sentiamo più sereni, in pace, rafforzati e capaci di trasmettere tutto questo alle nostre famiglie.

Ho avuto modo di constatare, infatti, che attraverso queste preghiere, la Mamma Celeste entra anche nelle nostre case, nei cuori dei nostri famigliari e, poco a poco, Ella distribuisce a chi vuole, quanto vuole, come vuole e quando vuole tutti i suoi doni e le sue grazie.

Nessun dono, dice il Signore, viene dal cielo, è concesso agli uomini,  che non passi per le mani verginali di Maria. Noi deponiamo le nostre preghiere nel Suo  cuore ed esse, come un seme,  daranno frutto sicuro sia per la salvezza delle nostre anime che delle nostre famiglie.

Tante persone oggi si sentono con il morale a terra, senza energia per affrontare neanche le cose di tutti i giorni, non trovano motivi per alzarsi la mattina; quello che ieri era grinta diventa per molti rabbia contro se stessi e impazienza  verso tutti.

“Depressione” la chiamano i medici, malattia da curare con psicofarmaci o ricostituenti, ma spesso è solo mancanza di vita interiore, di rapporto con Dio, di preghiera, di consapevolezza di avere una missione da compiere.

Una mia amica di Roma, oggi presente qui con noi, mi diceva ieri al telefono: “ Ero ricoverata per una riabilitazione, mi sentivo sola e un po’ depressa. Allora ho incominciato a chiamare: – C’è nessuno che prega con me un’Ave Maria?

Una donna ha risposto al suo appello, si sono messe a pregare e subito si sono sentite meglio. Ha fatto loro bene pregare insieme.

Vi consiglio di riunirvi in preghiera insieme ad altri, nelle vostre case, in chiesa, dove desiderate e il martedì unitevi alla nostra preghiera per le famiglie e vedrete a poco a poco crollare il muro dell’egoismo e al suo posto nascere l’amore per l’altro.

“Bussate e vi sarà aperto, chiedete e vi sarà dato”, dice il Signore e noi quando preghiamo insieme bussiamo talmente forte, che Gesù e la Mamma Celeste non possono non aprirci  le porte del Cielo. Tutte le “Ave Maria” del Rosario si sollevano verso il cielo: sono tantissime, pensate…diventano 500 solo se siamo in dieci, 1000 se siamo in venti e così via.  Se poi unite a tutti i gruppi  che pregano il martedì nelle varie parti d’Italia e fuori, diventano talmente tante che riescono anche ad asciugare le lacrime della nostra Mamma Celeste, che spesso piange per tutti i suoi figli che si sono dimenticati di lei e di suo Figlio Gesù, morto in croce per tutti.

Così il martedì pomeriggio cerchiamo di liberarci da ogni impegno e ci riuniamo per pregare, per regalarci il dono reciproco dello stare insieme tra di noi e con la Mamma Celeste.

I benefici sono tanti: la preghiera in comunità ci ha reso più uniti spiritualmente, più solidali e sinceri fra noi, pronti a sostenerci l’un l’altro. Questa è la forza di una sana famiglia, questo è il suo desiderio: che diventiamo un’unica grande famiglia.

In questi anni di preghiera abbiamo visto l’evoluzione positiva dei nostri cuori, delle nostre famiglie e di quegli associati che si tengono in comunicazione con noi, perché dove c’è Maria, entra l’amore, quello vero, quello che si acquisisce solo pregando e spazza via ogni timore.

Maria Luisa

 

 

Testimonianza di preghiera in famiglia,

inviataci da Valeria in occasione del Convegno

 

Care famiglie,

mi emoziona sapere di avere l’opportunità di poter testimoniare la mia esperienza di fede e di preghiera in famiglia.

