Notiziario Marzo 2009

Notiziario | Marzo 2009 | Anno 3 | Numero 13

Carissimi,

l’incontro di Febbraio è avvenuto in un momento particolare: erano i giorni in cui in Italia tutti eravamo presi dal dramma di Eluana Englaro, una donna in coma,  alla quale una sentenza giuridica acconsentiva  di sospendere l’alimentazione. Come cristiani non potevamo rimanere indifferenti di fronte ad un problema che, oltre ad essere la tragedia di una persona e di una famiglia, era anche il segno di una mentalità non cristiana che va avanti, la strumentalizzazione di un caso particolare per la realizzazione di progetti contrari alla vita.

Nella catechesi Don Francesco ha svolto il tema della famiglia, che educa alla vita ed aiuta ad affrontare tutte le traversie della vita stessa,  tra cui la sofferenza, la malattia e la morte.

Innanzi tutto ci ha invitato a pregare,  perché le coscienze delle famiglie cristiane  si risveglino e, in unione di preghiera intorno alla potenza di Maria Santissima, madre di Dio e madre nostra,  riconoscano  la volontà di Dio.

Ha spronato noi cristiani ad essere vigili e testimoni autentici del Vangelo, che è il Vangelo della Vita.

Purtroppo vediamo diffondersi una mentalità che nega la dignità di persona ai più deboli, come l’embrione e l’infermo lungodegente.

Sembra che si voglia eliminare tutto ciò che è scomodo. Eluana, in coma da 17 anni, era una persona scomoda, anzi, è stato detto: “non è più persona, è morta 17 anni fa”: è emerso con chiarezza un sintomo tragico; al volontariato della carità, praticato in tutti questi anni e offerto generosamente, anche per il futuro, dalle Suore Misericordine, si è contrapposto il volontariato della morte, quello di coloro che hanno prelevato Eluana e l’hanno portata a morire. Alla cultura dell’amore e della vita, alla quale ci educa il Vangelo, si sta contrapponendo una cultura che esalta solo l’autosufficienza dell’individuo, e, attraverso l’aborto, l’eutanasia, la manipolazione degli embrioni, vuole gestire la vita , uccidendo e usando la morte.

Al contrario, Don Francesco ci ha fatto riflettere sulla bellezza del dono della vita e sul mistero che la avvolge.

Come possiamo sapere noi se Eluana sentiva, capiva quello che le succedeva intorno? Ci sono state persone che, uscendo dal coma, hanno raccontato di aver sentito tutto ciò che avveniva intorno a loro e ci sono stati bambini dichiarati dai medici portatori di gravissimi handicap, che invece hanno poi avuto uno sviluppo molto diverso da quello previsto. Don Francesco stesso  ci ha portato un esempio che ha vissuto direttamente. Un bambino, ormai giovanotto, fu portato da piccolo in una comunità di accoglienza. La diagnosi che i medici avevano fatto per lui diceva che la sua intelligenza era equivalente a quella di un bimbo di pochi mesi e che così sarebbe rimasta.

Ebbene, attraverso una lunga opera condotta con amore ed impegno, oggi quel ragazzo comunica attraverso il computer e non solo ha vastissime conoscenze in tante discipline, come la storia, la geografia, la matematica, addirittura la filosofia, ma riesce ad esprimere una eccezionale ricchezza interiore e religiosa anche attraverso la poesia.

Ce ne è stata  letta una, scritta da lui, talmente bella e profonda, che ci ha messo ancor di più di fronte al mistero della vita, che è dono di Dio  e non è contenibile nei nostri poveri schemi mentali.

Ci auguriamo che l’esperienza che abbiamo vissuto con Eluana, si trasformi in un grande richiamo per noi cristiani e per tutte le persone di buona volontà, ci aiuti a prendere coscienza di progetti che in modo ora subdolo, ora palese, a livello italiano e anche mondiale, stanno spingendo  le nazioni verso leggi  di morte, affermate come diritto. Siamo quindi chiamati ad essere vigilanti, a fare sempre scelte coerenti con il Vangelo ed a testimoniarle con il nostro comportamento.

