Incontro Annuale 6 Giugno 2009

INTRODUZIONE DI DON FRANCESCO PAOLO VACCARINI

(Trascrizione  dal sonoro)

In questo momento con te , o Signore, insieme a Maria Santissima, la madre delle famiglie,  ti portiamo il mondo intero, con tutte le famiglie, specialmente le famiglie cristiane… il sacramento del matrimonio da ravvivare… l’educazione dei figli da impostare evangelicamente… Portiamo qui davanti a Te, tutte le nostre occupazioni, preoccupazioni, tutte le nostre attese, le nostre ansie.

Ti adoriamo Gesù, qui presente in corpo, sangue, anima e divinità.

Tu sei il nostro Dio, Tu sei il pane della vita. Grazie Gesù.

(…pausa di silenzio…)

Ecco,Gesù, siamo nel mese di Giugno, mese dedicato al tuo cuore. Qui abbiamo il tuo Cuore, tutto te stesso.  Il Cuore tuo vuol dire il  dono di Te stesso,fino all’ultima goccia d’amore. Tu sei Dio fatto uomo, quindi sei qui con tutta la tua umanità, ma anche con tutta la tua divinità.

Siamo qui davanti all’amore tuo infinito.

In questo mese di Giugno ci sono feste importanti e la prima festa è quella di questa domenica della Famiglia Divina: Dio che,con te, ha donato se stesso, la sua stessa famiglia, la Santissima  Trinità, che è ha la Sua icona più  bella e perfetta nella Santa Famiglia di Nazareth, qui sulla terra.

Allora noi guardiamo questa tua famiglia per essere anche noi , di più, immagine e somiglianza tua.

Sappiamo che lo siamo poco, abbiamo tante deformazioni …sofferenze…

Allora all’inizio di questa celebrazione, manda  il tuo Spirito d’amore, quello che ci rende un cuor solo ed un’anima sola, che trasforma le famiglie in un cuor solo ed un’anima sola,  che trasforma i battezzati in un’unica realtà familiare.

Manda il Tuo Spirito, o Padre!…Manda il Tuo Spirito,  Gesù!..

Vieni o Spirito Santo, con la tua potenza, perché impariamo a vivere da fratelli, da veri figli di Dio.

Canto: “Spirito Di Dio scendi su di noi”

Spirito Santo,  guida tu la nostra preghiera.

Maria, tempio dello Spirito Santo, prega per noi.

Maria sposa dello SS, prega per noi.

SANTO ROSARIO MEDITATO

O Dio vieni a salvarci…

Gloria..

Abbiamo iniziato proprio qualche giorno fa il mese di Giugno,  stiamo ormai nella seconda tappa del tempo ordinario, quello che porta alla conclusione dell’anno  liturgico . Per noi cristiani vivere la vita cristiana significa vivere i passi della Chiesa, l’anno liturgico. Così possiamo sapere quello che Dio sta facendo per noi.

Siamo in questo momento particolare per le famiglie di Maria , in questo nono convegno annuale.  Siamo qui a pregare con Maria. Penso che dobbiamo recuperare al massimo i passi che  la Chiesa ci ha fatto fare. E’ il tempo della messa in pratica, il tempo del raccolto, della mèsse.  A Giugno si raccoglie il grano. La mèsse, il grano di Dio. Abbiamo vissuto domenica scorsa la Pentecoste, tempo delle mèsse, dove  Gesù ci ritiene famiglie  adulte, ormai mature, per disseminare il Vangelo del Signore  con la vita.

Vivremo i misteri gloriosi ,ripensando al tempo di Pasqua che si è compiuto e adesso deve realizzarsi nella nostra vita di tutti i giorni, ordinaria.  Le vacanze estive non devono bruciare la grazia di Dio, ma farla mettere in pratica meglio;  un tempo di prova, perché il nostro essere cristiani deve  maturare, crescere, dimostrare che noi siamo  famiglie  cristiane, battezzate. Viviamo questo periodo estivo come grande momento di semina che Dio fa con noi nel mondo, del suo Vangelo, momento di grande maturazione per noi e per le nostre famiglie, nelle situazioni che il Signore  ci permetterà di vivere.

Se abbiamo fatto poco adesso lo facciamo meglio!

(…pausa di silenzio…)

Santa Famiglia di Nazareth, prega per noi.

Maria, Madre delle famiglie, prega per noi.

Famiglie sante, pregate per noi.

Canto “Adoremus”

PRIMO MISTERO GLORIOSO: Contempliamo la Pasqua del Signore , la sua morte e resurrezione ormai  trasmessa a noi, iniettata nella nostra vita di tutti i giorni e lo facciamo pensando a questa prossima domenica, la prima del mese di Giugno, che stupendamente coincide con la nostra famiglia che si riunisce in questo convegno annuale: La solennità della Santissima Trinità.

Quanto è bello riflettere su questa coincidenza, ma non è una  coincidenza, è un dono di Dio. Siamo sua famiglia, siamo parte integrante  della sua famiglia    e le famiglie cristiane devono rispecchiare la Santissima Trinità.

Siamo figli di Dio e diventiamo anche noi fratelli divini per gli altri.

L’antifona alla comunione riporta l’essenziale  del Vangelo di questa domenica: “Andate e  ammaestrate  tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19).

Non è un compito solo dei sacerdoti, ma è un compito delle famiglie,  un compito dei cristiani. Ogni battezzato diventa un portatore vivo del Vangelo di Dio, un seminatore. Preghiamo allora per la semina che il Signore ci chiede di fare in questo tempo estivo. Vediamo quindi  di perseverare di più in quello che abbiamo imparato, di rafforzarlo con la meditazione e la preghiera, nell’incontro, particolarmente della domenica, ma anche feriale e di portarlo dovunque uno va.

(…pausa di silenzio…)

Padre nostro…

Ave Maria…

Gloria…

Vi invito a pregare perché le famiglie, in questo tempo estivo, siano veramente segno del Vangelo;  non si disperdano, ma restino ancora di più nelle loro decisioni cristiane.

(…pausa di silenzio…)

Preghiamo

O Dio altissimo, che nelle acque del Battesimo ci hai fatto tutti figli nel tuo unico Figlio, ascolta il grido dello Spirito che in noi ti chiama Padre, e fa’ che, obbedendo al comando del Salvatore, diventiamo sempre più  famiglie cristiane che annunciano la salvezza offerta a tutti i popoli. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Canto “Adoremus”

Santa Famiglia di Nazareth, prega per noi.

Maria, Madre delle famiglie, prega per noi.

Famiglie sante, pregate per noi.

II MISTERO GLORIOSO:  Contempliamo l’Ascensione di Gesù al Cielo:  “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Lo facciamo con la seconda domenica, che   in Giugno coincide con  la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Guardate che, in questo mese del Sacro Cuore  di  Gesù, ci sono dati i due pilastri per la nostra vita normale di famiglie. Noi siamo nella Santissima  Trinità,  quindi dobbiamo ascoltare la Parola di Dio, Padre nostro, vivere i sacramenti di incontro, di raduno che la Santissima Trinità ci offre, specialmente con l’Eucarestia, con la vita sacramentale. In questa  seconda domenica Gesù ci invita a crescere nel suo stesso Cuore, Cuore di Figlio del Padre: così anche noi  famiglie di figli del Padre, in Gesù.

Pensiamo alle parole dell’antifona di  comunione,  che ci invita a far tesoro del dono del suo Corpo e del suo Sangue: “Prendete, questo è il mio Corpo. Questo è il mio Sangue, il Sangue dell’alleanza” (Mc 14,22-24)

Vi invito a pregare per il dono della perseveranza nella vita cristiana delle famiglie.

La perseveranza viene, se noi siamo legati strettamente all’Eucarestia domenicale , costi quel che costi.

(…pausa di silenzio…)

Padre…

Ave Maria…

Gloria…

Preghiamo

Signore, Dio vivente, guarda il tuo popolo radunato intorno a questo altare, per offrirti il sacrificio della nuova alleanza; purifica i nostri cuori, perché alla cena dell’Agnello possiamo pregustare la Pasqua eterna della Gerusalemme del cielo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Canto “Adoremus”

Santa Famiglia di Nazareth, prega per noi.

Maria, Madre delle famiglie, prega per noi.

Famiglie sante, pregate per noi.

TERZO MISTERO GLORIOSO: Contempliamo la Pentecoste che abbiamo vissuto domenica scorsa e che continuiamo a vivere, perché anche oggi, con questo convegno, stiamo facendo un grande cenacolo.

Siamo, con Maria, raccolti nella preghiera ufficiale della Chiesa, quindi siamo Maria e gli apostoli, raccolti nel cenacolo. E lo facciamo con gli spunti della XII domenica  del tempo ordinario,  terza del mese di Giugno, che ci ricorda che la vita è una traversata come  in un lago, in un mare in tempesta. Ma alcune parole di Gesù, che ci vengono riprese nell’antifona di comunione, sono come il mandato di impegno per noi e per le nostre famiglie : “Gesù sgridò il vento e il mare. Taci! Calmati!  E ci fu grande bonaccia” (Mc 4,39).

