Testimonianze Incontro Annuale 2005

TESTIMONIANZE

 

D. Francesco: Ecco, adesso venite uno dietro l’altro, man mano che ci sta da dir qualcosa.

E’ un momento bello, di entusiasmo anche sapendo queste cose che si diranno!”

 

Graziella: “ Ci sono varie testimonianze, sono tutte semplici. Adesso vorrei chiamare Giuditta.

Noi dobbiamo testimoniare la nostra semplicità, quindi non ci dobbiamo aspettare chissà che.

Ecco che arriva Giuditta, ieri è stata dal dentista, ha sofferto tanto non era sicura se ce l’avrebbe fatta. Brava Giuditta!”

 

Giuditta: “Io con le persone adulte non ho mai parlato, sono stata sempre con i bambini

La mia testimonianza sarà piccola, semplice, breve, perché siamo un piccolo gruppo qui a Terni di donne anziane che si riunisce tutti i martedì pomeriggio, nella casa di un fratello che non può più dirlo da solo. Recitiamo insieme il Santo Rosario è per noi un momento di preghiera sentita, di comunione, di partecipazione; preghiamo insieme, ci scambiamo notizie, riflettiamo su qualche argomento della nostra fede, tutto questo ci da gioia, ci aiuta a crescere insieme nell’amore per il Signore e per gli altri. Uniti nella preghiera, ci fa sentire più forti, più capaci di sopportare le angosce, le preoccupazioni, le ferite che ognuno di noi si porta dentro.

Sappiamo e crediamo che senza preghiera la vita non è facile, perciò ogni volta affidiamo a Gesù per mezzo delle mani di Maria, sua Santissima Madre, tutte le nostre intenzioni e tutte le famiglie di Maria. Lode e gloria al Signore.”

 

D. Francesco: “Lode e gloria al Signore. Avete sentito. Si radunano  in una casa, dove ci sta un fratello malato che non si può spostare. Che bell’ atto di carità”.

 

Graziella: “Tra l’altro questo nostro fratello desiderava venire, allora io gli avevo detto: parla con i tuoi figli fatti portare; mi sembra che non ci sia oggi, gli avevo lasciato anche l’invito scritto, però lui si vede che se l’era perso e si è fatto portare sabato scorso, è venuto a San Pietro e non ha trovato nessuno”.

Canto: Alleluia Ave.

 

Manuela: “La nostra testimonianza è molto semplice, è tutta incentrata sulla preghiera, preghiera nella famiglia, noi due. Partiamo dalla mattina, nei gesti semplici: la benedizione reciproca, la preghiera delle lodi, poi dopo pranzo la preghiera del Rosario, però tutta la preghiera che facciamo è donata agli altri, a tutti, a chi ci chiede la preghiera. Ci arrivano molte richieste di preghiere. Si prega particolarmente per le anime del Purgatorio, perché io mi auguro di andare dritta in Paradiso, però se poi passerò per il Purgatorio, mi auguro che ci sia qualcuno che prega per me, quindi mi raccomando, chi è in Purgatorio aspetta le nostre preghiere e non è facile stare li; è una condizione difficile. E poi la sera lo stesso, anche una piccola preghiera. Quello che facciamo è anche la testimonianza quando ci troviamo in qualsiasi posto, al ristorante ci alziamo facciamo la benedizione. Quando ci troviamo a casa di mio padre, avviene una cosa molto simpatica, all’inizio mio padre neanche il segno della croce si faceva e poi adesso se io non faccio la benedizione del pranzo,  mi dice:” Beh! Allora la messa non si fa oggi?”E allora io faccio la benedizione, lui tutto felice, ha gli occhi proprio pieni di gioia. Poi c’è anche mio fratello qui, anche lui prega, prega con il Rosario, prega per tutti. Qualche giorno fa mi ha chiamata, c’è stato un lutto nel nostro paese e subito mi ha detto, mi raccomando pregate con il Rosario perché questa persona ha bisogno.