Di fronte al male che dilaga, non è giusto che noi ci tiriamo indietro e ci chiudiamo scoraggiati. E’ bene invece che facciamo la nostra parte nella società, per contribuire al bene comune ed essere quel lievito di cui ci parla Gesù.

E’ appena iniziata la Quaresima, che ci prepara alla Pasqua, momento più intenso dell’anno liturgico, nel quale riviviamo la morte e resurrezione di Gesù.

La Chiesa ci chiama ad intensificare la preghiera, ci invita alla  penitenza ed alla carità.

Cerchiamo di portare nelle nostre famiglie questo clima e non dimentichiamo nelle nostre preghiere  i più deboli  indifesi e coloro che hanno maggiore responsabilità nei riguardi della società.

Buona Quaresima

Graziella

AGENDA

OGNI MARTEDÌ

S. Rosario nelle famiglie

OGNI PRIMO VENERDÌ DEL MESE

Chiesa di S. Pietro Apostolo – Terni

Ore 21,00: incontro di preghiera e catechesi,  S. Messa, con le famiglie, per  tutte le famiglie.

NOTIZIE

Anche questo mese diamo il benvenuto tra di noi alle nuove famiglie: vengono da Ravenna, da Prunetto di Cuneo, da Montecarlo, da Terni.

E’ sempre bello veder crescere questo esercito silenzioso che vuole affidarsi alla Mamma Celeste , per collaborare con Lei alla conversione delle famiglie.

Il 26 Febbraio è stato il settimo anniversario della morte di mio zio, Mons. Grasselli Francesco, il primo sacerdote che appoggiò e si unì spiritualmente alla preghiera del primo gruppo di famiglie che si impegnarono nell’affidamento a Maria, con il rosario del martedì, pregando gli uni per gli altri.

Godeva nel vederlo crescere e mi raccomandò più volte di non dimenticare mai l’impegno che la Madonna mi aveva dato, fino alla sera prima di lasciarci per ritornare alla casa del Padre.

Oggi sicuramente ancor di più gioisce dal Cielo, nel vedere la realtà delle “Famiglie di Maria” e ci accompagna con la sua preghiera incessante.

Preghiamo anche noi per lui e perché seguitino a fruttificare i semi del Vangelo che lui ha sparso nei suoi 62 anni di sacerdozio.

In quella che fu la sua ultima parrocchia per 39 anni, San Nicola di Bari a Todi (PG), ogni anno viene celebrata la Santa Messa in memoria.

Come Associazione delle “Famiglie di Maria” lo ricordiamo in particolare nell’incontro mensile del primo venerdì di Marzo.

Graziella

PREGHIERA

Ricevi, o Signore,

le nostre paure

e trasformale in fiducia.

Ricevi la nostra sofferenza

e trasformala in crescita.

Ricevi il nostro silenzio

e trasformalo in adorazione

Ricevi le nostre crisi

e trasformale in maturità.

Ricevi le nostre lacrime

e trasformale in preghiera.

Ricevi la nostra rabbia

e trasformala in intimità.

Ricevi il nostro scoraggiamento

e trasformalo in fede.

Ricevi la nostra solitudine

e trasformala in contemplazione.

Ricevi le nostre amarezze

e trasformale in calma interiore.

Ricevi le nostre attese

e trasformale in speranza.

Ricevi la nostra morte

e trasformala in risurrezione.

LA FAMIGLIA IN CAMMINO CON LA CHIESA

Carissimi,

Marzo è arrivato! In molte parrocchie si sta vivendo la benedizione delle famiglie e, nonostante i disagi di tanti, siamo convinti che il Signore è il nostro Padre e non può abbandonarci.