Pensiamo allora come niente viene a  caso. In questa domenica, dopo  il tempo della Pasqua, dopo la domenica di Pentecoste, dopo la domenica della SS Trinità, di cui noi siamo immagine (le nostre famiglie sono immagine della SS Trinità, devono crescere, per rassomigliare alla SS Trinità), dopo la domenica del Corpo e Sangue del Signore, che ci ricorda che noi non possiamo vivere come famiglie  cristiane, se non ci nutriamo e non perseveriamo nell’educazione domenicale del Suo Corpo e del Suo Sangue,  ci viene detto che dobbiamo affrontare una battaglia, ogni giorno della vita, come in un  mare in tempesta, ma Gesù sta con noi, non ci lascia mai.

Meditiamo questa presenza che non ci lascia mai…

(…pausa di silenzio…)

Preghiamo per le famiglie, particolarmente per le famiglie cristiane, legate dal sacramento, cioè Dio sta con loro.  Stiamo passando tutti quanti una grande tempesta, una battaglia grande nelle famiglie,   nei legami più importanti della società, ma noi sappiamo che Gesù ci ha detto tutto.

Stiamo attaccati a Lui, a Maria Santissima, la madre delle famiglie. Sappiamo che quando sarà ora calmerà il vento e il mare, ci sarà una grande bonaccia.  Adesso ci dice: –  Abbiate pazienza, perseveranza!   Preghiamo perché non ci scoraggiamo nelle avversità del tempo di oggi.

(…pausa di silenzio…)

Padre nostro…

Ave Maria…

Gloria…

Sosteniamo in questo momento le famiglie che si trovano in una fase  di particolare tempesta nella vita: che si trovano in situazioni economiche delicatissime, preghiamo per quelle famiglie che sono dietro a processi anche giuridici, preghiamo per quelle famiglie che in questo momento vivono particolarmente relazioni sbagliate, situazioni di disordine morale, difficoltà  di educare i figli …

…chi più ne ha più ne metta…

(…pausa di silenzio…)

Preghiamo

Rendi salda, o Signore, la fede delle famiglie cristiane, perché non ci esaltiamo nel successo, non ci abbattiamo nelle tempeste, ma in ogni evento riconosciamo che Tu sei presente e ci accompagni nel cammino della storia.

Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Canto “Adoremus”

Santa Famiglia di Nazareth, prega per noi.

Maria, Madre delle famiglie, prega per noi.

Famiglie sante, pregate per noi.

QUARTO MISTERO GLORIOSO Contempliamo la nostra Mamma Celeste nella sua assunzione al cielo.

Mamma di Gesù, sei anche mamma nostra.  Nel tuo essere assunta in cielo sta la nostra speranza, la nostra fiducia, nel nostro attuale tempo di battaglia.

Riflettiamo  su ciò con il Vangelo dell’ultima domenica di Giugno, del Cuore di Gesù,  che ci invita ad aspirare ad una pienezza di vita, di felicità, guardando Maria.

Pensando al di là dei grandi miracoli che Gesù fa in questa domenica, con la resurrezione della fanciulla, la guarigione dell’emoraissa, con le parole di Gesù: – “Io ti dico, alzati!…E subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare”(5,41-42), è bello concludere questo mese di Giugno con una domenica che ci parla ancora di resurrezione, in tutti i momenti ordinari della vita.

Se stiamo con il Signore, ogni giorno possiamo sperimentare una piccola resurrezione. Le nostre famiglie devono stare di più in raccoglimento  davanti al Signore; nei problemi della vita tenere sempre ferma la fiducia nel Signore.

La Madonna ci aiuti!

Questa resurrezione: “Talità kum”, deve essere anche la resurrezione che ogni giorno sperimentiamo nelle nostre famiglie.

Vogliamo pregare perché, nelle famiglie, le difficoltà che ogni giorno sentiamo a vari livelli, non diventino ostacolo alla vita cristiana, ma siano esperienza continua di questa paziente resurrezione che Gesù vuol fare anche con i problemi, con le croci che non mancano.

(…pausa di silenzio…)

Padre nostro…

Ave Maria…

Gloria…

Vogliamo pregare per quelle famiglie che in questo periodo hanno avuto particolari lutti. Non possiamo dimenticare le famiglie del terremoto dell’Abruzzo ed anche famiglie vicine a noi: lutti di vario modo. Pensate che il Signore ci invita a guardare molto più in là della morte. Preghiamo perché la visione di fede non venga mai meno.

(…pausa di silenzio…)

Preghiamo

O Padre, che nel mistero del tuo Figlio povero e crocifisso hai voluto arricchirci di ogni bene, fa’ che nelle famiglie non si temano  la povertà e la croce e si porti  ai nostri fratelli il lieto annunzio della vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Canto “Adoremus”

Santa Famiglia di Nazareth, prega per noi.

Maria, Madre delle famiglie, prega per noi.

Famiglie sante, pregate per noi

QUINTO MISTERO GLORIOSO: Contempliamo  l’incoronazione di Maria Santissima, regina del Cielo e della Terra, nella gloria degli angeli e dei santi . Maria è regina dell’universo.

Meditiamo ciò con la festa solenne del 29 giugno, solennità  dei santi Pietro e Paolo apostoli, pensando che  quest’anno è anche la conclusione dell’anno giubilare di San Paolo.  Gesù che dice a Pietro : “Pietro, mi ami tu?”  Gesù ancora a  Pietro: “Chi sono io?” E Pietro che risponde a Gesù: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”. Gesù che dice : “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”.

Vogliamo pregare perché le nostre famiglie , chiese domestiche, piccole chiese, vivano fondate su questa roccia, sulla roccia che è la Chiesa, siano unite al Santo Padre, ascoltino i messaggi evangelici che lui ci dà, siano unite tra di loro nella stessa fede, coltivino  in famiglia l’educazione  dei grandi e dei piccoli nella stessa fede.

Vogliamo pregare per tutte le famiglie,  specialmente per quelle famiglie cosidette  cristiane, che non vivono più il loro sacramento.

Sacramento del matrimonio vuol dire essere uniti  alla Chiesa, al Papa, essere uniti all’Eucarestia.  Senza il sacramento  si  va allo stato brado.

Preghiamo perché le famiglie che tengono ancora saldo il sacramento del matrimonio siano esempio per quelle che lo hanno dimenticato.

(…pausa di silenzio…)

Padre nostro…

Ave Maria…

Gloria…

Vogliamo in questo momento finale pregare, come abbiamo fatto in questo mistero, per tutte le famiglie che hanno ricevuto il sacramento del matrimonio, per chi lo ha tenuto fermo e per chi invece lo ha trascurato, lo ha dimenticato, lo sta distruggendo. Preghiamo  perché le situazioni di oggi, che portano una mentalità mondana di distruzione di certi principi evangelici nelle famiglie, non brucino il sacramento. Pensate alle famiglie che non sono famiglie… convivenze che sono diventate una mentalità… situazioni di disunioni particolarmente pesanti……

Ecco, Signore,  ti portiamo tutte queste sofferenze delle famiglie di oggi, specialmente nel nostro mondo occidentale, la nostra Italia,  il mondo intero.

(…pausa di silenzio…)

Preghiamo

Signore Dio nostro, che nella predicazione dei santi Pietro e Paolo, hai dato alla Chiesa e quindi a tutte le famiglie cristiane,  le primizie della fede cristiana, per loro intercessione vieni in aiuto delle famiglie, che stiano particolarmente unite alla chiesa di oggi,  ai sacramenti che passano attraverso la Chiesa e  guida nel cammino della salvezza eterna tutte le famiglie.

Canto “Adoremus”

Santa Famiglia di Nazareth, prega per noi.

Maria, Madre delle famiglie, prega per noi.

Famiglie sante, pregate per noi

Cantando la  SALVE REGINA affidiamo a Te, Vergine Santa,  questo nono convegno.  Ti affidiamo con forza le famiglie presenti  e tutte le famiglie  lontane . Affidiamo a Te le  famiglie cristiane, Mamma Celeste, perché diventino luce e sale della terra nel mondo di oggi.

Uniti al Santo Padre, a tutte le famiglie cristiane, a tutte le persone di buona volontà…

Padre nostro…

Ave maria…

Gloria al Padre…

Adesso Gesù che ci ha dato la sua stessa Madre: “Donna, ecco tuo figlio”… ci dona la sua santa benedizione e ci dona ancora la sua stessa Madre, perché il suo corpo viene da Maria e poi dove c’è Gesù ci sta Maria e dove c’è Maria ci sta Gesù.

