Incontro Mensile Aprile 2007

INCONTRO DEL 7 APRILE 2007

 

 

Nel mese di Aprile il primo sabato ha coinciso con il sabato santo, per cui l’incontro delle famiglie di Maria è stato vissuto in un clima di raccoglimento e di attesa, vegliando al sepolcro di Gesù.

Don Francesco, che  guidava la preghiera, ha tenuto un tono sommesso anche nella voce ed ha alternato la proclamazione di brani del Vangelo con momenti di  meditazione e di adorazione silenziosa.

Ci ha ricordato che il Sabato Santo è il giorno del grande silenzio;  proprio per questo  non c’è la Messa in nessuna chiesa e tutti siamo invitati a riflettere sul grande amore di Dio, che è arrivato al massimo.

In maniera umana Egli  ha dato proprio tutto, non solo perché è morto per noi, ma anche perché è sceso agli inferi ed ha aperto le porte del Paradiso ai nostri progenitori, ad Adamo ed Eva,  ai patriarchi, come Abramo e Davide, alle generazioni che hanno preceduto la Sua incarnazione e a tutti coloro che hanno atteso e accolto la Sua venuta.

Egli è Figlio di Dio, ma come uomo ha voluto onorare i suoi progenitori, come se volesse insegnarci a mettere in pratica il quarto comandamento: “Onora tuo padre e tua madre”.

Don Francesco ci ha invitato ad entrare profondamente nel clima di attesa e di raccoglimento, lasciandoci aiutare anche dai segni esterni che la Chiesa ci dà nella giornata del Sabato Santo: il tabernacolo vuoto, l’altare spoglio; unico segno forte sull’altare la croce di Gesù, dalla quale, nella chiesa in cui ci trovavamo, pendeva un drappo rosso, segno del Sangue versato dal nostro Redentore, sangue che continua ad esserci donato in ogni Eucaristia e nella sofferenza di tanti nostri fratelli che soffrono per violenze, cattiverie, peccati di ogni genere.

Questo nostro vegliare al sepolcro di Gesù, come “Famiglie di Maria”, a nome di tutte le famiglie, ci ha proteso verso la grande veglia, che poi abbiamo vissuto con tutta la comunità parrocchiale, in unione con tutta la Chiesa universale ed è esplosa nella Messa di mezzanotte, con l’annuncio della Resurrezione del Signore, al canto del “Gloria” e allo sciogliersi delle campane.

Celebrare Gesù risorto non è solo un ricordare, ma è vivere la Sua presenza oggi nella nostra realtà di vita.

E’ pazzesco quello che Lui ha fatto per noi, ma è altrettanto pazzesco quello che noi non riusciamo a fare in considerazione del suo dono totale d’amore.

 

Con la proclamazione del Vangelo di Giovanni (18 1-19,42) abbiamo accompagnato Gesù in tutta la  Sua passione.

L’ascoltare il Vangelo nel silenzio più profondo ce lo ha reso talmente vivo, che sarebbe sembrato inopportuno ogni possibile commento.

Come “Famiglie di Maria” ci siamo sentite in profonda comunione con la Madre ed abbiamo assaporato ancora di più il Suo sacrificio, condividendo il Suo dolore e sostando con Lei sotto la croce, fino alla deposizione di Gesù nel sepolcro.