Queste cose che facciamo, la preghiera sono cose molto semplici, il Rosario, le Lodi e quindi chiunque può farlo e questo non significa che la nostra vita non ha difficoltà, no! E’ piena di difficoltà, ve lo assicuro, più si prega più escono fuori le difficoltà, però la serenità interiore, la tranquillità che abbiamo non ce la può togliere nessuno. Questa è la nostra testimonianza, quindi vi invito tutti e vi dico: pregate, pregate, pregate fino a stancarvi perché tanto non vi stancherete ve lo assicuro, perché quando si prega c’è l’amore di Dio con se, lo Spirito Santo che è l’amore di Dio, ma quello che soprattutto è uscito fuori dalle nostre preghiere è l’amore di Gesù Crocifisso, questo amore Crocifisso che ci da la consolazione nelle difficoltà. Quando si prega e si è in  difficoltà noi guardiamo il Crocifisso e da li  vediamo questo amore Crocifisso che è una fonte inesauribile. Quindi non vi stancate, continuate perché tutta la famiglia grande che è su questo mondo e nell’altro, in purgatorio, ha bisogno di preghiere. Pregate!”

Canto: Alleluia Ave.

 

Graziella: “C’erano persone che non erano sicure di poter venire, come il signor Ideale. Questo signore era venuto con me a Medugorje, in uno di questi pellegrinaggi che Marilina organizza, non avevamo parlato del movimento, mi ricordavo che era iscritto, ci siamo trovati insieme al corso di Sacra Scrittura che fa Don Francesco e quindi è ritornato il discorso.

L’altro giorno gli ho detto, allora ci vediamo sabato e lui non era sicuro, mi ha detto il motivo e poi mi ha detto che va tutti i martedì al Tiffany (una casa di riposo) a dire il Rosario con gli anziani.

 

Amico di Ideale: “Siamo io, il signor Ideale e Angelo Sebastiani che ha fatto la promessa di terziario francescano ieri e ci siamo incontrati per fare qualcosa, pregare per queste persone e allora ci riuniamo ogni martedì, diciamo il Rosario accompagnato da passi del Vangelo per renderlo più completo e abbiamo veramente visto come il Signore entra nei cuori di queste persone che poverine si può dire stanno all’ultima spiaggia, hanno tanta tristezza dentro di loro si sentono sole, abbandonate e quando ogni martedì ci vedono è una gioia. Ci danno tanta gioia, perché anche noi abbiamo capito una cosa che non saremo giudicati per i nostri peccati ma per l’amore che avremo dato e allora quando si incomincia, quando si apre un piccolo spiraglio alla forza dello Spirito Santo, alla Parola di Dio, questo spiraglio diventa una voragine e tu sei preso e nello stesso tempo sei preso da un combattimento interiore perché non vorresti lasciare i lacci che ancora ti legano al mondo, i tuoi vizi, i tuoi piccoli peccati, le tue piccole agiatezze, però c’è quella voce che ti sta sempre dietro. Dio ti ama di un amore maggiore di quello di un amante, ti sta sempre vicino e non ti lascia più, ma lo fa discretamente, lo fa stando dietro la porta, perché non vuole forzare la tua libertà, quella libertà che ti ha dato quando ti ha creato e devi essere tu a capire che quell’amore che lui ti da, lo devi ridare agli altri fratelli per creare un corpo solo, che è il corpo di Cristo, la Chiesa. Quando siamo in comunione, quando noi riceviamo l’amore di Dio e siamo capaci di ridarlo ai nostri fratelli allora veramente creiamo un corpo solo”.

 

D. Francesco: “Grazie, grazie, grazie!”.

 

Canto: Alleluia Ave

 

Signora: “A San Cristoforo tutti i giorni diciamo il Rosario. Siamo una piccola comunità e lo diciamo con tanto amore, con fraternità, per tutte le persone che hanno bisogno, per gli ammalati, per gli abbandonati e il martedì lo diciamo proprio dedicato alla santificazione delle famiglie, perché tutte le famiglie possano crescere nell’amore, amare i propri figli, tutti i parenti con amore disinteressato e veramente con l’amore di Dio. Poi personalmente vorrei ringraziare tante persone che sono qui perché con la fede che io ho sempre avuto, loro mi hanno saputo comprendere, mi comprendono ancora nel momento del dolore, poiché un dolore tanto forte ha sconvolto la mia vita, la perdita di mio marito è stata un dolore atroce e ce l’ho tutti i giorni, solo la fede, la preghiera e la vicinanza di tutte queste preghiere, di queste persone che mi sono state vicine. Ringrazio specialmente, in modo particolare i sacerdoti qui di San Pietro, Padre Francesco, Padre Adolfo, che veramente mi hanno tirata fuori da una voragine di dolore, a volte non riuscivo più neanche a parlare, mi sbagliavo anche mentre pregavo. Quindi grazie e ricordatevi che la fede è il più grande dono che il Signore ci ha fatto, coltiviamola questa fede, coltiviamola ogni momento nella nostra vita. Non mi voglio prolungare di più perché non ce la faccio”.