Gesù noi ti adoriamo, ti ringraziamo per la mamma che ci hai donato, che non ci lascia mai e se anche la lasciamo, ci viene a cercare. “Donna ecco tuo figlio!”

Vergine Santa, noi apparteniamo a te.

Santa famiglia di Nazareth, noi apparteniamo a voi.

San Giuseppe  prega per i papà…per i mariti…

Mamma  Celeste  sostieni le mamme… le spose, in modo particolare.

Gesù sostieni tutti i tuoi figli!

Segue la  benedizione con il Santissimo

Canto : “Magnificat”

RELAZIONE DI GRAZIELLA RASILE

Sono già passati nove anni da quando è cominciata la nostra avventura con Maria.

Come ogni anno ci ritroviamo qui per fare il punto del nostro cammino: ripartiamo dalle origini, rivediamo quello che abbiamo percorso, per cercare di capire, attraverso i frutti che la Madonna ci ha fatto sperimentare in questo tempo, dove Ella ci voglia condurre.

E’ sempre necessario non perdere di vista la chiamata iniziale, l’ispirazione che all’inizio ci ha mosso, per non perdere la rotta.

Come tutti ormai credo sappiamo, due spose- mamme, avevano nel cuore un  gran desiderio: che la loro famiglia realizzasse sempre di più l’ideale di famiglia cristiana, che fosse profondamente unita in una fede consapevole, vissuta, da manifestarsi quotidianamente anche in momenti di preghiera comune.

Confidandosi reciprocamente questo desiderio, ebbero la consapevolezza di poter trovare un aiuto straordinario nella Mamma Celeste, affidando a Lei le loro famiglie, perché le guidasse.

Decisero di farlo insieme, per sostenersi meglio e si impegnarono a recitare ogni martedì un Rosario, con questa intenzione, dovunque si fossero trovate.

E, come tutti sappiamo, quella che sembrava una piccola esperienza privata di due persone, ha cominciato subito a divulgarsi, ad allargarsi, fino ad assumere l’aspetto di una grande associazione, che ha trovato sempre spalancate le porte della Chiesa, in quanto è stata subito appoggiata ed incoraggiata da un sacerdote che ora è tornato alla casa del Padre, Don Francesco Grasselli, poi presa in cura da Don Francesco Paolo Vaccarini, nostro Assistente Spirituale,  affiancato da Don Adolfo Bettini,; è inoltre incoraggiata dal nostro Vescovo, Sua Eccellenza Mons. Vincenzo Paglia, che ci accoglie sempre con tanto amore e che ci onora fin dal 2003 della sua presenza ai nostri convegni annuali.

Non solo. Ogni anno ci indica una frase della Sacra Scrittura, che segni in particolar modo il nostro programma. Come avete letto nella lettera e come vedete scritto nel quadro, quest’anno ci ha invitato a concentrare la nostra riflessione sul dono che Gesù ci ha fatto dalla croce: “Madre, ecco tuo figlio! Figlio, ecco tua madre”.( Dal Vangelo di Giovanni)

Egli stesso e anche Don Francesco ci aiuteranno ad interiorizzare e vivere il dono di questa Parola. Ne abbiamo già fatto una piccola riflessione nella lettera di invito a questo convegno.

Torniamo all’Associazione.

Mi sento spesso chiedere: – A quanti siete arrivati?

Nei primi anni il numero lievitava, ma c’era più scrupolo nel prendere i nomi e gli indirizzi di coloro che si univano a noi.

Tuttora non c’è un mese in cui non ci siano nuovi iscritti, ma forse, proprio perché badiamo più alla sostanza che alla formalità, continuamente veniamo a sapere di persone che hanno diffuso l’impegno, formando anche gruppi che si riuniscono per pregare insieme ogni martedì, senza avercelo comunicato.

Non che sia obbligatorio formalizzare l’iscrizione!  Questa serve per mantenere i contatti.  L’essenziale è che cresca la preghiera: più siamo a pregare, meglio è!

Attualmente, nel nostro libro, quello che teniamo accanto alla statua di Maria, ci sono scritti 3272 nomi, tra famiglie, gruppi, seminari, comunità religiose.

Proprio in questo mese, su 20 nuovi iscritti, tre rappresentano un gruppo; ciò significa che invece di 20 sono circa cinquanta nuove famiglie.

Quanti siamo realmente non sta a noi saperlo, né ci compete indagare se tutti si ricordano dell’impegno preso.

La Madonna tuttavia ci incoraggia e ci fa gustare  continuamente, con dei segni,  la realtà della nostra unione di preghiera e del suo progredire.

Abbiamo detto che a Lei è bastata la piccola disponibilità  di due persone, per far partire un grande progetto, che si sta concretizzando e definendo nel tempo con delle caratteristiche sempre più chiare e proprie.

All’inizio, ma ancora adesso, guardavamo all’ideale di famiglia che, come segno della sua forte fede, prega insieme.

Sappiamo tutti quanto oggi, nelle famiglie,  si sia persa questa consuetudine e quanto sia faticoso recuperarla.

Don Francesco ci ha sempre incoraggiato nelle difficoltà. Ci ha sempre detto che laddove c’è anche una sola persona che prega, quello è un seme che il Signore ha messo in quella famiglia e che prima o poi germoglierà.

La Madonna, da vera Mamma, ma anche Maestra, ci sta aiutando chiaramente. Innanzi tutto ci ha messo insieme, ci ha fatto incontrare, perché ci sostenessimo reciprocamente.

I messaggi che ci vengono dal mondo, il più delle volte sono in contrasto con la fede e con la vita. Domina una mentalità materialistica, il culto del proprio egoismo e la ricerca di un benessere immediato, che esclude il sacrificio ed il dono di sé. La parola “amore” oggi è deformata e impoverita al massimo.

Sembra che essere cristiani, credere nella vita eterna, credere in Cristo risorto, vivo e presente ora in mezzo a noi, sia da ingenui, se non da esaltati. Togliendoci la fede, il mondo ci vuol togliere anche la speranza e, quindi, la vera gioia.

Per questo abbiamo bisogno di ritrovarci insieme, innanzi tutto tra noi che crediamo, per testimoniarci la nostra fede nel Signore, nella vita eterna, per donarci il vero amore, che dà senso a questa vita terrena ed a tutto quello che qui possiamo fare.

La Madonna sa di questo nostro bisogno e per questo ci ha fatto incontrare.

Ed uno dei segni più belli e più visibili di questo aiuto sono i tanti gruppi che si riuniscono ogni martedì nelle chiese e nelle case.

Prima hanno iniziato nelle chiese. Successivamente si sono moltiplicati quelli che si riuniscono nelle case.

Stiamo riflettendo su questo con i nostri sacerdoti  e ci sembra che, con il formarsi dei gruppi nelle case, la Madonna voglia proprio riportare la preghiera dentro le abitazioni, per poi piano piano riportare alla preghiera  la famiglia.

E’ questo, in particolare, il messaggio che vorremmo far giungere  con forza quest’anno: cerchiamo di moltiplicare i cenacoli nelle case.

Dal punto di vista spirituale, portano un arricchimento alle famiglie, e , dal punto di vista pratico, contribuiscono a migliorare l’organizzazione dell’Associazione. Infatti, il numero crescente degli associati e la dislocazione di questi su un territorio tanto vasto,  gradualmente rende sempre più difficili i contatti tra di noi.

Se riusciremo a fare tanti gruppi ed a registrarli, potremo avere dei responsabili , attraverso i quali semplificare il coordinamento.

A questo fine, invitiamo tutti coloro che hanno organizzato, o che partecipano ad  un gruppo,  a comunicarcelo ed invitiamo coloro che  possono avere un recapito di posta elettronica, anche presso un amico o un parente, a farcelo pervenire

Per iniziare a fare un gruppo non occorre avere subito un gran numero di persone. Gesù ci dice: – Dove due o più persone sono riunite nel mio nome, Io sono in mezzo a loro.

Già in due, quindi, c’è gruppo. Penserà la Provvidenza poi ad  arricchirlo.

Intanto ci renderemmo subito conto della ricchezza che viene a ciascuno di noi dal condividere la fede e dal pregare insieme.

Personalmente  sto facendo da tempo questa esperienza, riunendo delle persone ogni martedì in casa mia e posso dirvi che l’amicizia che nasce nel fare gruppo di preghiera è veramente un’amicizia profonda, che ti fa sentire libera, tra fratelli che si amano e che sono pronti a condividere con te gioie e dolori. Quando ci si riunisce per pregare, si crea anche un’occasione per meditare la Parola di Dio, per porsi reciprocamente delle domande.

Devo chiarire che il nostro impegno di base, quello che ci demmo all’inizio e che continuiamo tutt’oggi a chiedere agli associati, è il Rosario del martedì, come affidamento delle famiglie a Maria, pregando gli uni per gli altri.

