Incontro Mensile Febbraio 2003

1 Febbraio 2003:Primo Sabato del Mese

Abbiamo iniziato il nostro incontro di preghiera con l’adorazione al Santissimo Sacramento e con la recita del Santo Rosario.

DON FRANCESCO CI HA INVITATI A DEDICARE QUESTA SANTA MESSA A MARIA SS.MA REGINA DELLA PACE.

In questi giorni, ha detto, non possiamo far altro che pregare, fare penitenza, impegnarci nella vita cristiana maggiormente, proprio chiedendo l’intercessione di Maria per la pace nel mondo. Questa pace deve partire dalla conversione dei cuori, dalla conversione delle famiglie: è il cammino che anche il Movimento delle Famiglie si è proposto, con la recita del Santo Rosario, il Martedì. Una famiglia aiuta l’altra, consacrandosi a Maria, mettendosi nelle sue mani, perché Ella stessa ci educhi a fare la volontà di Dio, ad essere conformi a Gesù, suo Figlio, nostro Signore. Quando noi desideriamo l’ordine, l’armonia in noi stessi, quando la volontà di Dio e la nostra diventano una cosa sola, allora c’è la pace nel cuore, allora la pace viene donata anche fuori. Disponendo sull’altare l’elenco delle famiglie iscritte, siamo esortati a pregare non solo per noi stessi, ma anche per tutti gli altri.

Ha ricordato che in questo mese, il giorno 26, ricorre l’anniversario della morte di Mons. Grasselli Francesco, che è stato anche lui promotore di questo Movimento ed ha ricordato anche altre persone che sono morte lavorando e pregando già con questo spirito che stimo facendo crescere in noi. Pensiamo – ha aggiunto – che il Santo Padre ha chiesto quest’anno la preghiera specifica nelle famiglie, per le famiglie, delle famiglie.

E’ L’ANNO DELLA PACE, DEL SANTO ROSARIO E, QUINDI, NOI SIAMONE CONIVOLTI IN MODO PARTICOLARE.

Dobbiamo essere portatori di pace.

Siamo ancora all’inizio dell’anno e la liturgia ci esorta a riprendere in mano la consapevolezza del nostro battesimo: Dio è nato e noi siamo membra di Cristo. Se Dio è nato in mezzo a noi e si è manifestato nella carne umana, adesso noi che con il battesimo siamo nati in Cristo, siamo ‘l’epifania”, la manifestazione del Signore.

Le nostre famiglie dovrebbero essere: la manifestazione di Dio nel mondo che ha bisogno dell’ amore, la manifestazione della fede in un mondo che ha bisogno della fede, la manifèstazione della grande speranza che Dio ci vuole lutti quanti partecipi pienamente della sua Famiglia Trinitaria, nella Gerusalemme Celeste.

Non offuschiamo quella luce che Dio ha acceso in noi.

Secondo il Calendario Liturgico è finito il grande tempo di Natale, ma continua nel “tempo per annum” l’invito a seguire Gesù, a fare quello che Lui ha fatto, ad avere i suoi stessi sentimenti, lo stesso suo cuore, la sua mente i suoi stessi atteggiamenti.

COMMENTO ALLE LETTURE DEL GIORNO

Don Francesco ci ha esortato ad ascoltare bene, con umiltà, ciò che il Signore oggi ci vuole dire e insieme abbiamo invocato Io Spirito Santo, perché la Divina Parola sia luce, guida, forza, per le nostre famiglie e per tutte le famiglie.

Oggi è il primo sabato di Febbraio, secondo mese dell’anno, terzo dell’anno liturgico. L’anno liturgico, cioè l’anno vissuto con Dio, prende in mano l’anno umano, con tutte le sue problematiche.

Il vangelo di oggi le mette in evidenza parlando della tempesta e anche noi le teniamo presenti: il problema della guerra, l’immoralità, una certa scienza che è impazzita, il non senso della vita, l’abuso della vita e contro la vita, la devastazione delle famiglie, la distorsione dei grandi valori proprio a partire dalla cellula della società che è la famiglia.

Queste problematiche sono legate soprattutto al sopravvento dell’economia, che è al primo posto. invece dell’uomo, della famiglia e di Dio. Si tratta di un’idolatria massima del dio denaro, del dio potere, del dio piacere. Il principe di questo mondo governa il mondo, per cui l’uomo è merce di mercato, la vita è merce di mercato: se serve per il piacere di alcuni la tengo, altrimenti la butto via.

Siamo arrivati anche a queste assurdità, ad una mentalità di peccato contro lo Spirito Santo, cioè contro Dio, contro la vita, contro la verità.

Abbiamo fatto un attimo una panoramica, perché il Signore oggi ci fa vivere e pregare per questo: non possiamo dimenticare la situazione mondiale, soprattutto in questa situazione di pericolo di guerra. che mette angoscia.

Potremmo proseguire nella panoramica, ma ci serve solo come base, la base vera su cui Gesù semina la sua Parola, semina le nostre famiglie cristiane, come semina di un mondo diverso da quello che l’uomo si sta costruendo e che porta all’auto-distruzione dell’umanità.

Va di moda la parola “globalizzazione”. La globalizzazione, se non parte da valori autentici, è la globalizzazione dell’autodistruzione dell’umanità.

E’ il “mare in tempesta “ di oggi.