 

D. Francesco: “Grazie, grazie, diciamo un Eterno Riposo per le persone care e anche per il marito”.

 

Canto: Alleluia Ave

 

Graziella: “Chissà quante ce ne sarebbero di esperienze, ognuno ce ne avrebbe una da raccontare.

Speravo di vedere, c’erano due coppie giovani che hanno avuto un bambino proprio in quessto ultimo mese, evidentemente è proprio la situazione e ha impedito di venire. Una coppia si è sposata il 13 giugno l’anno scorso, la nominammo al convegno, però la bambina è nata una settimana fa con parto cesario quindi la mamma evidentemente ancora non si sente di uscire, ha detto che l’anno prossimo sicuramente verrà. Un’altra coppia ha perso il primo figlio, per cui c’è stato un periodo di dolore, grazie a Dio un mese fa è nato un altro bambino. Poi ce ne abbiamo un’altra in viaggio di nozze, ogni anno abbiamo una coppia che sposa, sono la ricchezza nostra per il futuro.

Adesso Ciro dovrebbe sintetizzare un pochino”.

D. Francesco: “Ciro è romanaccio, sentiamo allora l’esperienza romana”.

Ciro: “Sono adibito a lavori di bassa manovalanza, andare ad acquistare le corone, andare a prendere i santini e così via, ma lo faccio col cuore aperto e con grande passione. Abbiamo avuto tante telefonate di persone che non sono potute venire e abbiamo alcune lettere di persone che in ogni caso dimostrano tanto amore al nostro movimento ma soprattutto una grande devozione per la Vergine Maria. Cercherò di sintetizzarle al massimo per farvi avere un idea.

Questa è Anna da Roma che dice che lei è riuscita con un’altra amica a dire il Rosario nella Parrocchia di San Francesco e Santa Caterina a Roma, che è una cosa molto bella.

Poi abbiamo Claudia da Casale che tra l’altro ci dice: in questo anno quasi sempre sono stata in comunione con le famiglie di Maria il martedì e per quello che mi è stato possibile ho divulgato presso qualche sacerdote e qualche amico il progetto del movimento delle famiglie di Maria, mentre ho lasciato in qualche Chiesa dove so che si recita il Rosario abitualmente, qualche fotocopia della locandina, devo dire che non conosco l’esito di questa piccola mia propaganda ma è affidata a Maria, ci penserà sicuramente Lei.

Questa è Antonietta da Campobasso, che tra l’altro ci dice, a parte i complimenti per noi che ci siamo impegnati in questo lavoro assieme a Don Francesco e al nostro Vescovo, ho tanto bisogno del vostro sostegno, perché la preghiera comunitaria arriva prima e la Mamma Celeste non fa attendere il suo aiuto. In più ci augura che questa giornata sia piena di grazie celestiali: in quel giorno ci sarà sicuramente qualcosa di più, l’unisono degli spiriti, l’accordo delle anime, il legame della carità, ma soprattutto le preghiere dei sacerdoti e del Vescovo. Dice che lei è sola che però frequenta gruppi di preghiera che pregano per le persone che hanno bisogno, in particolare aderisce al movimento per la vita.

Antonietta poi di Roma, a parte i ringraziamenti, dice: io ho affidato e affido sempre le famiglie dei miei figli alla Mamma Celeste, ma il martedì la preghiera diventa corale ed è più potente. Vorrei tanto venire a Terni qualche volta ma sono sola, non guido fuori della mia zona ed ho un cagnolino che da solo poi abbaia e da fastidio. -Sono spaccati di vita quotidiana che ci dicono come noi entriamo nelle famiglie anche in maniera molto semplice-. Mi sono sempre affidata alla Mamma Celeste perché ho sempre sentito il suo amore e la sua misericordia, tenere in mano la Corona  mi conforta e mi da forza.