Come sempre, ribadiamo che  ciascuno può recitare il Rosario scegliendo i misteri che vuole, quelli che la tradizione della Chiesa ci ha trasmesso. In fondo ogni brano del  Vangelo può essere preso come mistero, perché il Santo Rosario, come tanto chiaramente ci disse Giovanni Paolo II e come la Chiesa sempre ci insegna, non è che contemplare Gesù , attraverso il cuore di Maria. .

Nel tempo tuttavia si vanno chiarendo dei doni che ci aiutano ad arricchire la nostra preghiera, per  crescere meglio nella fede .

Qui a Terni, ad esempio, la nostra Diocesi, sotto la guida del nostro Vescovo, sta cercando di educarci a fare dell’Eucarestia della  domenica il centro della nostra vita, da vivere poi e da realizzare in tutta la settimana. E’ un cammino valido per tutti cristiani, anche di altre diocesi, perché ci riporta al cuore del Vangelo.

Quell’”Andate la messa è finita”, ci vuole dire: “Andate e mettete in pratica quello che avete ricevuto e vissuto qui, ora”

L’uscita dalla Messa dovrebbe essere, quindi, l’inizio della missione che ci viene data,  che ciascuno di noi dovrebbe vivere poi nel proprio ambiente, tutta la settimana, per essere lievito che fermenta e testimone autentico di Gesù Risorto.

Ci siamo chiesti come riflettere questo nel rosario del martedì

Don Francesco, nell’incontro di formazione e di preghiera, che una volta al mese tiene qui in chiesa per noi “Famiglie di Maria”, guida il santo Rosario, facendoci meditare i vangeli delle domeniche del mese in corso .

Questo, va benissimo, perché ci aiuta ad  inserirci con più consapevolezza nel cammino liturgico con il quale la  Chiesa ci vuole educare.

I gruppi che si riuniscono settimanalmente nelle case seguono lo schema che desiderano, ma credo che possa aiutarci  su questo uno scambio di esperienze, perché possiamo migliorare sempre più la nostra preghiera.

Porto come esempio lo schema che abbiamo da tempo fissato con un gruppo, ma spero che poi altri mettano in comune la loro esperienza.

Siccome alcuni avevano espresso il desiderio di agganciarci  alle letture della  domenica precedente, per poi pregare specificatamente per la famiglia con i misteri tradizionali , facciamo così: dopo aver invocato lo Spirito Santo e rinnovato la nostra fede con il “Credo”, ripensiamo alla domenica precedente, al momento dell’anno liturgico in cui ci troviamo, al motivo di fondo che le letture ci hanno dato, ne rileggiamo il Vangelo  e ci doniamo reciprocamente qualche risonanza.

Poi iniziamo il Rosario con i misteri classici, alternandoli di martedì  in martedì, arricchendoli con meditazioni e preghiere rivolte alla famiglia.

Prima della “Salve Regina”, ci doniamo qualche momento di silenzio per una preghiera personale e poi consegniamo tutto a Maria, sempre con lo spirito di pregare gli uni per gli altri, in unione con tutti gli associati.

Terminiamo con un “Padre, Ave, Gloria”, secondo le intenzioni del Santo Padre e in unione con tutta la Chiesa e con tutti gli uomini di buona volontà.

Terminata la preghiera, chi può, si intrattiene ancora per un po’ in santa e fraterna amicizia.

E’ un esempio che non vuole essere  imposto, ma che fraternamente viene condiviso, perché  è stato sperimentato in tutto quest’anno, credo, con buoni frutti.

Termino, affidandovi un’intenzione di preghiera particolare.

Nella nostra Associazione trova accoglienza ogni tipo di famiglia, ogni persona.

Accogliamo tutti e cerchiamo di entrare in comunione con tutti, come è naturale secondo l’insegnamento di Gesù.

Ciò nonostante, da un po’ di tempo ci stiamo convincendo che tra tutte le necessità, un’attenzione particolare andrebbe data alle famiglie giovani, perché proprio attraverso di loro si può sperare in un rifiorire della famiglia in generale.

Da qualche anno stiamo chiedendo alla Mamma Celeste di indicarci la strada e proprio in questi ultimi mesi stiamo tentando di realizzare il progetto che abbiamo nel cuore: costituire un gruppo di famiglie giovani, perché con l’aiuto del sacerdote e di famiglie più adulte nella fede, inizino insieme un cammino di fede , che le porti anche a fraternizzare fra di loro.

Se oggi, più che mai, i cristiani hanno bisogno di essere in contatto tra di loro, per non rimanere soffocati dalla mentalità comune del mondo, tanto più i giovani e le giovani famiglie hanno bisogno di  fare un cammino insieme per affrontare meglio la fatica di mantenersi integri spiritualmente e per dare ai loro figli la possibilità di confrontarsi con chi fa una scelta cristiana.

Vi chiediamo preghiere particolari per questo e per le famiglie più in difficoltà. Continuiamo perseverare nella preghiera reciproca e cerchiamo di tenere vivi i contatti tra di noi.

OMELIA DEL VESCOVO S.E. MONS. VINCENZO PAGLIA

(trascritta da Graziella dalla registrazione sonora)

Sono molto molto lieto di venire qui, di darvi il mio saluto,  perché davvero posso dire : –  Vi conosco dal giorno stesso in cui siete nati e in qualche modo mi sento.. come dire? …San Giuseppe? Visto che siete soprattutto  mamme. E quando ho scelto la frase evangelica per quest’anno e per questo incontro, mi è venuto spontaneo  immediatamente scegliere quella di Gesù, dalla croce: “Donna, ecco tuo figlio!Figlio, ecco tua Madre!”(Gv 19, 26-27)

…  e da quel giorno, scrive l’evangelista Giovanni,  la prese con sé, a casa sua.

Da quello che sembrava il momento più drammatico, da quello che fece in fondo esultare i nemici di Gesù!..

Andarono tutti tranquilli a casa i capi religiosi, i capi politici, tutti, perché pensavano che finalmente taceva quella voce che aveva dato tanto fastidio… a loro, non ai malati, non ai poveri, non ai deboli, non a coloro che avevano bisogno, ma a coloro che volevano restare tranquilli sulle proprie  poltrone. Loro avevano messo fuori Gerusalemme Colui che diceva che bisognava voler bene a tutti, particolarmente ai più deboli. Costoro in quel venerdì santo, sembrava che gioissero, perché finiva tutto. In verità, con quella frase, Gesù mostrava che iniziava  l’amore, che iniziava una nuova fraternità. Quel giovane discepolo , prendendo a casa sua quell’anziana madre, ricominciava a vivere , ridava speranza ed era Gesù che lo aveva intuito e che lo ha suggerito, perché senza Gesù nulla possiamo .

Ma quel giorno  il Signore disse a Maria: “Ecco tuo figlio”, come se lo sostituisse e al discepolo: “Ecco tua Madre!”,  come se Maria diventasse la sua madre.

Potremmo dire che nasceva la Chiesa, nasceva la famiglia,  nasceva l’amicizia, non dal sangue, perché il discepolo e Maria non erano  né cugini, né parenti. Nacque  dal sacrificio di Gesù,  nacque dallo Spirito di Gesù, nacque dall’amore di Gesù .

Ecco, tutto quello  che voi vivete,  il rosario che pregate, le intenzioni che portate nel cuore, tutte sgorgano da quel momento.

So bene che nella vostra vita non mancano le croci e voi lo sapete meglio di me. Chi ce l’ha più piccola, chi ce l’ha più grande, ma poi per ognuno la  sua  è grave.

Anche Maria aveva la croce, eccome!  Anche Giovanni aveva la croce. E soprattutto Gesù l’aveva. Ma pensate:  Lui, Gesù, l ’unico che  avrebbe avuto diritto a dire: – Soffro!.. Sto male!.. Aiutatemi!… dalla croce che cosa ha detto? “Aiutatevi, andate  a vivere insieme”.  Ha pensato non a sé, ma agli altri.

Ecco il senso di quello che voi vivete.

Quando voi pregate, quando voi sgranate il Rosario, voi pregate certo anche per voi, ma pregate perché le croci di tutti siano più abbreviate, perché la speranza non muoia, perché nessuno pensi come pensavano  quei capi politici e  religiosi: – E’ finito tutto.

No, per noi non è finito nulla! Anzi può ricominciare una nuova vita come quel giorno due estranei, o meglio, due non parenti di sangue, si misero a vivere insieme: iniziava la Chiesa.  Iniziava quello che sta alla radice anche di noi. Se quel giorno quel giovane e quell’anziana madre non  si mettevano insieme, i discepoli si sarebbero dispersi. Tutti noi nasciamo da questa affermazione di Gesù:

“…ecco tuo figlio! Figlio, ecco tua Madre!”(Gv 19, 26-27)

E  per noi la Madre è la Chiesa, è la Madonna, è la Madre di Gesù.

Ecco perché io sono contento che voi continuiate  lungo l’anno a pregare, che vi raduniate  ogni tanto  anche assieme, perché fa bene, vedersi fa bene, toccarsi… stringersi la mano, fa molto bene.