Per il momento presente abbiamo da esempio la storia di una delle nostre famiglie. Unita, di buona condizione sociale, faceva leva sulla sua azienda di conduzione familiare. Dopo aver raggiunto un discreto benessere, questa casa si è ritrovata in un momento di grave crisi, sia nel settore lavorativo, che in quello strettamente familiare, con forti disaccordi, allontanamento dei figli, malattie, depressioni varie. Il nucleo familiare, ormai diviso nel suo interno, ha tentato in varie direzioni di trovare, negli appoggi umani, possibili risoluzioni, giungendo solo ad una delusione più grande, fino a pesanti tentazioni di disperazione. Proprio in questo abisso di sconforto, come gli Ebrei schiavi in Egitto, il grido di preghiera è giunto fino al Signore (cfr Es 2,23-25) e semplicemente la purificazione degli intendimenti umani, il riavvicinamento a Dio e alla fede della Chiesa hanno ridato luce e forza per una nuova ripresa. Un cammino paziente, ma sereno, di conversione a Dio e di impegno umano! Non sono terminate le lotte, le difficoltà,  le sofferenze, ma ora si respira un altro spirito di pace e anche di gioia, che dà luce e inventiva di sapienza e di amore incrollabile. Le decisioni quotidiane sono sempre di più orientate verso un livello alto di vita: il Regno di Dio e la salvezza eterna delle persone!

ITINERARIO QUARESIMALE 2009

Questa vicenda familiare rispecchia la sapienza della storia della salvezza, delineata dalla Parola di Dio e attuata nell’esperienza bimillenaria della Chiesa.

Dal 25 Febbraio, Mercoledì delle Ceneri, con l’austero simbolo delle ceneri, ha preso avvio il TEMPO DI QUARESIMA, quaranta giorni in preparazione alla PASQUA, come i 40 anni dell’Esodo del popolo Ebraico, come i 40 giorni di Gesù nel deserto. Periodo altamente educativo per decisioni di fede e di vita autentica. Siamo tutti invitati ad un cammino di conversione a Cristo, da veri suoi discepoli, con un percorso propizio, scandito da celebrazioni e opere della penitenza quaresimale: Eucaristia e  Sacramento della Penitenza-confessione, Via Crucis e venerazione della Croce, iniziative comunitarie del digiuno-ascesi cristiana (Mercoledì delle Ceneri e Venerdì Santo, con astinenza dalle carni ogni Venerdì), opere di carità e raccolte di aiuti, spazio alla preghiera personale e familiare… Un più attento e prolungato ascolto della Parola di Dio è la guida per ritornare all’essenziale, eliminando tutto ciò che distrae, e per compiere verifiche sulla conversione cristiana individuale e comunitaria: rinnovamento dei cuori, riscoperta e accoglienza umile della nostra realtà precaria di creature, senso del peccato e amore interpersonale con Dio, riordino di priorità e valori.

“Segno sacramentale della nostra conversione”:

“Convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1, 15). “Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai ”.

EUCARISTIA – ESODO PASQUALE:

Riscopriamo il tono quaresimale di ogni S. Messa, dove riattualizziamo l’esperienza dell’Esodo dell’AT, vissuta da Gesù coi suoi discepoli. Nell’assemblea domenicale, siamo costituiti popolo di Dio, educati ad abbandonare l’idolatria-peccato, ad accogliere Gesù e la sua legge. La celebrazione in atto è il più completo e incisivo strumento per la comunicazione della fede (cfr RdC 114). Ripresenta la storia della salvezza attraverso segni: sacerdote,  popolo che canta la sua fede in un solo cuore, l’eloquenza del silenzio, linguaggio dei gesti, diversi servizi. Particolarmente nei Riti di introduzione lo spirito quaresimale si ripropone in ogni Messa. Suo scopo  è che i fedeli riuniti formino una comunità e si dispongano ad ascoltare con fede la Parola di Dio e a celebrare degnamente l’Eucaristia. La Messa inizia prima …: un’ambientale predispone i cuori ad aprirsi a Dio, la processione d’ingresso manifesta la vera natura della Chiesa come popolo in cammino, un saluto rivela la presenza di Dio con noi, l’atto penitenziale, non semplice esame di coscienza, è convertirsi, fare Chiesa, dare anima e verità a quel che celebriamo. Importante il raccoglimento-silenzio.

