Incontro Mensile Ottobre 2003

INCONTRO DI OTTOBRE 2003

 

 

Sabato 11 Ottobre 2003, è stata fatta l’apertura dell’anno pastorale per “Le Famiglie di Maria”.

L’incontro, grazie all’invito che Sua Ecc. Mons. Vincenzo Paglia ci aveva rivolto  il 7 giugno scorso,  è avvenuto nella cattedrale di Terni, con il seguente programma:

–         h 15,30  Santo Rosario

–         h 16’30 catechesi

–         h 17,30 Santa Messa per le famiglie

 

SALUTO DEL VESCOVO SUA ECC. MONS. VINCENZO PAGLIA

 

Alle ore 16,30 abbiamo avuto una bellissima sorpresa: il nostro vescovo è venuto a  salutarci per incoraggiarci ad andare avanti e per esprimerci tutta la sua fiducia.

Ha detto che il nostro è un vero e proprio ministero: il ministero del Rosario, dal quale conta di trarre molto bene per le famiglie, per la diocesi di Terni-Narni-Amelia, per il mondo.

Ci ha ricordato con forza il nostro sacerdozio di battezzati.

Un tempo, egli ha detto, nel Santo dei Santi del Tempio, entrava soltanto il sacerdote.

Con Gesù, il velo del tempio si è squarciato e tutti siamo chiamati ad esercitare il nostro sacerdozio battesimale, tutti abbiamo la responsabilità di operare per il bene  della Chiesa.

Simpaticamente ha aggiunto che egli intende utilizzare tutte le forze disponibili e che, quindi, spremerà il nostro Rosario come in un torchio, per trarre da esso tutto il bene possibile.

 

 

CATECHESI DELLA NOSTRA GUIDA SPIRITUALE DON FRANCESCO VACCARINI

 

Don Francesco ci ha invitato  a riflettere su quanto ci ha detto il Vescovo.

L’invito chiaro è stato quello di riprendere in mano il nostro battesimo e  riscoprire il senso del nostro sacerdozio battesimale.

Il mese di Ottobre, mese dedicato alle Missioni, dovremmo pregare e riflettere, per capire qual è la nostra missione di figli di Dio, prima di tutto  nella famiglia.

Il sacramento del matrimonio rende specifico il sacerdozio  battesimale dei coniugi e, quando essi operano nel sacramento del matrimonio, lo fanno a nome della Chiesa, hanno la potenza sponsale di Cristo per il mondo intero.

Pensiamo a Santa Teresina del Bambin Gesù, che è diventata  patrona delle missioni, pur trascorrendo la sua vita all’interno del Carmelo.

Don Francesco ci ha invitato a domandarci come mai il mondo di oggi non senta la voce di testimonianza evangelica di tanti consacrati nel matrimonio.

Se anche una persona sposata prega da sola, egli ha detto, non è sola, perché Cristo è con lei.

Il matrimonio è stato fatto in tre : il marito, la moglie e il Signore. Marito e moglie diventano una cosa sola e sono insieme un’unica sposa di Cristo.

Gesù ha detto:-  Nessuno separi ciò che Dio ha unito.-

Quando c’è divorzio, il divorzio prima di essere tra i coniugi, è divorzio con Dio.

Anche quando i coniugi vivono senza Dio, hanno già fatto divorzio.

Se una persona recupera questo, il matrimonio è già recuperato.

Basta una sola persona per iniziare a recuperare un matrimonio: anche se è sola a pregare, se è in grazia di Dio, è nel matrimonio cristiano, vive già la sua missione e testimonianza fattiva.

 

OMELIA DI DON FRANCESCO DURANTE LA S. MESSA PER LE FAMIGLIE

 

Ci ha esortato a riflettere  ancora sul nostro essere famiglia di cristiani battezzati.

“Fine del Movimento delle “Famiglie di Maria”, egli ha detto, è quello di puntare in alto, verso le finalità alte della vita, che soltanto Dio ci  può dare: la Sua Santità.

Non si vive da figli di Dio soltanto  per essere un po’ più buoni degli altri, ma per essere santi,  la famiglia è luogo privilegiato nel quale si diventa santi, prima di tutto i coniugi, chiamati insieme, per arrivare tutti e due alla pienezza del Paradiso.

Essi hanno il compito di mostrare al mondo lo stesso amore che Dio ha per la sua Chiesa.

E’ una missione da recuperare e da vivere.

La famiglia è anche il luogo nel quale nascono le vocazioni.

Famiglie come la mia, focolaio di vocazioni sacerdotali, ha proseguito Don Francesco, non si realizzano, se non c’è la fede; vengono portate ad esempio, perché stimolino  ciascuno a vivere la propria missione ed a riconoscere l’amore di Dio.

Una famiglia si può recuperare sempre, anche dopo che alcuni familiari sono morti: chi riprende la sua identità e la sua missione di cristiano, con la sua preghiera, può intercedere anche, ad esempio, per i suoi genitori che sono in Purgatorio.

Conosciamo tutti i problemi  che sacerdoti, catechisti, insegnanti, hanno in questi nostri tempi,  per l’educazione dei bambini: il loro lavoro è come raccogliere acqua in un canestro bucato, proprio  perché  l’educazione non è curata nella famiglia.

Questo incontro ci aiuti a vivere il progetto della Chiesa per l’anno del Rosario, voluto dal Santo Padre per la pace nel mondo intero, a partire dalle famiglie.

Che le famiglie inizino ad essere operatrici di pace.

Il nostro programma, che poi non è nostro, ma di Maria,  si basa sul vivere nello spirito che il nostro Vescovo ha dato per tutti all’inizio dell’anno pastorale: ripartiamo dalla Parola di Dio della domenica.

Oggi, in questa XXVIII domenica del tempo ordinario, nella prima lettura (Sap. 7,7.11) e nel salmo (89), ci viene ricordato che  la vera Sapienza si ha quando  accogliamo il programma di Dio.

La seconda lettura(Eb. 4,12.13) è tutta incentrata nel valore e nell’efficacia della Parola di Dio.

Concludiamo conservando nel cuore l’invito che Gesù ci fa attraverso il brano del Vangelo(Mc 10,17.30):- Abbandona l’amore umano ed entra nel mio Amore.-“