E oggi, che è la festa della SS Trinità, ecco, noi potremmo dire: siamo stati fatti a immagine della Trinità , cioè non ci piace stare da soli e andiamo verso la Trinità, quella casa grande con molte dimore, di cui Gesù ci ha parlato.

Il nostro marchio è la fraternità, è la comunione, il sentirci uno accanto all’altro, è quello che nacque quel giorno dalla croce e che il Signore continua a farci vivere lungo gli anni.

Ringraziamo Dio per questo seme che è nato . Ringraziamo Dio per  questa iniziativa, che senza molti mezzi, lo so, continua. Ringraziamo Dio,  perché  potete vedervi,  potete pregare gli uni per gli altri, perché potete sostenervi, anche telefonarvi , perché no, anche chiamarvi, perché il Signore  vi vuol bene e voi siete ciascuno un  aiuto per l’altro. Siete un po’ un’immagine della Trinità, perché quello che vi unisce è  solo l’amore. Per  questo, io ringrazio il Signore per  la vostra vita, ringrazio  il Signore per quello che fate, e,  davvero, io credo che siete legati a quella famiglia  di Maria che nacque sotto la croce  e che continua  a vivere anche oggi.

E che il Signore  vi dia la gioia di continuare a sentirla e dia la gioia a tante altre famiglie di unirsi a tutti voi. Siate ambiziosi, non vi contentate, mi raccomando, non vi contentate! Dovete avere l’ambizione di raggiungere fino gli estremi confini della terra, come dice il   Vangelo di oggi.

Gesù ci dice : – Io sarò con voi!  Crescete, inventatevi quello che vi pare. L’importante è che facciate crescere l’amore e la consolazione su questa terra.

(A questo punto  il Vescovo ha voluto ricordare il suo primo incontro con noi, quando il “Progetto di Maria” non si era ancora svelato e quando ancora nessuno di noi  lo immaginava.

Era il giugno dell’anno 2000. Io e Rosy eravamo da qualche giorno tornate da Medyugorye, dove avevamo preso la nostra decisione di pregare entrambe per tutte e due le famiglie con il Rosario del martedì, affidandole a Maria. Eravamo colme del grande desiderio di vedere le nostre famiglie al completo unite in un vero cammino di fede. Sua Eccellenza, da poco nominato vescovo e da poco arrivato a Terni,  venne ad incontrare gli operatori pastorali della nostra parrocchia. Io mi trovavo lì come catechista e Rosy come operatrice nella Caritas. In un momento di intervallo dell’incontro, visto che stava iniziando la sua missione di pastore della Diocesi, mi venne spontaneo dirgli: – Eccellenza, faccia qualche cosa per i nostri uomini, perché le chiese di Terni sono piene di sole donne.

Egli bruscamente mi rispose: –  Signora, in Russia le nonne hanno salvato la fede!

Rosy era accanto a me. Lì per lì, rimanemmo tutte e due sorprese, ma dopo un attimo ci dicemmo: – Se in Russia le donne hanno fatto questo, chissà? Forse riusciremo a fare qualche piccola cosa anche noi!

Tutti sappiamo come la Madonna, poi, da quel piccolo seme, ha fatto germogliare un’Associazione che ha mosso tante famiglie in tutte le regioni italiane ed anche all’estero, in Europa e, a piccoli semi , in altri continenti, come l’America, l’Asia, l’Africa.

Il Vescovo,  ripensando al  momento del nostro incontro con lui in quel giugno del 2000, e intravedendo in quello l’azione dello Spirito Santo,  ci ha spiegato meglio come in Russia le nonne abbiano salvato la fede.

Settanta anni di ateismo, in quella che allora si chiamava Unione Sovietica, come un rullo compressore, avevano schiacciato tutto, dal punto di vista religioso.  A Mosca erano aperte solo tre chiese. Se gli uomini e le donne in età lavorativa fossero andati in chiesa, avrebbero perso il lavoro, sarebbero stati licenziati. Le uniche che potevano andare in chiesa senza pericolo di ritorsioni, erano le nonne. Ecco perché proprio attraverso di loro la fede in Russia si è conservata ed oggi rifiorisce.)

Ha poi così continuato:

Ebbene, finalmente le donne anche qui…

Avete capito che potete far  un sacco di cose? Viva le donne!!!

Davvero sono felice, davvero molto felice, perché voi avete capito che il Signore ha scelto i piccoli, i poveri, noi, i semplici, per fare cose molto grandi.

Nel 2000 né io, né lei, né voi, pensavamo che saremmo stati qua.

Quindi io tutt’altro sottovaluto: beate voi nonne e mamme che avete un poter infinito!

Ho donato alle famiglie della Diocesi un libro che contiene la Parola di Dio della messa di tutti i giorni, con il mio commento, perché sono convinto che nelle case è il luogo in cui si rinasce. Il nostro corpo, che è la Chiesa, è fatto di tante cellule, che sono le case.

Io oggi sono felice, ecco perché io chiedo a Dio di benedirvi, di colmarvi dell’abbondanza delle sue benedizioni, perché voi potete fare moltissimo, perché la preghiera cambia il mondo e i cuori.

Le organizzazioni … Noi stiamo a fare sempre riunioni , che non ne posso più…!

La preghiera cambia…

Ed ora do la benedizione sulle corone e su tutti voi

Ave Maria…

Il Signore Dio  Onnipotente, per intercessione  della Madre sua Maria, volga il suo sguardo su tutti voi, su voi che siete qui e su coloro che sono rimasti nelle loro case e nelle altre città, sia misericordioso;  volga su di voi il suo sguardo benigno e pieno d’amore e vi accompagni con la sua santa benedizione,

nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Davvero crescete e pregate per tutti!

OMELIA DI DON ADOLFO

Festa della SS Trinità.

Noi, come cristiani e nelle famiglie cristiane, la prima cosa ( credo, almeno per me è stato così) che abbiamo imparato è il segno della croce. Agli albori della nostra vita già  ci siamo aperti al mistero della Trinita’, come dire al mistero dell’Amore.

Non ci metteremo a perder tempo a fare disquisizioni teologiche, ma prenderemo questo momento celebrativo eucaristico  come un’oasi, come mettersi un  momento in contemplazione  di questo grande mistero che Gesù stesso ci ha donato: Padre, Figlio e Spirito Santo, così ci ha insegnato il Catechismo fin da bambini, un solo Dio in tre persone, la Famiglia Trinitaria.

Oggi qui si celebra il Convegno delle Famiglie di Maria. E’ emblematico, è provvidenziale che proprio in questa giornata, con questa Parola di Dio, in questa festa della Santissima Trinità, venga valorizzata, inserita  e incastonata la famiglia

La Famiglia Trinitaria: Gesù  ne ha parlato lungamente, ha parlato anche in parabole, come riusciva a farsi capire, è una famiglia di un rapporto d’amore vicendevole, infinito, uso un sinonimo che mi dà ancora più luce, quello dello “sconfinato”, un amore che non si richiude in se stesso. Ognuno di sé e ognuno per sè è completo, proprio perché la divinità è al massimo di ogni aspettativa e di ogni bene, ma l’amore quando è vero non può essere imprigionato e trattenuto, né dentro il sacrario del proprio corpo e  della propria vita, né dentro una famiglia, né nel mondo stesso. Perchè sia vero amore, proprio come esigenza, si espande al massimo fino ai confini. Questo è l’amore di Dio  e l’amore si è allargato, così dalla Famiglia Trinitaria,  che nella sua intuizione creativa ha pensato proprio a noi, alle creature umane, ha creato un paradiso terrestre, ha creato il mondo intero, ogni essere sulla terra, proprio  perché possiamo godere il Paradiso. Ha creato una famiglia, la prima famiglia che è immagine autentica della Famiglia Trinitaria.

L’amore sponsale è il segno sacramentale dell’amore che Dio ha per le sue creature. Quando noi ci troviamo in difficoltà e ci sembra pesante l’accogliere,  il pazientare, pensiamo a questo: che ognuno di noi fa parte di questa famiglia, che Dio ha voluto, che ha amato, ama e sostiene.

Certo è che esiste il male nel mondo. Non possiamo negarlo, anche se non lo vogliamo affatto enfatizzare.

Aveva creato, come ho detto prima, e tutto ciò che Dio  aveva creato era proprio buono. Ma il serpente infernale, che non riesce ad amare, non riesce a condividere la propria vita,  i propri intersessi, il proprio cuore, le proprie sensazioni, i propri desideri  con nessun altro,  perchè pieno si se stesso, pieno di orgoglio, di egoismo, di male in generale non può certo sopportare che  creature umane possano amare, non può sopportare che queste creature umane possano amare Dio, non può sopportare l’amore in generale.  E non potendo colpire Dio, colpisce il progetto meraviglioso di Dio: la creatura, la famiglia.  Il contro-altare, il contro-progetto dell’amore di Dio. Purtroppo anche la società spesso viene imbevuta e usa di questo veleno culturale, sociale, ma noi siamo cristiani. Significa che  siamo di Cristo e la pensiamo al modo di Cristo. Non prendiamo indicazioni, intuizioni o deliberazioni da destra e da sinistra o da bianchi e da  neri.