Mi sono spesso domandata : “Ma il Signore che cosa vuole che io faccia in questa vita? Sarò in grado di sentire la sua voce? E’ forse possibile che Lui mi parli ed io non sia capace di comprendere? Eppure Gesù c’è, lo sento nel profondo del cuore. Questa vita è solo un cammino, ed io voglio percorrerlo insieme a Lui, anche perché diversamente, tutto sarebbe troppo vuoto, fragile e superficiale”.

 

Valeria prosegue raccontando come nella sua vita di studentessa lavoratrice, siano state determinanti le testimonianze di fede veramente vissuta, avute da due persone, una delle quali anziana e sofferente e poi passa a parlare del suo incontro con Marco .

Ho sempre avvertito un fuoco dentro, un’onda di energia, forte e potente che sovente mi ha fatto soffrire: la sensazione che pur avendo tutto questo amore dentro per Gesù, per gli altri, per la vita, io non fossi in grado operare, di capire che cosa veramente volessi o dovessi fare. Una sensazione che mi conferiva un peso sulle spalle e nel cuore e, pur essendo una persona dal carattere solare, sorridente alla vita, (così gli altri dicono di me), ho sempre tenuto dentro questa sofferenza, assai grande.

 

Ho studiato Materie Letterarie all’Università di Torino e contemporaneamente, per mantenermi negli studi, ho avuto la splendida occasione di lavorare presso una persona anziana, appartenente ad una famiglia di grande cultura. Una signora a dir poco splendida. Ora sarà sicuramente con Gesù.

Possedeva tutte le sofferenze del mondo: distrofia muscolare, morbo di Parkinson, glaucoma agli occhi a tal punto da non vedere. Una donna estremamente intelligente e sensibile. Si è instaurato una rapporto di dialogo e di amicizia che non dimenticherò. Uno dei nostri argomenti preferiti era la famiglia. Evidenziava, pur tra tante sofferenze, il suo profondo amore per il marito, ormai defunto e i suoi tre figli ma soprattutto la sua preghiera a Dio. Quando studiavo, alle cinque del pomeriggio, le sue preghiere ad alta voce condivise con la sua amica, anche lei anziana, risuonavano tra le stanze di quella grande casa.

Tali preghiere mi comunicavano, in un certo senso malinconia ma in me si radicava, sempre più, la consapevolezza grande che Gesù è al centro della nostra  vita.

In questa testimonianza di fede sarei felice di raccontare di mia zia suora, di Teresa che mi hanno aiutato a crescere, da quando ero bambina, comunicandomi esempi di fede autentica. Ora, però, desidero parlare della mia famiglia e lo scrivo provando una grandissima gioia

 

Quando ero fidanzata con Marco, mi preoccupava la scelta del matrimonio. Mettevo sovente in discussione il nostro rapporto. Nel vedere tutte quelle coppie che si separavano, nell’ascoltare esperienze di coppie in crisi, temevo di non essere in grado di vivere profondamente “la promessa” al Signore.

Quel giorno sono arrivata davanti all’altare con le medesime incertezze. Ho guardato Gesù, ho posto nelle mie mani, come un contenitore, il mio rapporto con Marco al Signore e ho detto: ”Gesù ti affido il nostro amore fa che cresca come vuoi tu!”.

Tutto è cambiato dentro di me, quelle paure sono andate via sciogliendosi come neve al sole. Durante la celebrazione io ero vivace ed emozionata ma senza alcuna lacrima poi a partire dalla sera, ho pianto per due giorni. Non riuscivo a trattenere quelle lacrime. Sentivo finalmente che la scelta che avevo fatto era quella giusta.

Dopo diciassette mesi è nato il nostro primo bimbo Luca (che gioia!) e poi ne sono seguiti altri tre con una differenza di età di circa due anni.

Nelle mille fatiche, non siamo mai stati così felici!

La stanchezza spesso regna sovrana, ma poi, il sorriso dei bimbi, i nostri sguardi reciproci intrisi di rispetto, di fiducia uno dell’altro e soprattutto il sostegno grande di Gesù ci permettono di vivere nella gioia piena.