Poi c’è ancora Adelina di Montefiascone che tra l’alto dice: non potrò essere presente a questo importante avvenimento, ma con grande gioia posso dire di far parte di questa grande famiglia, poi aggiunge, insieme a mio marito ogni martedì intorno alle 23 recitiamo il Rosario per unirci spiritualmente alle famiglie di Maria e in questa grande preghiera collettiva in questi tempi così particolari, abbiamo tanto bisogno di pregare per chiedere a Gesù e Maria aiuto e protezione per le nostre famiglie attaccate da tante cose negative e il loro aiuto certamente non mancherà.

Con questa fiducia ci uniremo spiritualmente anche nella preghiera del 4 giugno che si terrà insieme al vescovo, intanto ringrazio tutti e per ognuno di voi un abbraccio nel nome di Gesù.

E poi infine, la leggo solo per dovere di cronaca, perché Don Francesco vi ha detto che aveva saputo dal papà ed effettivamente il papà ha scritto, questa è una lettera che è arrivata a Graziella, ve la leggo: sono assai spiacente di non partecipare al quinto anniversario delle famiglie di Maria il 4 giugno, data che per me è l’ottantaseiesima dalla nascita al mondo perché sarò in Terra Santa, di la vi ricorderò nelle mie preghiere. Vi benedico! Salutatemi mio figlio.

Cosa che facciamo volentieri.

Da ultimo un pensiero e una piccola riflessione, Graziella ha accennato che noi abbiamo perso una grande amica che si chiama Pina, perché si chiama ancora Pina per noi. Io ho avuto modo di incontrarla più volte a Roma, spesso andavo martedì a recitare con lei il Rosario, lei raccoglieva molte persone e immancabilmente mi dava una lista piena di nomi, ha dato alla nostra associazione più di 500 famiglie.

Lei mi diceva una cosa, verso la fine l’ho sentita spesso per telefono, una volta siamo andati a messa era costretta gia a camminare con l’erogatore di ossigeno che le dava un’ora di autonomia e spesso arrivava giusto in tempo alla messa per tornare poi a casa, allora dovette un po’ trascurare questa cosa e quindi seguiva la messa per radio oppure per televisione e le dicevo anche questa è una grande consolazione, perché unirsi spiritualmente a Gesù è una grande forza, mi diceva però io ho bisogno di mangiare il corpo di Cristo, era una innamorata dell’eucaristia.

Il 13 dicembre, Graziella ha accennato, ero anch’io presente quando c’è stato l’incontro con Don Giorgio, figuratevi che lei si è preoccupata più di fare una foto ricordo piuttosto che pensare ai propri guai che non erano pochi,  sempre con questa macchina dell’ossigeno chiamò Don Pietro che è un sacerdote che sta nelle Filippine e ce lo passò per farcelo salutare.

Alla fine i suoi giorni sono stati pieni di abbandono a Cristo crocifisso e alla Vergine Maria. Graziella nell’ultima telefonata raccolse queste sue parole. Questa è stata una memoria che Graziella ha fatto quando ci furono i funerali a Roma, riportò queste parole che dovremmo scolpire nei nostri cuori perché è un testamento spirituale che ci dice a che cosa può portare anche un piccolo granello di fede, ma la sua non era un granello ma una senape molto cresciuta.

Questa è Graziella che parla: nonostante la fatica fisica nel parlare mi ha detto tante cose belle e mentre parlava mi è venuto spontaneo appuntarmene alcune per non dimenticarle, cara Pina ci hai donato il tuo testamento spirituale e mi ha detto:

-Sono innamorata del Signore e della Mamma Celeste, non gli chiedo niente, qualsiasi cosa mi accade, gli dico: Signore tutto dalle tue mani, tutto ciò che vuoi, se vuoi prendimi! Eccomi. Se vuoi che io sia ancora qui come vuoi tu, non riesco a pregare bene ma sento la presenza del Signore e della Mamma Celeste continuamente, sono serena e abbandonata tra le loro braccia.-

Aggiunse poi,-

Vi voglio bene, io non merito nulla, ma il Signore ci ama tanto e questa è la nostra gioia.