La nostra vita, la nostra  stella, la nostra luce,  la verità ci viene dalla Parola di Dio, perché la Parola non è uno scritto, è una Persona:  e questa Persona ha un nome: Cristo, Dio, che insieme allo Spirito Santo, nella volontà del Padre  si è presentata, si è rivelata a noi, perché anche noi , che seppure talvolta camminiamo in mezzo al fango, talvolta imbrattati da mille idee e sofferenze, siamo chiamati a rivolgere il nostro sguardo in alto, le nostre speranze, le nostre attese verso la salvezza, verso Dio.

Ecco allora la festa della Trinità è la festa di Dio, è la festa della famiglia di Dio, e siamo noi, popolo di Dio.

Auguri allora, perché questa festa possa essere l’inizio e il completamento di un amore divino che si offre per mezzo di noi in tutti e per tutto e che vogliamo che non abbia mai termine. E così sia.

TESTIMONIANZE

TESTIMONIANZA DI LOREDANA

Non sono mai venuta al Convegno Annuale delle “Famiglie di Maria”, perché negli ultimi sei anni ho avuto problemi di salute personali e familiari.

Questa volta però non ho rinunciato, perché la Madonna mi ha aiutato troppo. Vorrei iniziare da quando mia cugina Graziella mi trasmise l’invito della Madonna a pregare nella famiglia. Allora la mia famiglia era composta da me, mio marito, la mia mamma di  90 anni, mia suocera di 87 e due figli.

Quando il mio figlio più grande si è laureato, con il massimo di voti, eravamo felici,  e ringraziavamo il Signore, ma poco dopo  andò a convivere con una ragazza e questo ci ha portato una grande tristezza. Ci chiedevamo come mai aveva fatto questa scelta, non sapevamo spiegarcelo. Aveva ricevuto un’educazione religiosa che lo aveva accompagnato anche dopo la cresima. Personalmente non riuscivo a rassegnarmi  e ricordavo quando i figli erano piccoli e dicevo tra me: Signore, se diventassero sacerdoti,non mi dispiscerebbe!…

Adesso questa sua scelta ci faceva soffrire. Ma il rosario che recitavamo ogni martedì mi faceva sperare che la Madonna  non ci avrebbe  abbandonato.

Ed è stato così.

Pregavamo in famiglia, cioè io, mio marito e le  due mamme anziane.

Ad un certo momento mio figlio ci ha annunciato che stavano facendo il corso pre-matrimoniale e che si sarebbero sposati in chiesa. Così è stato . I due sposi hanno continuato a frequentare il gruppo neo-catecumenale, con il quale avevano frequentato il corso ed è stata una grazia, perché i giovani di oggi non sono abituati ai sacrifici ed alle prime difficoltà si abbattono e poi  la grazia del sacramento del matrimonio li aiuta.

II matrimonio è stato già allietato dalla nascita di due figli.

Passata questa esperienza ne è cominciata un’altra, altrettanto significativa.

Il figlio più piccolo, dopo tredici anni di fidanzamento, è stato lasciato dalla ragazza. E’ stato un dramma! A 33 anni era profondamente abbattuto, perché avrebbe voluto sposarsi e formare una famiglia. Invece si trovava solo e sconsolato.

L’ex ragazza non era molto religiosa, andava alla messa solo due volte l’anno e  mio figlio come lei non cercava altro.

Lo stile della nostra famiglia però era un altro. La nostra famiglia frequentava assiduamente la Chiesa ed era impegnata in opere di volontariato, in ospedale o in case di riposo. Avevamo sempre cercato di coinvolgere i figli nelle situazioni di disagio degli altri,  ed io mi raccomandavo alla Madonna, perché il figlio potesse reagire e soprattutto perché potesse  riscoprire la sua fede sopita.

La Mamma Celeste mi ha ascoltato, e dopo pochissimi mesi, mio figlio ha incontrato una ragazza religiosa, con profondi valori, che è riuscita anche ad aiutarlo a ritornare alla fede. Ora hanno fatto il corso di preparazione al matrimonio e si sposeranno il 13 giugno.

Ma le grazie della Madonna non finiscono qui.

Anch’io ho attraversato un periodo di apatia spirituale, di depressione, non riconosciuta da me come tale.  I motivi potevano essere vari: non riuscivo a camminare per un ginocchio malato… la morte della mamma… la malattia della suocera… In realtà il problema più profondo era rappresentato dal fatto che  era nata in me una grande paura della morte.

Anche in questo la Madonna mi ha aiutato.

HO smesso di vedere in Televisione film volenti ed ho incominciato a sentire Radio Maria, seguitando a recitare il rosario del martedì come sempre.

Ho affrontato il problema della morte e ho cominciato ad non averne più paura, perché quando nella seconda parte dell’Ave Maria, dicevo: “ Prega per noi peccatori”,  sentivo che la Madonna  mi era vicino, mi sarebbe stata vicino.

Poi, pian piano, ho capito quello che Gesù ha fatto per noi con la sua morte e la sua resurrezione e allora, quando mi capita di soffrire tanto  da non poterne più, dico a Gesù: – Signore, ti offro la mia sofferenza, però Tu dammi la forza per affrontarla. Altre volte invece tengo presente la sofferenza della Madonna sotto la croce e mi rendo conto che quelle che io chiamo “le mie croci” , al confronto non sono nulla.

Dimenticavo di dire che a me non piaceva pregare.  Ero più portata per aiutare gli altri, fare volontariato, mentre il ripetere le “Ave Maria”mi creava una grande fatica  e anche la recita del Rosario per me era troppo lunga, non mi finiva mai.

Anche questo è inspiegabile: ora il tempo della recita del rosario mi vola, arrivo alla fine  e non mi accorgo di come ci sono arrivata.

Poi ho capito che non basta dire a parole: “Sia fatta la volontà di Dio”,ma bisogna credere che anche la croce ha la sua importanza per la nostra santificazione.

Anche se subito non si capisce, il Signore sa che cosa è meglio per la nostra anima.

Voglio ancora ringraziare la Madonna, perché ultimamente ho avuto delle cadute molto brutte e inspiegabilmente ne sono uscita senza danni. Sicuramente Lei mi ha ancora protetto.

Non so quello che il Signore vuole da me, ma da parte mia mi propongo di trascorrere questo tempo che mi rimane da vivere intensificando la preghiera, per i miei cari, per tutti quelli che non credono, perché tutti raggiungano quella pace interiore che solo per intercessione di Maria, Gesù, Dio Padre e lo Spirito Santo ci possono dare.

Loredana

TESTIMONIANZA DI ROSY

La forza e la bellezza del  pregare insieme l’ho provata tanti e tanti anni fa, quando mi trovavo a Medjugorje per la prima volta.

Eravamo tanti cuori aperti rivolti al Cielo, una sola voce.

Pregavamo per ore senza stancarci.

Con grande rammarico quell’incontro finì e mi rimase l’immagine di tutte quelle persone unite in preghiera, una forza incredibile che sale al cielo e che tutto può, per tutti.

Poi nacque questa Associazione di famiglie che pregano le une per le altre: “ un dono inestimabile del Cielo”.

Da molti anni ormai ci riuniamo nelle famiglie per pregare  il martedì.

Sino a tre anni fa , ci aveva accolto con amore, nella sua casa, un signore anziano costretto sulla sedia a rotelle, di nome Filadelfo. Era sempre sorridente e felice di vederci arrivare, il martedì.

Con la nostra preghiera lo abbiamo accompagnato sino agli ultimi istanti della sua vita.

Non dimenticherò mai la sua ultima stretta di mano ed il suo sguardo. Ora ci guarda dal cielo.

Dopo di allora una signora che faceva parte del nostro gruppo,  ci invitò ad andare nella sua casa il martedì a recitare il Rosario.

Si chiama Anita ed è una signora gentile, dolce e di grande fede.

Ad ogni meditazione del mistero, lei esprime la sua gioia e la trasmette a noi.

Insieme meditiamo anche il Vangelo della Domenica precedente e ne nasce un semplice approfondimento della Parola di Dio.

Il nostro è anche un incontro di fraternità; ci interessiamo di ciò che accade a ciascuno di noi, ci incoraggiamo a vicenda nelle difficoltà e da questo nasce una forza nuova, una serenità che viene dalla preghiera e dalla certezza che Dio ci ama e ci accompagna in ogni istante della nostra vita.

Preghiamo per tutte le famiglie che nella nostra società sono messe a dura prova e che forse ancora non hanno incontrato sul loro cammino la Mamma Celeste.