In questa nostra situazione attuale, e ognuno metta anche la sua situazione personale e familiare, davanti a Dio, davanti al suo amore, in questo primo sabato del mese di febbraio, il Signore ci fa educare da Maria, con questa divina Parola. C’è la Mamma che ci dice:- Ascoltate bene Gesù che vi parla.

LETTERA AGLI EBREI (Eb 11,1-8-19)

Siamo ormai verso la conclusione di questa lettera, che ci parla del sacerdozio di Gesù. in cui anche noi siamo inseriti, se siamo membra di Cristo.

Ci fa riscoprire il nostro battesimo, con il quale siamo diventati sacerdoti, re e profeti in Cristo.

Questa lettera ci fa meditare sul sacerdozio di Cristo, per farci meditare sul nostro essere sacerdote.

Ognuno, come ha detto il Concilio Ecumenico Vaticano II°, essendo battezzato, è sacerdote, “sacerdote”, cioè sacro, appartiene a Gesù, pagato dal sangue suo.

Per questo deve far vedere la sua sacralità, la sua appartenenza a Dio.

Gesù sacerdote unisce la terra al cielo e questo è il fondamento della dignità umana, della vita umana.

La caratteristica del sacerdote è che fa da tramite tra Dio e l’umanità. Dio ha creato l’uomo e gli ha consegnato il creato per governarlo, noi siamo il tramite.

Nella lettera agli Ebrei questa sacralità è fondata sulla parola “fede”.

La fede è concreta, si vede negli uomini che la possiedono, si vede in Abramo, Isacco, Giacobbe, Sara…

Se la fede non c’è, si ragiona con valori egoistici.

Dobbiamo imitare i Santi, oggi che abbiamo Cristo, il Santo dei Santi, noi dobbiamo guardare i Santi.

Le famiglie cristiane seguono gli esempi di fede.

Come può un bambino vivere la fede, se in famiglia non ci sono esempi di fede?

Ognuno di noi è responsabilizzato.

La fede è obbedienza.

Abramo è partito senza sapere dove andare e lo ha fatto per fede..

Dio indica giorno per giorno, i passi del viaggio, Di ha un progetto: non mi devo preoccupare, mi devo fidare.

La fede ti fa camminare e trascini anche gli altri verso la direzione che Dio ti ha indicato.

La fede è sacrificare le cose più grandi della vita, se Dio ha altri progetti.

Non dobbiamo aver paura, neppure di questi tempi.

La fede è fiducia totale da dare solo a Dio.

In famiglia, la fiducia, la dai in modo totale all’altro, ma prima devi darla a Dio se no la fiducia crolla facilmente se non c’è la fede in Dio.

VANGELO (Mc 4.35-41)

11 Vangelo di oggi parte con il canto “.. .chi crede in Lui, ha la vita eterna.”

Gesù si è incarnato e Dio ha fatto famiglia con l’uomo.

Sta con noi e non ci abbandona più: siamo noi che ci allontaniamo da Lui.

“Il mare in tempesta” rappresenta i tempi che viviamo.

“Passiamo all’altra riva” significa passare alla vita celeste.

Dobbiamo perseverare con Gesù. Gesù ci dà coraggio. la Pasqua è forza di vita.

Gesù dice sulla barca di Pietro: Coraggio, non abbiate paura, io vi sostengo, vi guido in questa vita. Lui è con noi, l’Emmanuele con noi!

Guarda con Gesù. Avanti, coraggio, in questo mondo così impossibile, Gesù ci dice che è possibile. Le famiglie devono credere contro ogni speranza.

Lasciamo fuori la mentalità del mondo, non fidiamoci della mentalità dell’umanità, fidiamoci solo di Gesù e non smettiamo mai di portarlo con noi nella barca della vita.

Oggi Lui sta nelle nostre famiglie, nella nostra vita così com’è.

Dovremmo lamentarci di meno di com’è la nostra vita, perché Gesù abbraccia la nostra croce prima di noi. Bisogna stare uniti a Gesù, noi siamo pieni di tempeste, l’uomo lontano da Dio è in tempesta, ma Gesù è con noi. Gesù Eucaristia è con noi.

Gesù dorme, come dice il Vangelo, a poppa, ma a poppa significa “nel tuo cuore”.

Lascia dormire il tuo Creatore, lascialo riposare, Lui sa quando svegliarsi: nelle tempeste dobbiamo aver fiducia. teniamoci stretti a Dio.

La preghiera è questo riposo a poppa.

Lo svegliarono” è la resurrezione: sembra dormire, ma è sempre sveglio, risorto!

“Maestro, non ti importa che noi moriamo?”

E’ mancanza di fiducia: Lui si è incarnato ed ha preso su di sé la terra con tutti i suoi problemi. Entriamo in questo spirito: il punto centrale è la Pasqua del Signore, non è la realtà di tutti i giorni. L’umanità ha tanti problemi, perché non ha fiducia in Dio, perché non abbiamo fede e diciamo al Signore:- Non t’importa che moriamo? Siamo maleducati nei confronti di Dio, Ma Lui, con il suo amore infinito non si lascia ferire da questa nostra mancanza di fiducia.

“Il vento cessò”…

La preghiera ha la capacità di destare Dio, il Signore viene e ci dà delle grazie inaspettate. Se noi crediamo, il mondo di tempesta sarà calmato, Dio può far saltare le scadenze: a Dio niente è impossibile!

Rosy