Ora il nostro quarto bimbo ha quasi tre anni. A proposito, i nostri bimbi si chiamano: Luca, Andrea, Giorgio, Lorenzo.

Prima ancora che nascessero i bambini, Marco ed io pregavamo, ma poi ora che siamo in sei, quanta grande gioia regna nella nostra casa! Ci mettiamo seduti a terra, con le gambe incrociate e talvolta in ginocchio. In mezzo a noi c’è un lanternino con all’interno un lumino acceso. Spegniamo la luce e iniziamo a pregare. Iniziamo con il segno della croce cantato, questo è il desiderio soprattutto del nostro piccolino, una preghiera che i nostri bimbi hanno appreso nella scuola materna cattolica. E poi preghiamo. Le preghiere sono già tante ma quelle che piacciono di più sono quelle spontanee. A turno ognuno di noi ringrazia Gesù e Maria e affida piccole o grandi intenzioni . Andiamo a riposare molto più uniti e sereni anche se poco prima c’erano state un po’ di tensioni , contrasti o semplicemente stanchezza.

Ogni anno, da quando ci siamo sposati, Marco ed io rinnoviamo la nostra promessa a Gesù. Lo facciamo in modo semplice ma estremamente “forte”.

Ci siamo sposati a Luglio e tutti gli anni, con discrezione, in una cappella che frequentiamo sempre quando andiamo al mare in Liguria ci accordiamo con il sacerdote per rinnovare la promessa. I sacerdoti che incontriamo sono quasi sempre diversi, provengono da varie parti d’Italia e giungono in quella chiesetta insieme al loro gruppo parrocchiale. Durante la messa, davanti all’altare, noi ripetiamo la nostra promessa: “Io Valeria/Marco confermo te Marco/Valeria e prometto di esserti fedele sempre nella gioia e nel dolore e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita”. È per noi un momento di “rinnovamento” di cui non potremmo più fare a meno.

Man mano che sono trascorsi gli anni sono chiaramente aumentati i nostri testimoni. I nostri figli, infatti, vivono questo matrimonio con una gioia immensa. In questi ultimi anni i due bambini più grandi hanno già preparato delle preghiere per noi e tutte le famiglie del mondo. Quel giorno è una grande festa. Da undici anni ormai.

 

La nostra esperienza è semplice, non credo di aver detto cose grandi, ma quel che mi preme è comunicare, soprattutto a chi avverte quel vuoto dentro, a colui che sente che le difficoltà e i problemi sono troppo grandi, carichi di quella sensazione che tutto potrebbe rompersi, che c’è una cosa assai semplice che deve fare: “chiudere gli occhi, rivolgersi a Gesù e Maria e affidare con umiltà la situazione, le difficoltà. Liberare totalmente la mente e il cuore da quei problemi, perché solo così Gesù può operare e non come vogliamo noi ma come vuole Lui”.

Vedrete che miracolosamente, i problemi si alleggeriranno e tutto nel vostro cuore migliorerà. Perché Gesù fa miracoli, non solo nel passato quando apparteneva a questa vita, ma anche ora. Dobbiamo “veramente sapere e sentire” che Gesù è vivo e che opera in mezzo a noi. Comunicare con il Signore sempre, perché è vicino a noi anche quando non lo sentiamo.

 

Il papa ha parlato di “inquinamento spirituale”. E’ vero, si sentono nell’aria tante tensioni, insofferenze inquietudini nella società e all’interno delle famiglie.  Noi dobbiamo andare controcorrente, testimoniare con forza e ognuno con i propri modi e nella libertà, la gioia della parola di Dio. I nostri figli hanno bisogno di sentire da noi genitori, la forza della fede, sentire che Gesù c’è ed è grande. Dobbiamo trasmettere loro che noi, tutti, con modalità diverse, siamo e vogliamo essere strumenti di pace e Suoi figli.

Con tutto il cuore spero che questa testimonianza di amore possa essere di aiuto.

 

Grazie                                                                                    Valeria