Il nostro gruppo si è formato con persone dello stesso condominio, con persone del quartiere che conosciamo da anni e alle quali abbiamo fatto l’invito di pregare insieme. E’ stato facile riunirsi ed è talmente bello ritrovarsi , che non lasciamo un solo martedì.

E’ un appuntamento al quale ognuno di noi tiene molto, perché Gesù è con noi.

Lui ha detto : “ Dove due o più persone  sono riunite in preghiera, Io sono in mezzo a loro.”

Provate a formare un gruppo. Bastano due persone, il resto lo fa la Mamma Celeste.

 

Rosy

TESTIMONIANZA DI CIRO E GIULIANA

Amici carissimi, facciamo parte delle Famiglie di Maria fin dal 2000, ma quest’ anno la presenza mia e di Giuliana in occasione del nono Anniversario  della nostra Associazione, ha un significato molto particolare.

Dopo circa venti anni trascorsi a Pozzuoli e altri venti vissuti a Roma, il 14 Maggio abbiamo aperto un nuovo capitolo della nostra vita.

Ci siamo messi nelle mani del Signore e della Vergine Maria e ci siamo di

nuovo imbarcati per approdare a Terni ed iniziare un altro ventennio; in piena umiltà sottolineo la parola iniziare, consapevole che il futuro lo conosce solo il Padre Eterno.   Un’idea maturata, nel mese di Maggio dello scorso anno, che si è conclusa, pensate un po’, un anno dopo, proprio nel mese di Maggio.

Come dire…una coincidenza  tutta mariana!.

Qualcuno dice che partire è un po’ morire, ma per noi non è stato così.

Infatti, mentre eravamo trattenuti a Roma per formalizzare la vendita della nostra casa di Roma, a Terni venivano date disponibili le chiavi della nuova casa; era Martedì e l’unica persona che poteva prenderle era Graziella, che era impegnata nel Rosario, insieme ad altre famiglie del gruppo.

Terminato il Rosario  è andata a prenderle, è entrata in casa e con una breve preghiera ce l’ha affidata a Maria, affiggendo all’interno della porta d’ingresso la bellissima icona, a noi tanto cara, della Sacra Famiglia  .

Quando a notte fonda siamo arrivati noi, entrando ci siamo sentiti subito accolti e consolati dalla stessa immagine, davanti alla quale anche a Roma siamo soliti pregare.

Ma poi c’è un altro importante motivo: quel filo di affidamento alla Vergine Maria che con il Rosario del Martedì tiene unite tutte le famiglie della nostra Associazione, anche venendo a Terni, non si è mai interrotto e ne abbiamo avuto la riprova attraverso  le numerose telefonate ricevute dai nostri amici di Roma, anzi è stato reso ancora più solido dal Rosario che reciprocamente ci siamo impegnati a pregare il Martedì gli uni per gli altri.

Grazie di cuore a Te  Vergine Maria, che ci hai voluti coinvolgere in questa nuova meravigliosa avventura. Grazie a tutti voi, che siete qui per testimoniare e condividere la grande gioia di appartenere alle famiglie di Maria, a quanti ci sostengono con la loro preghiera, da sua eccellenza Mons. Vincenzo Paglia ai nostri assistenti carissimi Don Francesco e Don Adolfo, a Carlo e Graziella, che in queste circostanza, si sono dimostrati  veramente unici e insostituibili e, visto che sono io a parlare, non posso dimenticare la mia adorata consorte qui presente, senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile.

Ora  vorremmo  concludere così,  con una semplice, ma potentissima invocazione che spesso ripetiamo davanti alla piccola statua della Madonna, che dopo affannose ricerche finalmente anche a Terni abbiamo ritrovato e che, come a Roma, abbiamo di nuovo messo all’ingresso della nostra casa:

Maria  Madre delle Famiglie proteggici, guidaci, aiutaci, salvaci !.

Ciro e Giuliana

Rosy

TESTIMONIANZA DI MARIA LUISA

Mi chiamo Maria Luisa e faccio parte da alcuni anni dell’Associazione “Famiglie di Maria”. Desidero oggi comunicarvi semplicemente quanto si sta bene e quanto fa bene pregare insieme per le famiglie, come la Mamma Celeste ci ha suggerito.

Tutti ormai ci rendiamo conto che le famiglie sono oggi più che mai insidiate dal male, e per questo spezzate, denutrite d’amore, schiacciate dalle preoccupazioni economiche; la difficoltà di comunicazione separa  e avvilisce i legami affettivi; non si riesce a stare insieme e i rari momenti in cui ci si ritrova sono spesso assorbiti dalla televisione e dalle accuse che rimbalzano l’un l’altro, provocando ematomi e ferite nel cuore.

Ma ecco venirci in aiuto la Mamma Celeste, che ci chiama ad avere fiducia in Lei, a pregare insieme per le nostre famiglie, ogni martedì.

Io faccio parte di un gruppo che si riunisce per pregare il rosario e, credetemi,  ogni volta che ci riuniamo ci rafforziamo nell’Amore e nella comprensione tra noi, verso gli altri, con chi ci chiede aiuto, nella consapevolezza che Gesù e Maria sono con noi, insieme a noi, ascoltano le nostre richieste, entrano nei nostri cuori e nelle nostre famiglie.

Non è stato forse Gesù a dirci: “ Quando due o più persone si riuniscono nel mio Nome, Io sarò lì con loro e qualsiasi cosa mi chiederanno, sarà loro data?”

Queste parole ci fanno capire quanta più forza assume la preghiera se pronunciata insieme e tutti con la stessa intenzione; essa riavvicina e riunisce le coppie, produce guarigioni fisiche e spirituali, permette di condividere gioie e dolori, dà forza, speranza e grazie di ogni genere, ma dobbiamo chiedere con il cuore umile, senza pretese, affidandoci a Maria.

A volte, quando ci riuniamo, qualcuno arriva gioiso, pronto a condividere le esperienze positive della settimana; qualche altro arriva più preoccupato, buio in viso, con la mente rivolta a ciò che lo rattrista, ma nello stesso tempo tutti siamo sicuri che dopo aver pregato e condiviso con affetto quei momenti della  giornata, ci sentiamo più sereni, in pace, rafforzati e capaci di trasmettere tutto questo alle nostre famiglie.

Ho avuto modo di constatare, infatti, che attraverso queste preghiere, la Mamma Celeste entra anche nelle nostre case, nei cuori dei nostri famigliari e, poco a poco, Ella distribuisce a chi vuole, quanto vuole, come vuole e quando vuole tutti i suoi doni e le sue grazie.

Nessun dono, dice il Signore, viene dal cielo, è concesso agli uomini,  che non passi per le mani verginali di Maria. Noi deponiamo le nostre preghiere nel Suo  cuore ed esse, come un seme,  daranno frutto sicuro sia per la salvezza delle nostre anime che delle nostre famiglie.

Tante persone oggi si sentono con il morale a terra, senza energia per affrontare neanche le cose di tutti i giorni, non trovano motivi per alzarsi la mattina; quello che ieri era grinta diventa per molti rabbia contro se stessi e impazienza  verso tutti.

“Depressione” la chiamano i medici, malattia da curare con psicofarmaci o ricostituenti, ma spesso è solo mancanza di vita interiore, di rapporto con Dio, di preghiera, di consapevolezza di avere una missione da compiere.

Una mia amica di Roma, oggi presente qui con noi, mi diceva ieri al telefono: “ Ero ricoverata per una riabilitazione, mi sentivo sola e un po’ depressa. Allora ho incominciato a chiamare: – C’è nessuno che prega con me un’Ave Maria?

Una donna ha risposto al suo appello, si sono messe a pregare e subito si sono sentite meglio. Ha fatto loro bene pregare insieme.

Vi consiglio di riunirvi in preghiera insieme ad altri, nelle vostre case, in chiesa, dove desiderate e il martedì unitevi alla nostra preghiera per le famiglie e vedrete a poco a poco crollare il muro dell’egoismo e al suo posto nascere l’amore per l’altro.

“Bussate e vi sarà aperto, chiedete e vi sarà dato”, dice il Signore e noi quando preghiamo insieme bussiamo talmente forte, che Gesù e la Mamma Celeste non possono non aprirci  le porte del Cielo. Tutte le “Ave Maria” del Rosario si sollevano verso il cielo: sono tantissime, pensate…diventano 500 solo se siamo in dieci, 1000 se siamo in venti e così via.  Se poi unite a tutti i gruppi  che pregano il martedì nelle varie parti d’Italia e fuori, diventano talmente tante che riescono anche ad asciugare le lacrime della nostra Mamma Celeste, che spesso piange per tutti i suoi figli che si sono dimenticati di lei e di suo Figlio Gesù, morto in croce per tutti.