Parlo troppo ma non posso stare zitta perché devo raccontare a tutti quanto il Signore ci ama.-

Facciamo un grande applauso a questa anima santa che prega per noi sicuramente da qualche parte.

 

Canto: Alleluia Amen

 

Isabella: “Mi scuso prima con voi perché sono molto emozionata, noi siamo di passaggio perché siamo stati a Firenze ad un convegno cardiologico e avendo mio fratello e mia cognata a Terni ci siamo fermati qua, abbiamo fatto una tappa per riposarci. L’altra sera mia cognata mi disse:

Sabato pomeriggio siamo impegnati,alle tre e mezzo abbiamo una riunione, vuoi venire? All’inizio l’ho presa così, veramente sono venuta a Terni per farmi una passeggiata, quindi vorrei continuare a fare questo! Poi parlando abbiamo approfondito il discorso e mi ha incuriosita moltissimo. Io non avevo mai partecipato ad una cosa del genere, a una festa, io la chiamo festa perché da noi non si fa, perché io abito a Cosenza, ma nei dintorni io abito a Trebisacce e quindi non l’avevo mai vista.

Mi ha emozionato moltissimo e non vi nascondo che mi sono messa a piangere perché ho visto la felicità di questo prete che sprizza gioia da tutti i lati e mi ha commossa veramente. Ci tenevo a dirlo e facevo a mio fratello: non ti nascondo che preferisco più stare qui anziché andarmi a fare due passi! Perché è veramente bello, veramente mi complimento con voi perché avete formato una famiglia bellissima ed io ci tengo tantissimo a parlarne col mio prete, perché anch’io vado in chiesa sono una cattolica anche se non la frequento spesso per gli impegni, però il mio prete mi dice gli impegni si devono mettere da parte ed ha ragione, però voglio congratularmi veramente con questo parroco perché è veramente bravo, tenetevelo caro”.

 

D. Francesco: “Ave Maria, grazie Signore! Ma pensate che ci sta Don Adolfo la che sta continuando a confessare dall’inizio dell’incontro. Ave Maria.

 

Canto: Alleluia Ave

 

Don Francesco: “ Scusate un particolare di conoscenza, voi siete di Trebisacce, io ho studiato addirittura con degli amici di Cosenza, di Trebisacce e ho studiato con il Dottor Pino Noia che sta adesso al Gemelli e fa convegni medici, ginecologici ecc. e conosco l’architetto Lateano e anche altri e quindi siamo in casa proprio in tutti i sensi. Grazie Signore!

Don Adolfo pure, anzi lui ancor prima di me.

Qui ci sta una famigliola, ci sta la mamma e il bimbo, guardate che bello”.

 

Mamma: “Allora, che devo dire? Semplicemente questo, lui è nato proprio con Maria, lui è frutto del Rosario e della vicinanza appunto a Gesù e a Maria, si chiama Pietro”.

 

D. Francesco: “Pietro nella chiesa di S. Pietro, un applauso dai!”.

Mamma: “Posso dire solo questo: ha iniziato questo cammino con voi, con le famiglie di Maria,

appunto cinque anni fa, quando abbiamo iniziato a dire il Rosario il martedì sera prima tra di noi, in casa con i bambini e mio marito e poi è stato praticamente proposto alla mia parrocchia,(io sono di Cesi, faccio parte della parrocchia di Santa Maria Assunta e quindi diocesi di Spoleto anche se poi io mi considero ancora diocesi di Terni perché sono cresciuta qua) abbiamo proposto questo Rosario ad altre famiglie è stato accolto e ogni martedì sera appunto con il sacerdote andavamo proprio in giro per le case del paese a recitare i Rosario. Ecco, una cosa molto bella è vedere i bambini, anche se oggi è una giornata particolare non stanno fermi un minuto, di solito facendo dire appunto loro una Ave Maria a turno come riescono a stare buoni e attenti a partecipare a questa preghiera. Ecco qua, il frutto è questo, il frutto è lui che non è poco”.

