Testimonianza in memoria di Don Francesco Grasselli

Terni, 04/02/2005

 

26 Febbraio 2002  –  26 Febbraio 2005

 

Terzo anniversario della morte di Mons. Grasselli Francesco

 

 

RICORDANDO LO ZIO DON FRANCESCO

 

Tre anni fa, il 26 di Febbraio, nasceva al cielo mio zio, Don Francesco Grasselli, di Todi.

Lo ricordiamo qui, perché lui è stato il primo sacerdote che ha appoggiato e incoraggiato con la sua  adesione il patto di preghiera che era nato tra famiglie.

Forse non si era reso conto che sarebbe diventato così vasto, che avrebbe preso la forma di un movimento addirittura internazionale, ma aveva capito che si trattava di un  progetto di Maria e ne seguiva con gioia e stupore insieme la crescita.

 

Che cosa posso dire di lui, oggi?

Sono passati tre anni dalla sua dipartita, ma io lo sento vivo vicino a me e lo sento in comunione con me in tutte le cose che faccio.

Da lui ho ricevuto tanto e quello che ho ricevuto me lo ha trasmesso con la sua vita.

Non c’era bisogno di tante parole.

Lui mi amava di quell’amore che desiderava soltanto il mio bene. E’ stato per me un vero padre.

Non era di quelli che fanno tante raccomandazioni.

Anzi, non me ne faceva affatto, ma era talmente lampante il suo modo di vivere, il suo vivere il Vangelo, il suo essere e vivere da sacerdote, innamorato di Dio, di Maria, della Chiesa, che non occorrevano tante parole per farti intravedere la via migliore da seguire.

E’ vissuto al servizio della Chiesa, operando nella parrocchia e nella diocesi.

Ha avuto vari compiti, che non sto a enumerare, perché ciò che lo rende più “caldo” al ricordo delle persone che hanno avuto la possibilità di avvicinarlo, è il rapporto che instaurava con la gente.

Era accogliente, comprensivo, pronto a cercare di trovare del positivo anche nelle persone che si comportavano palesemente male.

Ad esempio, dei bestemmiatori diceva che parlandoci, spesso ti accorgi che non sono cattivi, ma che  essi stessi  sono addolorati per essere tali, ma non riescono a vincere quello che in loro è diventato un vizio.

Quando si trovava davanti ad una famigliola unita, lo vedevi commosso..

Aveva quel calore umano che lo avvicinava alla gente e quel sorriso luminoso che comunicava la gioia di vivere nel Signore.

La fede era incarnata nella sua vita.

Le cose materiali lo interessavano solo come mezzi donati a noi dal Signore per le nostre necessità.

Viveva con poche cose: il di più era quasi un peso per lui, meglio donarlo.

Ma come persona e come sacerdote lo sentivi ricco, ricco di  un amore così grande, che solo il Signore ti può dare.

Era talmente coerente in tutto ciò che faceva!

Mai l’ho visto vacillare nelle cose che doveva fare come sacerdote.

E’ morto a 87 anni, facendo ancora le funzioni di parroco, fino alla fine.

Mi piace rileggere ogni tanto il suo testamentospirituale, nel quale è riassunta con chiarezza la sua scelta di vita. Ne riporto alcune parti.

 

Dal  “ Testamento Spirituale”

 

In nome della SS.ma Trinità

 

Nella pienezza delle mie facoltà mentali e di mia libera volontà, io sottoscritto Sac. Francesco Grasselli intendo esprimere fin da ora le mie ultime volontà,  nel timore che la morte mi giunga improvvisa e che io non sia più in grado di capire e di esprimermi negli ultimi momenti della vita.

Chiamato ad essere Sacerdote contro mio merito, intendo morire da Sacerdote in unione alla Chiesa Cattolica.

Intendo mantenere integra la mia fede in tutto quanto è oggetto del “Credo” cattolico, e in tutto ciò che  dalla medesima Chiesa viene insegnato. Faccio pertanto fin da ora la più profonda professione di fede nella SS.ma Trinità, in Gesù Salvatore e in Maria SS.ma,  mia dolcissima Madre.

Confido che la misericordia di Dio, che io invoco fin da ora ardentemente, scenda copiosa su di me a purificarmi dai miei peccati e a rendermi degno del Paradiso. Prego la Vergine Immacolata, il mio Angelo Custode,  S. Francesco d’Assisi, S. Nicolò e gli altri miei Protettori a moltiplicare a questo scopo le loro suppliche presso il dono di Dio.

Intendo morire coi SS.mi Sacramenti, che spero mi vengano amministrati in tempo opportuno e quando sarò ancora nella lucidità di mente.

Chiedo perdono a quanti dovessi aver recato offesa o dispiacere, e dichiaro che per parte mia son pronto fin da adesso a dimenticare e perdonare eventuali torti, offese e danni ricevuti.

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Desidero che i miei funerali siano semplici, modesti, senza fiori e senza inutili cortei. Da tutti mi aspetto solamente il Suffragio della Preghiera.

La mia sepoltura sarà al Cimitero nuovo di Todi, accanto al Babbo, alla Mamma e alla mia Sorella. E’ con tutti loro che desidero attendere la Resurrezione dai morti, che Gesù ci ha assicurato.

A tutti fin da ora la mia benedizione, il mio saluto e l’arrivederci presso il Trono di Dio.

Sulla mia tomba desidero che, oltre al mio nome e cognome, sia scritto: “Tu sei Sacerdote in eterno”

Sac. Francesco Grasselli

Todi, 26/06/1998

 

Grazie, zio, per tutto il bene che mi hai voluto e che mi vuoi.

Grazie per tutto ciò che mi hai trasmesso.

Spero che il Signore ti abbia ormai spalancato le porte del Paradiso e spero che tu stia davanti a lui insieme a tutti i cari defunti della nostra famiglia ed a tutte le persone a te care come sacerdote.

Eri innamorato della Mamma Celeste, che chiamavi “dolcissima Madre.

Sicuramente Lei ti ha portato a Gesù, perché questo hai invocato fino all’ultimo minuto.

“Non ti scordare mai quello che stai facendo con la Madonna”, mi hai detto la sera prima di morire.

Ed io non lo dimentico e non lo dimenticherò mai.

Il Movimento delle “Famiglie di Maria” è anche frutto del tuo appoggio e della tua preghiera.

Accompagnaci ancora dal cielo.

La comunione dei santi ci consente di essere tutti uniti in Cristo e di pregare gli uni per gli altri, anche con voi che siete già lassù.

Tutte le “Famiglie di Maria” contano sulla vostra intercessione ed anche noi esprimiamo il nostro amore per voi pregando, perché il Purgatorio sia presto vuoto e tutte le anime che sono lì in attesa possano essere accolte in Paradiso.

 

Graziella