Così il martedì pomeriggio cerchiamo di liberarci da ogni impegno e ci riuniamo per pregare, per regalarci il dono reciproco dello stare insieme tra di noi e con la Mamma Celeste.

I benefici sono tanti: la preghiera in comunità ci ha reso più uniti spiritualmente, più solidali e sinceri fra noi, pronti a sostenerci l’un l’altro. Questa è la forza di una sana famiglia, questo è il suo desiderio: che diventiamo un’unica grande famiglia.

In questi anni di preghiera abbiamo visto l’evoluzione positiva dei nostri cuori, delle nostre famiglie e di quegli associati che si tengono in comunicazione con noi, perché dove c’è Maria, entra l’amore, quello vero, quello che si acquisisce solo pregando e spazza via ogni timore.

Maria Luisa

Testimonianza di preghiera in famiglia,

inviataci da Valeria in occasione del Convegno

Care famiglie,

mi emoziona sapere di avere l’opportunità di poter testimoniare la mia esperienza di fede e di preghiera in famiglia.

Mi sono spesso domandata : “Ma il Signore che cosa vuole che io faccia in questa vita? Sarò in grado di sentire la sua voce? E’ forse possibile che Lui mi parli ed io non sia capace di comprendere? Eppure Gesù c’è, lo sento nel profondo del cuore. Questa vita è solo un cammino, ed io voglio percorrerlo insieme a Lui, anche perché diversamente, tutto sarebbe troppo vuoto, fragile e superficiale”.

Valeria prosegue raccontando come nella sua vita di studentessa lavoratrice, siano state determinanti le testimonianze di fede veramente vissuta, avute da due persone, una delle quali anziana e sofferente e poi passa a parlare del suo incontro con Marco .

Ho sempre avvertito un fuoco dentro, un’onda di energia, forte e potente che sovente mi ha fatto soffrire: la sensazione che pur avendo tutto questo amore dentro per Gesù, per gli altri, per la vita, io non fossi in grado operare, di capire che cosa veramente volessi o dovessi fare. Una sensazione che mi conferiva un peso sulle spalle e nel cuore e, pur essendo una persona dal carattere solare, sorridente alla vita, (così gli altri dicono di me), ho sempre tenuto dentro questa sofferenza, assai grande.

Ho studiato Materie Letterarie all’Università di Torino e contemporaneamente, per mantenermi negli studi, ho avuto la splendida occasione di lavorare presso una persona anziana, appartenente ad una famiglia di grande cultura. Una signora a dir poco splendida. Ora sarà sicuramente con Gesù.

Possedeva tutte le sofferenze del mondo: distrofia muscolare, morbo di Parkinson, glaucoma agli occhi a tal punto da non vedere. Una donna estremamente intelligente e sensibile. Si è instaurato una rapporto di dialogo e di amicizia che non dimenticherò. Uno dei nostri argomenti preferiti era la famiglia. Evidenziava, pur tra tante sofferenze, il suo profondo amore per il marito, ormai defunto e i suoi tre figli ma soprattutto la sua preghiera a Dio. Quando studiavo, alle cinque del pomeriggio, le sue preghiere ad alta voce condivise con la sua amica, anche lei anziana, risuonavano tra le stanze di quella grande casa.

Tali preghiere mi comunicavano, in un certo senso malinconia ma in me si radicava, sempre più, la consapevolezza grande che Gesù è al centro della nostra  vita.

In questa testimonianza di fede sarei felice di raccontare di mia zia suora, di Teresa che mi hanno aiutato a crescere, da quando ero bambina, comunicandomi esempi di fede autentica. Ora, però, desidero parlare della mia famiglia e lo scrivo provando una grandissima gioia

Quando ero fidanzata con Marco, mi preoccupava la scelta del matrimonio. Mettevo sovente in discussione il nostro rapporto. Nel vedere tutte quelle coppie che si separavano, nell’ascoltare esperienze di coppie in crisi, temevo di non essere in grado di vivere profondamente “la promessa” al Signore.

Quel giorno sono arrivata davanti all’altare con le medesime incertezze. Ho guardato Gesù, ho posto nelle mie mani, come un contenitore, il mio rapporto con Marco al Signore e ho detto: ”Gesù ti affido il nostro amore fa che cresca come vuoi tu!”.

Tutto è cambiato dentro di me, quelle paure sono andate via sciogliendosi come neve al sole. Durante la celebrazione io ero vivace ed emozionata ma senza alcuna lacrima poi a partire dalla sera, ho pianto per due giorni. Non riuscivo a trattenere quelle lacrime. Sentivo finalmente che la scelta che avevo fatto era quella giusta.

Dopo diciassette mesi è nato il nostro primo bimbo Luca (che gioia!) e poi ne sono seguiti altri tre con una differenza di età di circa due anni.

Nelle mille fatiche, non siamo mai stati così felici!

La stanchezza spesso regna sovrana, ma poi, il sorriso dei bimbi, i nostri sguardi reciproci intrisi di rispetto, di fiducia uno dell’altro e soprattutto il sostegno grande di Gesù ci permettono di vivere nella gioia piena.

Ora il nostro quarto bimbo ha quasi tre anni. A proposito, i nostri bimbi si chiamano: Luca, Andrea, Giorgio, Lorenzo.

Prima ancora che nascessero i bambini, Marco ed io pregavamo, ma poi ora che siamo in sei, quanta grande gioia regna nella nostra casa! Ci mettiamo seduti a terra, con le gambe incrociate e talvolta in ginocchio. In mezzo a noi c’è un lanternino con all’interno un lumino acceso. Spegniamo la luce e iniziamo a pregare. Iniziamo con il segno della croce cantato, questo è il desiderio soprattutto del nostro piccolino, una preghiera che i nostri bimbi hanno appreso nella scuola materna cattolica. E poi preghiamo. Le preghiere sono già tante ma quelle che piacciono di più sono quelle spontanee. A turno ognuno di noi ringrazia Gesù e Maria e affida piccole o grandi intenzioni . Andiamo a riposare molto più uniti e sereni anche se poco prima c’erano state un po’ di tensioni , contrasti o semplicemente stanchezza.

Ogni anno, da quando ci siamo sposati, Marco ed io rinnoviamo la nostra promessa a Gesù. Lo facciamo in modo semplice ma estremamente “forte”.

Ci siamo sposati a Luglio e tutti gli anni, con discrezione, in una cappella che frequentiamo sempre quando andiamo al mare in Liguria ci accordiamo con il sacerdote per rinnovare la promessa. I sacerdoti che incontriamo sono quasi sempre diversi, provengono da varie parti d’Italia e giungono in quella chiesetta insieme al loro gruppo parrocchiale. Durante la messa, davanti all’altare, noi ripetiamo la nostra promessa: “Io Valeria/Marco confermo te Marco/Valeria e prometto di esserti fedele sempre nella gioia e nel dolore e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita”. È per noi un momento di “rinnovamento” di cui non potremmo più fare a meno.

Man mano che sono trascorsi gli anni sono chiaramente aumentati i nostri testimoni. I nostri figli, infatti, vivono questo matrimonio con una gioia immensa. In questi ultimi anni i due bambini più grandi hanno già preparato delle preghiere per noi e tutte le famiglie del mondo. Quel giorno è una grande festa. Da undici anni ormai.

La nostra esperienza è semplice, non credo di aver detto cose grandi, ma quel che mi preme è comunicare, soprattutto a chi avverte quel vuoto dentro, a colui che sente che le difficoltà e i problemi sono troppo grandi, carichi di quella sensazione che tutto potrebbe rompersi, che c’è una cosa assai semplice che deve fare: “chiudere gli occhi, rivolgersi a Gesù e Maria e affidare con umiltà la situazione, le difficoltà. Liberare totalmente la mente e il cuore da quei problemi, perché solo così Gesù può operare e non come vogliamo noi ma come vuole Lui”.

Vedrete che miracolosamente, i problemi si alleggeriranno e tutto nel vostro cuore migliorerà. Perché Gesù fa miracoli, non solo nel passato quando apparteneva a questa vita, ma anche ora. Dobbiamo “veramente sapere e sentire” che Gesù è vivo e che opera in mezzo a noi. Comunicare con il Signore sempre, perché è vicino a noi anche quando non lo sentiamo.

Il papa ha parlato di “inquinamento spirituale”. E’ vero, si sentono nell’aria tante tensioni, insofferenze inquietudini nella società e all’interno delle famiglie.  Noi dobbiamo andare controcorrente, testimoniare con forza e ognuno con i propri modi e nella libertà, la gioia della parola di Dio. I nostri figli hanno bisogno di sentire da noi genitori, la forza della fede, sentire che Gesù c’è ed è grande. Dobbiamo trasmettere loro che noi, tutti, con modalità diverse, siamo e vogliamo essere strumenti di pace e Suoi figli.

Con tutto il cuore spero che questa testimonianza di amore possa essere di aiuto.

Grazie                                                                                    Valeria