 

D. Francesco: “Il frutto siete voi, come famiglia cristiana”.

 

Mamma: “Speriamo di andare avanti. Io comunque vi posso testimoniare che è possibile anche con i bambini pregare. Anche il Rosario può sembrare una preghiera così, d’altri tempi, forse monotona, e invece no è una preghiera ricchissima e anche a loro va spiegato che ogni Ave Maria ha un importanza particolare, speciale e non è vero che si ripete sempre la stessa cosa anche perché io a loro tante volto gli dico Vi Voglio Bene e non mi stanco mai”.

 

Canto: Alleluia Amen

 

D. Francesco: “Iniziamo a dire il Rosario, ecco oggi facciamo un Rosario un po’ più meditato come per il mese di Maggio. Siamo nel mese di Giugno, oggi è una giornata un po’ particolare siamo nel giorno del Cuore Immacolato di Maria. Oggi vi chiedo anche così come parrocchia di unirci in questo Rosario un po’ più meditato. Abbiamo già fatto il primo mistero, adesso continuiamo con gli altri meditati. Facciamo subito un’altra testimonianza”.

 

Famiglia, mamma:“Ringraziamo il Signore per la presenza della Madonna nella nostra vita e io ho detto a Graziella, io vengo e se devo dire qualcosa che sia per la gloria di Dio, per rendere testimonianza di quello che il Signore ha fatto per noi attraverso la Madonna e non basterà tutta la vita per ringraziare il Signore di averci fatto incontrare la Madonna a Medugorje. Da quel momento noi abbiamo affidato la nostra vita a lei abbiamo fatto la consacrazione, infatti oggi siamo arrivati proprio al momento della consacrazione. E’ proprio questa la testimonianza che voglio fare cioè l’affidamento a Maria, la consacrazione a Maria e dare la nostra vita a Lei e dire sia fatta di me secondo la tua volontà; cioè come tu hai offerto la tua vita al Signore, così io ti offro la mia, il mio matrimonio. E’ proprio a Lei che dobbiamo il fatto che ancora stiamo insieme e che abbiamo sette bambini qui sulla terra due in Paradiso e quindi ringraziamo proprio il Signore per il dono della vita, per il dono del matrimonio e basta così. La nostra forza è proprio la preghiera del Rosario, tante volte mi dicono: ma tu come fai con tanti bambini e io non riesco con uno?!

Allora quando mi viene qualcuno a trovare abbiamo una statua della Madonna, che qualcuno di voi ha visto quando è venuta Marja, alta un metro e ottanta e dico: guarda, questa è Lei la padrona e la regina della casa, quindi fa tutto Lei, quando poi io me la vedo proprio brutta che non so più

che fare, mi metto seduta e mi prego il Rosario con i bambini e arriva Lei e mette tutto ciò che non va apposto”.

 

Papà: “Io senz’altro confermo questo pensiero di mia moglie perché è condiviso e vorrei aggiungere solamente una piccola cosa per quanto riguarda la preghiera.

La nostra esperienza è nata a Medugorje quindi la preghiera del Santo Rosario viene subito dopo la Santa Messa anche se c’è la liturgia delle ore, però vorrei dire anche che c’è molto pregiudizio su questa preghiera soprattutto anche da parte, non parliamo degli atei ma anche della Chiesa in certi movimenti, sembra una preghiera più per una fascia di persone o anziane o una categoria un po’ secondaria invece dobbiamo anche saper rispondere a tanta gente che questa preghiera è sostanzialmente cristologica, biblica c’è racchiusa tutta la storia della salvezza per cui noi dobbiamo avere anche questa prontezza a rispondere a tanta gente che magari ci dice che il Rosario è una cosa così un po’ noiosa, invece come ci ricorda anche la Madonna a Medugorje tramite anche i veggenti, che questa preghiera deve nascere ogni Ave Maria nuova dal cuore, non è un ripetere l’Ave Maria, ma ognuna deve nascere nuova dal cuore quindi è un po’ questa considerazione che dobbiamo anche rivolgere questa preghiera  meditando appunto tutti i misteri della salvezza. Ringraziamo il Signore per essere uniti così nell’amicizia e nell’amore di Dio perché siamo una grande famiglia che condividiamo tutta questa realtà che è questa vita terrena che però ci prepara già da adesso all’incontro con il Signore. Grazie a Tutti”.