ITINERARIO CON LA PAROLA DI DIO

Il Mercoledì delle Ceneri culmina nella Veglia pasquale. La Parola di Dio è elemento fondamentale per comprendere il senso cristiano dei 40 giorni e dei segni liturgici penitenziali:

la 1° lettura  dell’AT richiama ognuno e tutti, come comunità penitente, ad aprire il cuore, per ripercorre le tappe della storia dell’Alleanza di Dio con l’umanità, con relative esigenze per noi, Chiesa: l’alleanza originaria, la vocazione di Abramo,  l’Esodo, il deserto, la successiva storia d’Israele… Le domeniche ci educano anche oggi come famiglia di Dio;

la 2° lettura ci orienta verso la Pasqua, dove celebreremo la morte e risurrezione di Cristo, evento che illumina tutto il cammino della Quaresima, segno di tutta la vita. Così le Epistole quaresimali continueranno a prolungare e approfondire le letture dell’AT e a prepararci in ogni domenica all’ascolto del Vangelo.

Il Vangelo ci fa sentire il bisogno di purificare i nostri cuori con un itinerario di vera conversione, insieme. Ecco che la Chiesa ci propone in questo anno 2009 un itinerario cristocentrico (anno B), come dice la parola, tutto rivolto a seguire Gesù, Messia –Salvatore.

Buon cammino cristiano per il mese di Marzo verso la settimana Santa e la Santa Pasqua, che vivremo così intensamente nel mese di Aprile e auguri di una riscoperta della bellezza della fede cristiana nelle famiglie con le celebrazioni più importanti di tutto l’Anno liturgico!

Don Francesco Paolo Vaccarini

LA PREGHIERA DELLA FAMIGLIA PER LA FAMIGLIA

“Il Rosario è la preghiera della famiglia per la famiglia. Un tempo questa preghiera era particolarmente cara alle famiglie cristiane, e certamente ne favoriva la comunione. Occorre non disperdere questa preziosa eredità. Bisogna tornare a pregare in famiglia e a pregare per le famiglie, utilizzando ancora questa forma di preghiera. Se nella  lettera apostolica “Novo millennio ineunte” ho incoraggiato la Liturgia delle Ore, anche da parte dei laici nella vita ordinaria delle comunità parrocchiali  e dei vari gruppi cristiani, altrettanto desidero fare per  il Rosario.

Si tratta di due vie non alternative ma complementari, della contemplazione cristiana.

Chiedo pertanto a quanti si dedicano alla pastorale della famiglia di suggerire con convinzione la recita del Rosario.

La famiglia che prega unita resta unita. Il Santo Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente a essere preghiera in cui la famiglia si ritrova, i singoli membri in essa, proprio gettando lo sguardo su Gesù, recuperano anche la capacità di guardarsi sempre nuovamente negli occhi per comunicare, per solidarizzare; per perdonarsi scambievolmente, per ripartire con un patto di amore rinnovato nello Spirito di Dio.

Molti problemi delle famiglie contemporanee dipendono dal fatto che diventa sempre più difficile comunicare. Non si riesce a stare insieme, sono assorbiti dalle immagini di un televisore.

Riprendere a recitare il Rosario in famiglia significa immettere nella vita quotidiana ben altre immagini, quelle del mistero che salva; l’immagine del Redentore, l’immagine della sua Madre Santissima.

La famiglia che recita insieme il Rosario riproduce un po’ il clima della casa di Nazareth: si pone Gesù al centro, si condividono con Lui gioie e dolori, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da Lui la speranza e la forza per il cammino”.

(dall’esortazione apostolica , n. 41)

Giovanni Paolo II

LA SANTITÀ VOCAZIONE DELLA FAMIGLIA

Vita di Santi – esempi per ogni sposo e genitore

SANTA FRANCESCA ROMANA

Nacque a Roma nel 1384. Sposatasi che era ancora giovane, ebbe tre  figli. Vivendo in tempi burrascosi, distribuì i suoi beni ai poveri e servì i malati; fu mirabile nell’apostolato verso i poveri e nella pratica delle virtù, specialmente nell’umiltà e nella pazienza.

Accolse la morte immatura dei figli, che pur amava  con grande tenerezza, adattandosi con serenità al volere divino.

Dio l’aveva scelta per essere santa, non per sé sola, ma per far godere anche agli altri i doni ricevuti. Nell’anno 1425 fondò la Congregazione delle Oblate sotto la regola di San Benedetto. Morì nel 1440.